Nell'ambito delle attività di ricerca, del triennio di dottorato, sono state condotte Attività e Terapie assistite da animali in diverse centri,gli animali coinvolti negli interventi, sono stati regolarmente sottoposti a controlli sanitari di routine, che per gli animali d'affezione sono di competenza dei servizi veterinari dell'ASL e per gli equidi del medico veterinario aziendale ma essendo gli animali possibile veicolo di alcune zoonosi si ਠpensato che fosse opportuno sottoporre i cani, gli equidi e gli altri animali coinvolti anche ad uno screening per la ricerca di Salmonella spp., Campylobacter termotolleranti ed Escherichia coli enteropatogeni. Il motivo di questo approfondimento ਠlegato al fatto che durante gli interventi assistiti ਠtale il contatto fisico che si instaura tra fruitore ed animale, da far presumere che realmente possa esistere un rischio zoonosico spesso sottostimato e non considerato. Infine, ਠopportuno sottolineare l'assenza di una normativa nazionale precisa e dettagliata che prenda in considerazione un qualunque tipo di protocollo sanitario ufficiale destinato agli animali coinvolti nella Pet Therapy. Inoltre, a questo proposito vi ਠun vuoto legislativo, poichà© gli unici riferimenti legislativi sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, tra l'altro non rivolte agli animali coinvolti nelle attività di Pet Therapy, si riferiscono alla DIRETTIVA 2003/99/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 novembre 2003.
Gli animali coinvolti negli interventi assistiti: veicolo di malattia o salute?
2013
Abstract
Nell'ambito delle attività di ricerca, del triennio di dottorato, sono state condotte Attività e Terapie assistite da animali in diverse centri,gli animali coinvolti negli interventi, sono stati regolarmente sottoposti a controlli sanitari di routine, che per gli animali d'affezione sono di competenza dei servizi veterinari dell'ASL e per gli equidi del medico veterinario aziendale ma essendo gli animali possibile veicolo di alcune zoonosi si ਠpensato che fosse opportuno sottoporre i cani, gli equidi e gli altri animali coinvolti anche ad uno screening per la ricerca di Salmonella spp., Campylobacter termotolleranti ed Escherichia coli enteropatogeni. Il motivo di questo approfondimento ਠlegato al fatto che durante gli interventi assistiti ਠtale il contatto fisico che si instaura tra fruitore ed animale, da far presumere che realmente possa esistere un rischio zoonosico spesso sottostimato e non considerato. Infine, ਠopportuno sottolineare l'assenza di una normativa nazionale precisa e dettagliata che prenda in considerazione un qualunque tipo di protocollo sanitario ufficiale destinato agli animali coinvolti nella Pet Therapy. Inoltre, a questo proposito vi ਠun vuoto legislativo, poichà© gli unici riferimenti legislativi sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, tra l'altro non rivolte agli animali coinvolti nelle attività di Pet Therapy, si riferiscono alla DIRETTIVA 2003/99/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 novembre 2003.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337670
URN:NBN:IT:BNCF-337670