La fissazione rigida con placche e viti in titanio nella traumatologia maxillo-facciale ha consentito di ottenere notevoli miglioramenti nel consolidamento dei capi ossei, riducendo i tempi di contenzione e conferendo una maggiore stabilità degli stessi. Recentemente, abbiamo assistito ad una vera e propria evoluzione dei materiali di osteosintesi che ha portato all'utilizzo di materiale riassorbibile ovvero biodegradabile in chirurgia maxillo-facciale. Le prime ricerche sull'impiego di materiale bioassorbibile in chirurgia maxillo-facciale furono effettuate all'inizio degli anni '70 ad opera di Cutright ed il materiale utilizzato erano omopolimeri, molecole costituite da acido poli L-lattico (PLLA), acido poliglicolico (PGA), polidiossannone (PDS). Oggi sono introdotti sul mercato copolimeri che garantiscono una buona stabilità per 6-8 settimane ed hanno un tempo di riassorbimento compreso tra 9 e 15 mesi. I copolimeri presi in esame sono sempre il PLLA e il PGA assemblati in varie percentuali in base all'industria produttrice. Questi polimeri bioassorbibili sono costituiti da macromolecole che, messi in un sistema biologico, vengono coinvolti in una reazione chimica che porta alla formazione di frammenti a pi๠basso peso molecolare, attraverso una rottura progressiva dei legami della catena principale per polimeri lineari ed, eventualmente, attraverso la frammentazione dei punti di reticolazione. Gli obiettivi di questo studio sono stati la valutazione a medio e lungo termine sulla stabilità dei mezzi di fissazione bio-assorbibili che vengono utilizzati nella fissazione dei segmenti ossei osteotomizzati nel trattamento dei pazienti affetti da malformazioni dento-scheletriche.
Valutazione dell'applicabilità e stabilità a medio e lungo termine delle tecniche ricostruttive e riparative con biomateriali nella traumatologia orbito-mascellare
2011
Abstract
La fissazione rigida con placche e viti in titanio nella traumatologia maxillo-facciale ha consentito di ottenere notevoli miglioramenti nel consolidamento dei capi ossei, riducendo i tempi di contenzione e conferendo una maggiore stabilità degli stessi. Recentemente, abbiamo assistito ad una vera e propria evoluzione dei materiali di osteosintesi che ha portato all'utilizzo di materiale riassorbibile ovvero biodegradabile in chirurgia maxillo-facciale. Le prime ricerche sull'impiego di materiale bioassorbibile in chirurgia maxillo-facciale furono effettuate all'inizio degli anni '70 ad opera di Cutright ed il materiale utilizzato erano omopolimeri, molecole costituite da acido poli L-lattico (PLLA), acido poliglicolico (PGA), polidiossannone (PDS). Oggi sono introdotti sul mercato copolimeri che garantiscono una buona stabilità per 6-8 settimane ed hanno un tempo di riassorbimento compreso tra 9 e 15 mesi. I copolimeri presi in esame sono sempre il PLLA e il PGA assemblati in varie percentuali in base all'industria produttrice. Questi polimeri bioassorbibili sono costituiti da macromolecole che, messi in un sistema biologico, vengono coinvolti in una reazione chimica che porta alla formazione di frammenti a pi๠basso peso molecolare, attraverso una rottura progressiva dei legami della catena principale per polimeri lineari ed, eventualmente, attraverso la frammentazione dei punti di reticolazione. Gli obiettivi di questo studio sono stati la valutazione a medio e lungo termine sulla stabilità dei mezzi di fissazione bio-assorbibili che vengono utilizzati nella fissazione dei segmenti ossei osteotomizzati nel trattamento dei pazienti affetti da malformazioni dento-scheletriche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337429
URN:NBN:IT:BNCF-337429