Il lavoro che si presenta ha come oggetto la valutazione degli orientamenti conservativi e le tipologie di valorizzazione adottate a Napoli per il recupero del patrimonio industriale dismesso negli ultimi trent'anni. L'analisi ਠarticolata intorno a sei casi †" ossia l'ex Opificio pirotecnico meccanico di Pietrarsa, oggi Museo Nazionale Ferroviario; l'ex Montecatini-Federconsorzi, attuale Città della Scienza; l'ex complesso siderurgico Ilva-Italsider; l'ex Lanifico Sava di Santa Caterina a Formello; l'ex centrale elettrica Bellini, sede del Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch; e l'ex stabilimento metallurgico Corradini - selezionati nel vasto panorama delle strutture archeo-industriali napoletane in virt๠della loro esemplarità e dell'alto grado di rappresentatività delle diverse tipologie di valorizzazione possibili per la rigenerazione degli edifici dismessi. Lo studio di ogni caso ਠstato articolato in due fasi distinte: nella prima ਠstata ricostruita la storia societaria ed architettonica della preesistenza; nella seconda sono stati indagati gli anni successivi alle dismissioni, durante i quali per ogni struttura ex industriale prende avvio il dibattito sulle delle destinazioni d'uso, esaminando l'ipotesi di recupero alla fine selezionata, valutata secondo i modelli teorici elaborati dall'archeologia industriale e le tipologie di valorizzazione codificate dalla museologia. L'ultima parte della trattazione ਠstata destinata, invece, all'analisi complessiva e comparata dei casi, nella quale vengono interpretati, anche con l'ausilio di categorie museografiche, gli orientamenti conservativi emersi a Napoli dal 1982 (data di inaugurazione della prima mostra a Pietrarsa) al 2008 (anno in cui ਠstata stabilita la destinazione d'uso per la ex Corradini).
La ferita e il miracolo. Orientamenti conservativi e tipologie di valorizzazione per il patrimonio industriale napoletano.
2010
Abstract
Il lavoro che si presenta ha come oggetto la valutazione degli orientamenti conservativi e le tipologie di valorizzazione adottate a Napoli per il recupero del patrimonio industriale dismesso negli ultimi trent'anni. L'analisi ਠarticolata intorno a sei casi †" ossia l'ex Opificio pirotecnico meccanico di Pietrarsa, oggi Museo Nazionale Ferroviario; l'ex Montecatini-Federconsorzi, attuale Città della Scienza; l'ex complesso siderurgico Ilva-Italsider; l'ex Lanifico Sava di Santa Caterina a Formello; l'ex centrale elettrica Bellini, sede del Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch; e l'ex stabilimento metallurgico Corradini - selezionati nel vasto panorama delle strutture archeo-industriali napoletane in virt๠della loro esemplarità e dell'alto grado di rappresentatività delle diverse tipologie di valorizzazione possibili per la rigenerazione degli edifici dismessi. Lo studio di ogni caso ਠstato articolato in due fasi distinte: nella prima ਠstata ricostruita la storia societaria ed architettonica della preesistenza; nella seconda sono stati indagati gli anni successivi alle dismissioni, durante i quali per ogni struttura ex industriale prende avvio il dibattito sulle delle destinazioni d'uso, esaminando l'ipotesi di recupero alla fine selezionata, valutata secondo i modelli teorici elaborati dall'archeologia industriale e le tipologie di valorizzazione codificate dalla museologia. L'ultima parte della trattazione ਠstata destinata, invece, all'analisi complessiva e comparata dei casi, nella quale vengono interpretati, anche con l'ausilio di categorie museografiche, gli orientamenti conservativi emersi a Napoli dal 1982 (data di inaugurazione della prima mostra a Pietrarsa) al 2008 (anno in cui ਠstata stabilita la destinazione d'uso per la ex Corradini).| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337238
URN:NBN:IT:BNCF-337238