Nell'ultimo decennio l'incidenza della leishmaniosi, sia nel cane che nell'uomo, ਠapparsa in netto aumento. L'attenzione degli studiosi che si interessano dell'argomento ਠoggi rivolta soprattutto all'immunoterapia e alla profilassi vaccinale, senza naturalmente trascurare l'interessantissimo filone di ricerca volto alla messa a punto di sostanze utilizzabili nei confronti dei flebotomi. Diversi esperimenti vaccinali sono in corso in varie parti del mondo anche se, almeno per quanto riguarda la specie canina, nonostante risultati sperimentali incoraggianti, non sono stati ancora messi a punto dei protocolli utilizzabili nella pratica professionale. Le molecole di seconda generazione hanno dato risultati soddisfacenti ponendo buone basi per le sperimentazioni future. Tra queste molecole il †œLiESAp†�, addizionato con muramyl dipeptide (MDP) come adiuvante, ha prodotto risultati soddisfacenti, tuttavia la bassa incidenza di malattia durante il periodo di sperimentazione pone in dubbio la reale efficacia del vaccino. Proprio da quest'ultima considerazione prende corpo l'idea di sperimentare un vaccino †œanalogo†� al †œLiESAp†� in una zona del sud Italia ad endemia notoriamente elevata: Santa Anastasia [prevalenza di leishmaniosi canina pari al 40,4% (Maroli et al., 2001)]. Lo studio ha lo scopo di verificare l'efficacia protettiva di tale vaccino addizionato con adiuvante (non divulgabile) nei confronti dell'infezione e dello sviluppo della malattia indotte da Leishmania infantum in cani naturalmente esposti in zona endemica. In questo lavoro verrà  valutata in modo particolare l'efficacia del vaccino nei confronti dell'attecchimento dell'infezione, mentre l'efficacia del vaccino nei confronti dello sviluppo della malattia, sarà  oggetto della tesi di dottorato svolta dalla dottoressa Roberta De Santo. Data la natura strettamente correlata delle due sperimentazioni, sarà  inevitabile la presenza di alcuni punti di sovrapposizione, soprattutto nella descrizione delle metodiche, tra i due lavori di tesi. Prima di descrivere le metodologie d'indagine seguite nello studio si ritiene utile fornire una breve descrizione del prodotto immunizzante già  testato e descritto in letteratura.

Studio clinico e parassitologico di campo (FASEIII) per la valutazione di un prodotto vaccinale anti-Leishmania in cani naturalmente esposti. Parte I: valutazione dell'infezione.

2010

Abstract

Nell'ultimo decennio l'incidenza della leishmaniosi, sia nel cane che nell'uomo, ਠapparsa in netto aumento. L'attenzione degli studiosi che si interessano dell'argomento ਠoggi rivolta soprattutto all'immunoterapia e alla profilassi vaccinale, senza naturalmente trascurare l'interessantissimo filone di ricerca volto alla messa a punto di sostanze utilizzabili nei confronti dei flebotomi. Diversi esperimenti vaccinali sono in corso in varie parti del mondo anche se, almeno per quanto riguarda la specie canina, nonostante risultati sperimentali incoraggianti, non sono stati ancora messi a punto dei protocolli utilizzabili nella pratica professionale. Le molecole di seconda generazione hanno dato risultati soddisfacenti ponendo buone basi per le sperimentazioni future. Tra queste molecole il †œLiESAp†�, addizionato con muramyl dipeptide (MDP) come adiuvante, ha prodotto risultati soddisfacenti, tuttavia la bassa incidenza di malattia durante il periodo di sperimentazione pone in dubbio la reale efficacia del vaccino. Proprio da quest'ultima considerazione prende corpo l'idea di sperimentare un vaccino †œanalogo†� al †œLiESAp†� in una zona del sud Italia ad endemia notoriamente elevata: Santa Anastasia [prevalenza di leishmaniosi canina pari al 40,4% (Maroli et al., 2001)]. Lo studio ha lo scopo di verificare l'efficacia protettiva di tale vaccino addizionato con adiuvante (non divulgabile) nei confronti dell'infezione e dello sviluppo della malattia indotte da Leishmania infantum in cani naturalmente esposti in zona endemica. In questo lavoro verrà  valutata in modo particolare l'efficacia del vaccino nei confronti dell'attecchimento dell'infezione, mentre l'efficacia del vaccino nei confronti dello sviluppo della malattia, sarà  oggetto della tesi di dottorato svolta dalla dottoressa Roberta De Santo. Data la natura strettamente correlata delle due sperimentazioni, sarà  inevitabile la presenza di alcuni punti di sovrapposizione, soprattutto nella descrizione delle metodiche, tra i due lavori di tesi. Prima di descrivere le metodologie d'indagine seguite nello studio si ritiene utile fornire una breve descrizione del prodotto immunizzante già  testato e descritto in letteratura.
2010
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