Nel cane, la prostata rappresenta l'unica ghiandola sessuale accessoria ed ਠsituata nello spazio retro-peritoneale. Come nell'uomo, anche nel cane le patologie prostatiche sono una condizione morbosa relativamente comune, nonostante si ritenga che esse siano spesso sotto diagnosticate o subcliniche. Le malattie pi๠frequentemente riscontrate sono l'iperplasia/metaplasia prostatica benigna, le prostatiti batteriche, gli ascessi prostatici, le cisti prostatiche e paraprostatiche, mentre pi๠raramente si possono riscontrare carcinomi prostatici ed altre neoplasie come ad esempio il linfoma ed il leiomiosarcoma. Per tutte le affezioni prostatiche si riportano sintomi pi๠generici, quali anoressia, inappetenza, perdita di peso, dolore, ematuria, disuria, dischezia, che impongono al clinico di considerare in diagnosi differenziale anche patologie non prostatiche, responsabili di un quadro clinico simile. Ed ਠproprio per questo motivo che spesso l'accurata e precisa diagnosi della patologia prostatica risulta difficoltosa e richiede una completa ed approfondita conoscenza dell'anatomia, della fisiologia, oltre che dei segni clinici correlati, completati, in seguito, da test diagnostici di base e dalle tecniche di diagnostica per immagini. Nonostante tutto cià², sempre pi๠spesso sia per la diagnosi che per il trattamento si ricorre a nuove ed emergenti tecniche, tra quali l'ultrasonografia con mezzo di contrasto e la tomografia computerizzata. Per tanto, il presente lavoro si compone di due corpi principali: una prima parte, prevalentemente compilativa, nella quale accennerಠall'anatomia, alla fisiologia, alla patologia della ghiandola prostatica ed ai mezzi diagnostici a disposizione con particolare riguardo a quelli oggetto della parte sperimentale; una seconda parte, nella quale esporrಠi risultati ottenuti con l'ultrasonografia con mezzo di contrasto e la tomografia computerizzata nello studio della ghiandola prostatica in condizioni fisiologiche e patologiche. Per quanto riguarda l'ultrasonografia con mezzo di contrasto, sono stati considerati 10 cani senza anomalie prostatiche e 26 cani con patologia prostatica, i quali sono stati sottoposti ad esame fisico completo, all'esame emocromocitometrico e biochimico, a quello delle urine, allo studio radiografico/ecografico dell'addome ed, infine, all'esame eco-contrastografico, utilizzando il SonoVue. Per ciascun caso, sono stati registrati il TTP (time to peak) ed il PPI (peak perfusion intensity) e si sono effettuate le biopsie eco-guidate dell'organo. Per quanto riguarda l'esame tomografico, sono stati considerati 6 soggetti, i quali sono stati sottoposti a visita clinica completa, agli esami emato-biochimici completi e delle urine, alle radiografie addominali, all'esame ultrasonografico ed, infine, all'esame tomografico total-body, con e senza somministrazione di mezzo di contrasto. Per ciascun caso, sono state studiate le immagini, si sono eseguite le ricostruzioni bi e tri-dimensionali ed in un caso ਠstata eseguita la biopsia con Tru-Cut. L'esame bioptico dei 36 soggetti ha fornito le seguenti diagnosi: prostata normale (n= 10); iperplasia prostatica benigna (n= 11); prostatite (n= 1); neoplasia prostatica maligna (adenocarcinoma in 4 casi, leiomiosarcoma in 1 caso); patologia mista benigna (IPB associata a prostatite e/o metaplasia n= 9). Per i cani normali, il PPI era in media del 16,8% (±5,8 SD) con una mediana del 17,8%, mentre il TTP era di 33,6 (±6,4 s) con una mediana di 34 s. Per i casi con patologie benigne, non vi erano differenze statistiche rispetto ai cani con prostate normali. Per i 4 casi con adenocarcinoma, invece, i valori si presentavano notevolmente pi๠alti rispetto a quelli rilevati per i cani normali, (PPI 23,7 ±1,9, mediana 24,2%, e TTP 26,2±4,8, mediana 21,1s). Nel caso di leiomiosarcoma, i valori non sono comparabili statisticamente, ma si presentavano numericamente pi๠bassi rispetto a quelli ottenuti nei cani normali (PPI 14,1% e TTP 41,3 s). Per quanto riguarda la seconda parte della ricerca eseguita, in tutti e 6 i soggetti, compreso il cane castrato, ਠstato possibile individuare, sia nella scansione in bianco sia dopo somministrazione di mezzo di contrasto, la prostata, anche se nel caso 6 la presenza delle ossa del bacino e degli arti pelvici ha determinato la presenza di artefatti, quali il beam hardering. La metodica eco-contrastografica sembra poter fornire utili informazioni circa la perfusione dell'organo, di modo che si possa discernere tra lesioni benigne e maligne, mentre la tecnica tomografica sembra fornire utili informazioni circa la struttura della ghiandola e le sue eventuali modificazioni e l'eventuale coinvolgimento di altri organi o apparati. Nonostante cià², per confermare tali rilievi occorrono ancora altri studi.

Valutazione eco-contrastografica e con tomografia computerizzata della ghiandola prostatica normale e patologica nel cane

2011

Abstract

Nel cane, la prostata rappresenta l'unica ghiandola sessuale accessoria ed ਠsituata nello spazio retro-peritoneale. Come nell'uomo, anche nel cane le patologie prostatiche sono una condizione morbosa relativamente comune, nonostante si ritenga che esse siano spesso sotto diagnosticate o subcliniche. Le malattie pi๠frequentemente riscontrate sono l'iperplasia/metaplasia prostatica benigna, le prostatiti batteriche, gli ascessi prostatici, le cisti prostatiche e paraprostatiche, mentre pi๠raramente si possono riscontrare carcinomi prostatici ed altre neoplasie come ad esempio il linfoma ed il leiomiosarcoma. Per tutte le affezioni prostatiche si riportano sintomi pi๠generici, quali anoressia, inappetenza, perdita di peso, dolore, ematuria, disuria, dischezia, che impongono al clinico di considerare in diagnosi differenziale anche patologie non prostatiche, responsabili di un quadro clinico simile. Ed ਠproprio per questo motivo che spesso l'accurata e precisa diagnosi della patologia prostatica risulta difficoltosa e richiede una completa ed approfondita conoscenza dell'anatomia, della fisiologia, oltre che dei segni clinici correlati, completati, in seguito, da test diagnostici di base e dalle tecniche di diagnostica per immagini. Nonostante tutto cià², sempre pi๠spesso sia per la diagnosi che per il trattamento si ricorre a nuove ed emergenti tecniche, tra quali l'ultrasonografia con mezzo di contrasto e la tomografia computerizzata. Per tanto, il presente lavoro si compone di due corpi principali: una prima parte, prevalentemente compilativa, nella quale accennerಠall'anatomia, alla fisiologia, alla patologia della ghiandola prostatica ed ai mezzi diagnostici a disposizione con particolare riguardo a quelli oggetto della parte sperimentale; una seconda parte, nella quale esporrಠi risultati ottenuti con l'ultrasonografia con mezzo di contrasto e la tomografia computerizzata nello studio della ghiandola prostatica in condizioni fisiologiche e patologiche. Per quanto riguarda l'ultrasonografia con mezzo di contrasto, sono stati considerati 10 cani senza anomalie prostatiche e 26 cani con patologia prostatica, i quali sono stati sottoposti ad esame fisico completo, all'esame emocromocitometrico e biochimico, a quello delle urine, allo studio radiografico/ecografico dell'addome ed, infine, all'esame eco-contrastografico, utilizzando il SonoVue. Per ciascun caso, sono stati registrati il TTP (time to peak) ed il PPI (peak perfusion intensity) e si sono effettuate le biopsie eco-guidate dell'organo. Per quanto riguarda l'esame tomografico, sono stati considerati 6 soggetti, i quali sono stati sottoposti a visita clinica completa, agli esami emato-biochimici completi e delle urine, alle radiografie addominali, all'esame ultrasonografico ed, infine, all'esame tomografico total-body, con e senza somministrazione di mezzo di contrasto. Per ciascun caso, sono state studiate le immagini, si sono eseguite le ricostruzioni bi e tri-dimensionali ed in un caso ਠstata eseguita la biopsia con Tru-Cut. L'esame bioptico dei 36 soggetti ha fornito le seguenti diagnosi: prostata normale (n= 10); iperplasia prostatica benigna (n= 11); prostatite (n= 1); neoplasia prostatica maligna (adenocarcinoma in 4 casi, leiomiosarcoma in 1 caso); patologia mista benigna (IPB associata a prostatite e/o metaplasia n= 9). Per i cani normali, il PPI era in media del 16,8% (±5,8 SD) con una mediana del 17,8%, mentre il TTP era di 33,6 (±6,4 s) con una mediana di 34 s. Per i casi con patologie benigne, non vi erano differenze statistiche rispetto ai cani con prostate normali. Per i 4 casi con adenocarcinoma, invece, i valori si presentavano notevolmente pi๠alti rispetto a quelli rilevati per i cani normali, (PPI 23,7 ±1,9, mediana 24,2%, e TTP 26,2±4,8, mediana 21,1s). Nel caso di leiomiosarcoma, i valori non sono comparabili statisticamente, ma si presentavano numericamente pi๠bassi rispetto a quelli ottenuti nei cani normali (PPI 14,1% e TTP 41,3 s). Per quanto riguarda la seconda parte della ricerca eseguita, in tutti e 6 i soggetti, compreso il cane castrato, ਠstato possibile individuare, sia nella scansione in bianco sia dopo somministrazione di mezzo di contrasto, la prostata, anche se nel caso 6 la presenza delle ossa del bacino e degli arti pelvici ha determinato la presenza di artefatti, quali il beam hardering. La metodica eco-contrastografica sembra poter fornire utili informazioni circa la perfusione dell'organo, di modo che si possa discernere tra lesioni benigne e maligne, mentre la tecnica tomografica sembra fornire utili informazioni circa la struttura della ghiandola e le sue eventuali modificazioni e l'eventuale coinvolgimento di altri organi o apparati. Nonostante cià², per confermare tali rilievi occorrono ancora altri studi.
2011
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