Il lavoro di questa tesi àƒ¨ parte di un progetto di ricerca finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole per lo studio della recente malattia delle macchie clorotico-rugginose del ciliegio (CCRS). Una patologia che si propaga rapidamente tra i ciliegi di uno stesso frutteto con effetti letali. Studi precedenti indicavano il coinvolgimento nella patologia sia di un fungo sia di micovirus. I risultati della mia tesi mostrano che il micovirus del genere Chrysovirus si rivela geneticamente solo nelle aree sintomatiche della foglia e non nelle aree asintomatiche circostanti nàƒ© nelle nervature. Il virus si osserva ad alta concentrazione giàƒ in aree con sintomi molto precoci sia come genoma sia come proteina capsidica identificata per analisi di immunorivelazione mediante anticorpi prodotti con un costrutto genetico di antigeni da me progettato. Si àƒ¨ cosàƒ¬ accertato che la presenza del micovirus àƒ¨ un evento molto precoce e che lࢠeffetto letale non àƒ¨ probabilmente dovuto a propagazione sistemica. Gli studi per identificare un fungo ospite del micovirus, responsabile della CCRS, non hanno portato a risultati conclusivi. Inaspettatamente peràƒ² le indagini hanno rivelato, per analisi di rDNA e dei geni EF1-? e RBP1, la costante presenza del noto patogeno del ciliegio Taphrina wiesneri in tutti i campioni di foglie e di gemme analizzati, prelevati da ciliegi di varie aree della Campania e della Toscana, in ambienti diversi, seguiti in varie stagioni per 3 anni. Il fungo Taphrina risulta molto numeroso nelle gemme di ciliegio e perfino nelle strutture embrionali di teche polliniche. Lࢠibridazione in situ su sezioni di gemme di vari ciliegi e le colorazioni specifiche rivelano strutture fungine in posizioni non casuali. La numerosa ed organizzata presenza del fungo patogeno nelle strutture embrionali delle gemme e lࢠassenza di malattia, suggeriscono una forma di endofitosi, la prima riportata in alberi da frutto. Su una possibile endofitosi tra T. wiesneri e il ciliegio àƒ¨ in via di pubblicazione un lavoro accettato dal J. of Plant Pathology. In parallelo, negli ultimi due anni di dottorato, ho lavorato anche ad un progetto riguardante la eterogeneitàƒ genetica nei tessuti di un tumore primario del colon e di un tumore recidivo del colon-retto, di due pazienti. Di questa parte del lavoro non presento relazione. I risultati sono oggetto di un manoscritto (G. Geraci, I. DࢠElia, R. del Gaudio and R. Di Giamo) inviato per la pubblicazione a PlosOne, che ha richiesto ulteriori dati che sono attualmente in elaborazione.
La maculatura clorotico rugginosa del ciliegio: Studi su funghi e micovirus come possibili agenti eziologici. Evidenza di endofitosi tra ciliegio e Taphrina wiesneri
2009
Abstract
Il lavoro di questa tesi àƒ¨ parte di un progetto di ricerca finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole per lo studio della recente malattia delle macchie clorotico-rugginose del ciliegio (CCRS). Una patologia che si propaga rapidamente tra i ciliegi di uno stesso frutteto con effetti letali. Studi precedenti indicavano il coinvolgimento nella patologia sia di un fungo sia di micovirus. I risultati della mia tesi mostrano che il micovirus del genere Chrysovirus si rivela geneticamente solo nelle aree sintomatiche della foglia e non nelle aree asintomatiche circostanti nàƒ© nelle nervature. Il virus si osserva ad alta concentrazione giàƒ in aree con sintomi molto precoci sia come genoma sia come proteina capsidica identificata per analisi di immunorivelazione mediante anticorpi prodotti con un costrutto genetico di antigeni da me progettato. Si àƒ¨ cosàƒ¬ accertato che la presenza del micovirus àƒ¨ un evento molto precoce e che lࢠeffetto letale non àƒ¨ probabilmente dovuto a propagazione sistemica. Gli studi per identificare un fungo ospite del micovirus, responsabile della CCRS, non hanno portato a risultati conclusivi. Inaspettatamente peràƒ² le indagini hanno rivelato, per analisi di rDNA e dei geni EF1-? e RBP1, la costante presenza del noto patogeno del ciliegio Taphrina wiesneri in tutti i campioni di foglie e di gemme analizzati, prelevati da ciliegi di varie aree della Campania e della Toscana, in ambienti diversi, seguiti in varie stagioni per 3 anni. Il fungo Taphrina risulta molto numeroso nelle gemme di ciliegio e perfino nelle strutture embrionali di teche polliniche. Lࢠibridazione in situ su sezioni di gemme di vari ciliegi e le colorazioni specifiche rivelano strutture fungine in posizioni non casuali. La numerosa ed organizzata presenza del fungo patogeno nelle strutture embrionali delle gemme e lࢠassenza di malattia, suggeriscono una forma di endofitosi, la prima riportata in alberi da frutto. Su una possibile endofitosi tra T. wiesneri e il ciliegio àƒ¨ in via di pubblicazione un lavoro accettato dal J. of Plant Pathology. In parallelo, negli ultimi due anni di dottorato, ho lavorato anche ad un progetto riguardante la eterogeneitàƒ genetica nei tessuti di un tumore primario del colon e di un tumore recidivo del colon-retto, di due pazienti. Di questa parte del lavoro non presento relazione. I risultati sono oggetto di un manoscritto (G. Geraci, I. DࢠElia, R. del Gaudio and R. Di Giamo) inviato per la pubblicazione a PlosOne, che ha richiesto ulteriori dati che sono attualmente in elaborazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337604
URN:NBN:IT:BNCF-337604