L'obesità ਠla pi๠frequente disfunzione nutrizionale nel mondo; col termine obesità si intende un aumento di peso corporeo per accumulo di grassi nel tessuto adiposo in quantità eccessiva rispetto alle necessità fisiologiche dell'organismo tale da determinare un rischio per la salute. Tra le principali conseguenze metaboliche dell'obesità troviamo la steatosi epatica e l'insulino-resistenza.I mitocondri, la centrale del metabolismo energetico cellulare, sembrano essere coinvolti nello sviluppo delle patologie associate all'obesità , quali appunto, steatosi epatica e insulino-resistenza. Infatti diversi studi hanno dimostrato che disfunzioni mitocondriali e stress ossidativo sono meccanismi alla base dello sviluppo di tali patologie. Nella terapia dell'obesità , per lungo tempo, sono stati utilizzati gli ormoni tiroidei, in particolare la triiodotironina o T3, per la sua capacità di incrementare la spesa energetica. In seguito l'utilizzo della T3 come farmaco anti-obesità ਠstato abolito per i suoi effetti tireotossici indesiderati (aumento della frequenza cardiaca, ipertrofia cardiaca, riduzione della massa magra, alterazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide), Negli ultimi anni, ਠstato dimostrato che la 3,5-diiodo-l-tironina (T2), una iodotironina naturalmente prodotta dalla tiroide, possiede attività biologiche simili a quelle della T3, ma indipendenti da essa e senza induzione dello stato tireotossico. E' evidente l'importanza della prevenzione e/o dell'intervento precoce in modo da arrestare o, quantomeno, far regredire lo sviluppo dell'obesità e delle patologie ad essa correlate, tramite lo studio di molecole biologicamente attive, come appunto, la T2: l'analisi ਠfocalizzata soprattutto sull'effetto della T2 sulla funzionalità mitocondriale epatica tenendo presente il ruolo fondamentale di questi organelli cellulari nell'energetica cellulare e nello sviluppo della steatosi epatica.
La 3,5 diiodo-l-tironina, obesità e steatosi epatica: focus sulla funzionalità mitocondriale
2010
Abstract
L'obesità ਠla pi๠frequente disfunzione nutrizionale nel mondo; col termine obesità si intende un aumento di peso corporeo per accumulo di grassi nel tessuto adiposo in quantità eccessiva rispetto alle necessità fisiologiche dell'organismo tale da determinare un rischio per la salute. Tra le principali conseguenze metaboliche dell'obesità troviamo la steatosi epatica e l'insulino-resistenza.I mitocondri, la centrale del metabolismo energetico cellulare, sembrano essere coinvolti nello sviluppo delle patologie associate all'obesità , quali appunto, steatosi epatica e insulino-resistenza. Infatti diversi studi hanno dimostrato che disfunzioni mitocondriali e stress ossidativo sono meccanismi alla base dello sviluppo di tali patologie. Nella terapia dell'obesità , per lungo tempo, sono stati utilizzati gli ormoni tiroidei, in particolare la triiodotironina o T3, per la sua capacità di incrementare la spesa energetica. In seguito l'utilizzo della T3 come farmaco anti-obesità ਠstato abolito per i suoi effetti tireotossici indesiderati (aumento della frequenza cardiaca, ipertrofia cardiaca, riduzione della massa magra, alterazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide), Negli ultimi anni, ਠstato dimostrato che la 3,5-diiodo-l-tironina (T2), una iodotironina naturalmente prodotta dalla tiroide, possiede attività biologiche simili a quelle della T3, ma indipendenti da essa e senza induzione dello stato tireotossico. E' evidente l'importanza della prevenzione e/o dell'intervento precoce in modo da arrestare o, quantomeno, far regredire lo sviluppo dell'obesità e delle patologie ad essa correlate, tramite lo studio di molecole biologicamente attive, come appunto, la T2: l'analisi ਠfocalizzata soprattutto sull'effetto della T2 sulla funzionalità mitocondriale epatica tenendo presente il ruolo fondamentale di questi organelli cellulari nell'energetica cellulare e nello sviluppo della steatosi epatica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337315
URN:NBN:IT:BNCF-337315