Il prodotto deacilato ਠstato successivamente sottoposto ad indagini spettroscopiche e spettrometriche, come quelle descritte per Halomonas pantelleriensis, ed ha mostrato la presenza dei seguenti oligosaccaridi: Queste strutture risultano essere completamente diverse da quella riportata per Pseudoalteromonas haloplanktis TAC 125 [7]: Piuttosto, alla luce dei risultati ottenuti dallo studio strutturale della frazione lipooligosaccaridica, ਠemerso che questo batterio presenta lo stesso core oligosaccaridico di Escherichia Coli K12 [8] a meno della presenza di un'unità di eptoso terminale e di un gruppo fosfato legato alla seconda unità di eptoso: ??? ??La forte analogia tra le due strutture ritrovate per il batterio caratterizzato, e quelle riportate per Escherichia Coli K12 ha permesso di ipotizzare che il batterio sotto esame fosse un ceppo di E. Coli, strain S17-?pir. Questi risultati, insieme ad indagini di biologia molecolare, finalizzate all'identificazione del batterio in analisi, hanno permesso di confermare che esso fosse in realtà un mutante appartenente al ceppo di E. Coli K12 strain S17-?pir. Inoltre, da ulteriori indagini, ਠemerso che il gene waaQ, codificante l'enzima responsabile dell'inserimento dell'eptoso nella catena oligosaccaridica, risulta mutato. Questo batterio, utilizzato per l'espressione di proteine, in esperimenti di coniugazione, ਠrisultato essere un contaminante delle colture di Pseudoalteromonas haloplanktis TAC 125. D'altra parte vi sono evidenze sperimentali che tale batterio presenta corpi di inclusione all'interno della cellula dovuti al non corretto folding delle proteine di membrana (Omp). àˆ noto che gli LPS giocano un ruolo importante nel folding di tali proteine [8] suggerendo, quindi, per il nostro batterio, una correlazione tra i corpi di inclusione e la diversa struttura del LPS. Allo stato attuale sono in corso esperimenti di complementazione volti all'ottenimento della corretta struttura del LPS allo scopo di verificare l'eventuale scomparsa dei corpi di inclusione.
Studio strutturale di componenti di membrana di batteri estremofili
2006
Abstract
Il prodotto deacilato ਠstato successivamente sottoposto ad indagini spettroscopiche e spettrometriche, come quelle descritte per Halomonas pantelleriensis, ed ha mostrato la presenza dei seguenti oligosaccaridi: Queste strutture risultano essere completamente diverse da quella riportata per Pseudoalteromonas haloplanktis TAC 125 [7]: Piuttosto, alla luce dei risultati ottenuti dallo studio strutturale della frazione lipooligosaccaridica, ਠemerso che questo batterio presenta lo stesso core oligosaccaridico di Escherichia Coli K12 [8] a meno della presenza di un'unità di eptoso terminale e di un gruppo fosfato legato alla seconda unità di eptoso: ??? ??La forte analogia tra le due strutture ritrovate per il batterio caratterizzato, e quelle riportate per Escherichia Coli K12 ha permesso di ipotizzare che il batterio sotto esame fosse un ceppo di E. Coli, strain S17-?pir. Questi risultati, insieme ad indagini di biologia molecolare, finalizzate all'identificazione del batterio in analisi, hanno permesso di confermare che esso fosse in realtà un mutante appartenente al ceppo di E. Coli K12 strain S17-?pir. Inoltre, da ulteriori indagini, ਠemerso che il gene waaQ, codificante l'enzima responsabile dell'inserimento dell'eptoso nella catena oligosaccaridica, risulta mutato. Questo batterio, utilizzato per l'espressione di proteine, in esperimenti di coniugazione, ਠrisultato essere un contaminante delle colture di Pseudoalteromonas haloplanktis TAC 125. D'altra parte vi sono evidenze sperimentali che tale batterio presenta corpi di inclusione all'interno della cellula dovuti al non corretto folding delle proteine di membrana (Omp). àˆ noto che gli LPS giocano un ruolo importante nel folding di tali proteine [8] suggerendo, quindi, per il nostro batterio, una correlazione tra i corpi di inclusione e la diversa struttura del LPS. Allo stato attuale sono in corso esperimenti di complementazione volti all'ottenimento della corretta struttura del LPS allo scopo di verificare l'eventuale scomparsa dei corpi di inclusione.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi_Naldi_Teresa.pdf
accesso solo da BNCF e BNCR
Tipologia:
Altro materiale allegato
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
2.72 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.72 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/337317
URN:NBN:IT:BNCF-337317