L'etica protestante a partire dalle premesse teologiche poste dal pensiero luterano muove nella direzione di una radicale messa in discussione dell'etica teleologica e dell'idea che l'uomo possa, attraverso le opere, garantirsi in qualche modo la salvezza. Solo liberandosi dell'ossessione della perfezione morale da raggiungere attraverso le opere di giustizia e accettando il dono della grazia divina si apre per l'umanità un orizzonte di vera libertà e grazia. L'intero impianto teorico-dottrinale dell'etica cristiana ਠfondato esclusivamente su un principio, quello dell'«agà pe», l'amore del prossimo. Infine, oggetto del terzo capitolo, ਠla discussione su un segmento specifico della riflessione bioetica che puಠessere indicato come questioni di fine vita. La scelta del tema non ਠcasuale, ma risponde a due ordini di motivi, il primo riconducibile alla pi๠stretta attualità , dal momento che proprio la riflessione sulle questioni di fine vita sembra produrre lacerazioni violentissime ed aspre contrapposizioni nel dibattito pubblico, si pensi ad esempio ai recentissimi casi Englaro e Welbi, l'altro attiene all'originalità della posizione, teologicamente motivata, espressa dalla Chiesa Valdese nei documenti riportati. Le scelte etiche di fine vita stimolano una serie di riflessioni su temi in cui sono in gioco il valore da attribuire alla vita, la dignità del morire e il diritto di richiedere la sospensione di trattamenti finalizzati al solo prolungamento di un'esistenza senza possibilità di guarigione, l'opportunità di porre un argine alle possibilità illimitate della medicina, la necessità per l'istituzione medica di affrontare un tema spinoso e scomodo come quello del
CRISTIANESIMI A CONFRONTO TRA DISSONANZE E DIALOGO. PRINCIPI E SCELTE BIOETICHE DELLA CHIESA CATTOLICA E DELLA CHIESA VALDESE
2010
Abstract
L'etica protestante a partire dalle premesse teologiche poste dal pensiero luterano muove nella direzione di una radicale messa in discussione dell'etica teleologica e dell'idea che l'uomo possa, attraverso le opere, garantirsi in qualche modo la salvezza. Solo liberandosi dell'ossessione della perfezione morale da raggiungere attraverso le opere di giustizia e accettando il dono della grazia divina si apre per l'umanità un orizzonte di vera libertà e grazia. L'intero impianto teorico-dottrinale dell'etica cristiana ਠfondato esclusivamente su un principio, quello dell'«agà pe», l'amore del prossimo. Infine, oggetto del terzo capitolo, ਠla discussione su un segmento specifico della riflessione bioetica che puಠessere indicato come questioni di fine vita. La scelta del tema non ਠcasuale, ma risponde a due ordini di motivi, il primo riconducibile alla pi๠stretta attualità , dal momento che proprio la riflessione sulle questioni di fine vita sembra produrre lacerazioni violentissime ed aspre contrapposizioni nel dibattito pubblico, si pensi ad esempio ai recentissimi casi Englaro e Welbi, l'altro attiene all'originalità della posizione, teologicamente motivata, espressa dalla Chiesa Valdese nei documenti riportati. Le scelte etiche di fine vita stimolano una serie di riflessioni su temi in cui sono in gioco il valore da attribuire alla vita, la dignità del morire e il diritto di richiedere la sospensione di trattamenti finalizzati al solo prolungamento di un'esistenza senza possibilità di guarigione, l'opportunità di porre un argine alle possibilità illimitate della medicina, la necessità per l'istituzione medica di affrontare un tema spinoso e scomodo come quello del| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337306
URN:NBN:IT:BNCF-337306