Lࢠutilizzo dei diuretici tiazidici nella terapia dellࢠipertensione arteriosa,àƒ¨ ampiamente considerato come trattamento di prima scelta, considerati lࢠefficacia ed il basso costo di questa classe di farmaci. Questa indicazione, peràƒ² non àƒ¨ unanime, dal momento che i diuretici tiazidici possono causare alterazioni metaboliche ed un aumento del rischio cardio- e cerebrovascolare. Abbiamo valutato il migliore approccio alla terapia antiipertensiva mediante uno studio che vede coinvolti, in stretta collaborazione, medici di medicina generale e specialisti dellࢠipertensione arteriosa,nel quale abbiamo confrontato lࢠeffetto del trattamento con diuretici tiazidici rispetto ad altri trattamenti considerati come terapia di prima scelta dellࢠipertensione arteriosa,e abbiamo anche verificato lࢠefficacia e gli effetti avversi dei diuretici tiazidici nei pazienti in esame. Scopo dello studio: 1) valutare se un follow up basato su una stretta collaborazione tra medici generici e specialisti dellࢠipertensione arteriosa favorisce lࢠuso dei diuretici come trattamento antiipertensivo di prima scelta; 2) valutazione della sicurezza ed efficacia per il controllo del rischio cardiovascolare Metodi: 260 medici di medicina generale hanno reclutato 2600 pazienti ipertesi con indicazione al trattamento farmacologico,e li hanno randomizzati per iniziare il trattamento con clortalidone (alla dose giornaliera di 12.5 - 25 mg ,1300 pts,popolazione D), oppure somministrando altri farmaci (escludendo i tiazidici,popolazione A),in singola dose o in terapia combinata ad una dose maggiormente tollerata. In entrambi i gruppi poteva essere aggiunta una qualsiasi altra classe di farmaci antiipertensivi in qualsiasi momento a seconda dei valori pressori (<140 ࢠ90 mmHg). Il follow up ha avuto una durata di due anni. Risultati: Dopo il primo anno di follow-up il 67,6% dei partecipanti àƒ¨ risultato essere in controllo ottimale della pressione arteriosa (PA <140/90 mmHg): 67,4% in D e 67,9% in A(ns). Il 67,7% dei pazienti che hanno iniziato con D e il 59,3% di coloro che hanno iniziato con i medici hanno avuto modifiche della terapia: (C2 <0,001, OR = 1.439, 95% CI 1.203 -1.719) durante il primo anno di follow-up Alla fine del follow-up, la terapia antiipertensiva àƒ¨ risultata cosàƒ¬ distribuita: ?-bloccanti (21,1% nel gruppo D contro il 24,3% del gruppo A; n.s), AT1-antagonisti (35,2% nel D, 38,9% nel gruppo A; n.s), ACE-inibitori (29,9% nel gruppo D, 28,7% nel gruppo A; n.s), calcio-antagonisti (17,2% nel gruppo D, 18,8% nel gruppo A; n.s.), diuretici (51,6% nel gruppo D, 29,7% nel gruppo A, p <0,0001). Inoltre, il numero medio di farmaci prescritti àƒ¨ risultato differente tra i due bracci dello studio ed in particolare i pazienti nel gruppo D hanno ricevuto 1,55 farmaci contro 1,4 nel gruppo A (p <0,0001). Un controllo ottimale della pressione arteriosa (BP valori <140/90 mm Hg e / o <135/75 mmHg nei soggetti diabetici) àƒ¨ stato raggiunto nel 55,1% dei pazienti nel gruppo D contro il 53,8% nel gruppo A (n.s). In questo studio abbiamo dimostrato che nel contesto di ipertensione e prevenzione CV l'uso di diuretici, come trattamento di prima linea anti-ipertensivi non ha portato ad alcun beneficio clinico rispetto ad ogni altra terapia anti-ipertensiva di prima linea. Nel nostro studio abbiamo riscontrato che i pazienti a cui era stata prescritta una terapia con diuretici, come trattamento anti-ipertensivo di prima linea,hanno modificato piàƒ¹ spesso il regime di trattamento antipertensivo per scarso controllo della pressione arteriosa, effetti collaterali e intolleranza ai farmaci. Tali dati supportano gli studi precedenti su un piàƒ¹ alto rischio di effetti collaterali di questa classe di farmaci antipertensivi che porta inevitabilmente ad una riduzione significativa della compliance al trattamento e, di conseguenza, ad un aumento dei costi del sistema sanitario. Inoltre, nella nostra analisi abbiamo riscontrato che i pazienti in trattamento con diuretici hanno avuto un numero maggiore di farmaci rispetto ai pazienti con altra terapia antipertensiva per ottenere gli stessi valori di pressione arteriosa nel follow-up.
Valutazione della persistenza e aderenza al trattamento diuretico come prima scelta nell'ipertensione arteriosa
2010
Abstract
Lࢠutilizzo dei diuretici tiazidici nella terapia dellࢠipertensione arteriosa,àƒ¨ ampiamente considerato come trattamento di prima scelta, considerati lࢠefficacia ed il basso costo di questa classe di farmaci. Questa indicazione, peràƒ² non àƒ¨ unanime, dal momento che i diuretici tiazidici possono causare alterazioni metaboliche ed un aumento del rischio cardio- e cerebrovascolare. Abbiamo valutato il migliore approccio alla terapia antiipertensiva mediante uno studio che vede coinvolti, in stretta collaborazione, medici di medicina generale e specialisti dellࢠipertensione arteriosa,nel quale abbiamo confrontato lࢠeffetto del trattamento con diuretici tiazidici rispetto ad altri trattamenti considerati come terapia di prima scelta dellࢠipertensione arteriosa,e abbiamo anche verificato lࢠefficacia e gli effetti avversi dei diuretici tiazidici nei pazienti in esame. Scopo dello studio: 1) valutare se un follow up basato su una stretta collaborazione tra medici generici e specialisti dellࢠipertensione arteriosa favorisce lࢠuso dei diuretici come trattamento antiipertensivo di prima scelta; 2) valutazione della sicurezza ed efficacia per il controllo del rischio cardiovascolare Metodi: 260 medici di medicina generale hanno reclutato 2600 pazienti ipertesi con indicazione al trattamento farmacologico,e li hanno randomizzati per iniziare il trattamento con clortalidone (alla dose giornaliera di 12.5 - 25 mg ,1300 pts,popolazione D), oppure somministrando altri farmaci (escludendo i tiazidici,popolazione A),in singola dose o in terapia combinata ad una dose maggiormente tollerata. In entrambi i gruppi poteva essere aggiunta una qualsiasi altra classe di farmaci antiipertensivi in qualsiasi momento a seconda dei valori pressori (<140 ࢠ90 mmHg). Il follow up ha avuto una durata di due anni. Risultati: Dopo il primo anno di follow-up il 67,6% dei partecipanti àƒ¨ risultato essere in controllo ottimale della pressione arteriosa (PA <140/90 mmHg): 67,4% in D e 67,9% in A(ns). Il 67,7% dei pazienti che hanno iniziato con D e il 59,3% di coloro che hanno iniziato con i medici hanno avuto modifiche della terapia: (C2 <0,001, OR = 1.439, 95% CI 1.203 -1.719) durante il primo anno di follow-up Alla fine del follow-up, la terapia antiipertensiva àƒ¨ risultata cosàƒ¬ distribuita: ?-bloccanti (21,1% nel gruppo D contro il 24,3% del gruppo A; n.s), AT1-antagonisti (35,2% nel D, 38,9% nel gruppo A; n.s), ACE-inibitori (29,9% nel gruppo D, 28,7% nel gruppo A; n.s), calcio-antagonisti (17,2% nel gruppo D, 18,8% nel gruppo A; n.s.), diuretici (51,6% nel gruppo D, 29,7% nel gruppo A, p <0,0001). Inoltre, il numero medio di farmaci prescritti àƒ¨ risultato differente tra i due bracci dello studio ed in particolare i pazienti nel gruppo D hanno ricevuto 1,55 farmaci contro 1,4 nel gruppo A (p <0,0001). Un controllo ottimale della pressione arteriosa (BP valori <140/90 mm Hg e / o <135/75 mmHg nei soggetti diabetici) àƒ¨ stato raggiunto nel 55,1% dei pazienti nel gruppo D contro il 53,8% nel gruppo A (n.s). In questo studio abbiamo dimostrato che nel contesto di ipertensione e prevenzione CV l'uso di diuretici, come trattamento di prima linea anti-ipertensivi non ha portato ad alcun beneficio clinico rispetto ad ogni altra terapia anti-ipertensiva di prima linea. Nel nostro studio abbiamo riscontrato che i pazienti a cui era stata prescritta una terapia con diuretici, come trattamento anti-ipertensivo di prima linea,hanno modificato piàƒ¹ spesso il regime di trattamento antipertensivo per scarso controllo della pressione arteriosa, effetti collaterali e intolleranza ai farmaci. Tali dati supportano gli studi precedenti su un piàƒ¹ alto rischio di effetti collaterali di questa classe di farmaci antipertensivi che porta inevitabilmente ad una riduzione significativa della compliance al trattamento e, di conseguenza, ad un aumento dei costi del sistema sanitario. Inoltre, nella nostra analisi abbiamo riscontrato che i pazienti in trattamento con diuretici hanno avuto un numero maggiore di farmaci rispetto ai pazienti con altra terapia antipertensiva per ottenere gli stessi valori di pressione arteriosa nel follow-up.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337580
URN:NBN:IT:BNCF-337580