L'obiettivo del lavoro di tesi ਠla valutazione dell'impatto degli accordi In Trust del 1994 sull'acquisizione e distribuzione del germoplasma conservato nei centri CGIAR. L'analisi di impatto e si ਠsvolta attraverso l'approccio della “triangolazione” che consente di utilizzare plurime fonti di informazione sfruttando diversi strumenti metodologici al fine di adottarli congiuntamente nella validazione dei risultati. Le collezioni del germoplasma del CGIAR videro la luce a partire dagli anni †˜70 con l'obiettivo di preservare il materiale genetico delle pi๠importanti colture alimentari dal rischio di erosione genetica e perdita di biodiversità , rendendolo liberamente disponibile per la ricerca e lo sviluppo di nuove varietà . Le collezioni contenute negli 11 centri CGIAR assunsero presto un rilievo notevole, con oltre 600,000 accessions rispetto alle 6 milioni conservate complessivamente in oltre 1300 banche del seme sparse intorno al mondo. Era, infatti, noto che la cooperazione nello sviluppo dei centri internazionali di conservazione del materiale genetico fosse indispensabile per amplificare i risultati ottenuti nell'incremento della produttività  in agricoltura a sostegno della green revolution. Successivamente con la ratifica della Convenzione della Diversità  Biologica che affidಠil diritto alla sovranità  dei singoli paesi sulle proprie risorse genetiche, consentendone una regolamentazione autonoma al loro accesso, la comunità  internazionale dovette rispondere alle dispute legali su chi fosse il legittimo proprietario e destinatario degli eventuali benefici derivanti dallo sfruttamento del materiale genetico conservato proprio nei centri CGIAR. Gli accordi In Trust ribadirono formalmente lo status di bene pubblico delle collezioni del CGIAR. Nel raggiungimento della valutazione dell'impatto degli accordi due le analisi intraprese dal lavoro. La prima consiste nella valutazione ex-ante del ruolo degli accordi In Trust nel garantire il mantenimento delle collezioni CGIAR. Vengono considerate le diverse ipotesi in assenza di un quadro normativo chiaro che regolasse i rapporti fra paesi donatori e paesi ospiti dei centri di raccolta del germoplasma. La seconda valuta formalmente le conseguenze ex-post dell'applicazione degli accordi sulla disponibilità  del germoplasma e sul valore economico delle sue collezioni. Nello svolgimento dell'analisi si approfondisce lo studio sui fattori che influenzano l'acquisizione e l'utilizzo del germoplasma e si mette a punto un semplice modello teorico attraverso il quale ਠpossibile derivare la funzione di domanda del germoplasma e valutarne l'impatto dei diversi fattori. Una diminuzione dei costi di transazione consente un incremento di utilizzo delle risorse con il rispettivo aumento di valore economico d'uso diretto. Al modello teorico segue l'approccio empirico, attraverso il quale ਠstato possibile testare statisticamente l'impatto degli accordi In Trust sulla domanda di risorse genetiche vegetali: la stima si ਠsvolta utilizzando i dati sull'utilizzazione delle collezioni IRRI (International Rice Research Institute). L'ipotesi da testare ਠche l'In Trust abbia avuto un impatto positivo sull'utilizzazione del germoplasma. Conseguenze degli accordi In Trust possono incidere sulla diminuzione dei costi di transazione nello scambio del germoplasma: garantendone formalmente lo status di bene pubblico, allontanando il clima di incertezza ed i rischi della rivalsa dei diritti di proprietà  delle risorse che caratterizzಠil periodo successivo alla ratifica della Convenzione della Diversità  Biologica. In conclusione, l'analisi ha fornito alcune evidenze empiriche: la domanda per le risorse genetiche vegetali soggette all'In Trust ਠaumentata grazie all'effetto della politica, incrementando conseguentemente lo stock di valore economico delle collezioni del CGIAR.

GERMPLASM AVAILABILITY AND VALUE: THE IMPACT OF IN-TRUST AGREEMENTS ON CGIAR COLLECTIONS.

2008

Abstract

L'obiettivo del lavoro di tesi ਠla valutazione dell'impatto degli accordi In Trust del 1994 sull'acquisizione e distribuzione del germoplasma conservato nei centri CGIAR. L'analisi di impatto e si ਠsvolta attraverso l'approccio della “triangolazione” che consente di utilizzare plurime fonti di informazione sfruttando diversi strumenti metodologici al fine di adottarli congiuntamente nella validazione dei risultati. Le collezioni del germoplasma del CGIAR videro la luce a partire dagli anni †˜70 con l'obiettivo di preservare il materiale genetico delle pi๠importanti colture alimentari dal rischio di erosione genetica e perdita di biodiversità , rendendolo liberamente disponibile per la ricerca e lo sviluppo di nuove varietà . Le collezioni contenute negli 11 centri CGIAR assunsero presto un rilievo notevole, con oltre 600,000 accessions rispetto alle 6 milioni conservate complessivamente in oltre 1300 banche del seme sparse intorno al mondo. Era, infatti, noto che la cooperazione nello sviluppo dei centri internazionali di conservazione del materiale genetico fosse indispensabile per amplificare i risultati ottenuti nell'incremento della produttività  in agricoltura a sostegno della green revolution. Successivamente con la ratifica della Convenzione della Diversità  Biologica che affidಠil diritto alla sovranità  dei singoli paesi sulle proprie risorse genetiche, consentendone una regolamentazione autonoma al loro accesso, la comunità  internazionale dovette rispondere alle dispute legali su chi fosse il legittimo proprietario e destinatario degli eventuali benefici derivanti dallo sfruttamento del materiale genetico conservato proprio nei centri CGIAR. Gli accordi In Trust ribadirono formalmente lo status di bene pubblico delle collezioni del CGIAR. Nel raggiungimento della valutazione dell'impatto degli accordi due le analisi intraprese dal lavoro. La prima consiste nella valutazione ex-ante del ruolo degli accordi In Trust nel garantire il mantenimento delle collezioni CGIAR. Vengono considerate le diverse ipotesi in assenza di un quadro normativo chiaro che regolasse i rapporti fra paesi donatori e paesi ospiti dei centri di raccolta del germoplasma. La seconda valuta formalmente le conseguenze ex-post dell'applicazione degli accordi sulla disponibilità  del germoplasma e sul valore economico delle sue collezioni. Nello svolgimento dell'analisi si approfondisce lo studio sui fattori che influenzano l'acquisizione e l'utilizzo del germoplasma e si mette a punto un semplice modello teorico attraverso il quale ਠpossibile derivare la funzione di domanda del germoplasma e valutarne l'impatto dei diversi fattori. Una diminuzione dei costi di transazione consente un incremento di utilizzo delle risorse con il rispettivo aumento di valore economico d'uso diretto. Al modello teorico segue l'approccio empirico, attraverso il quale ਠstato possibile testare statisticamente l'impatto degli accordi In Trust sulla domanda di risorse genetiche vegetali: la stima si ਠsvolta utilizzando i dati sull'utilizzazione delle collezioni IRRI (International Rice Research Institute). L'ipotesi da testare ਠche l'In Trust abbia avuto un impatto positivo sull'utilizzazione del germoplasma. Conseguenze degli accordi In Trust possono incidere sulla diminuzione dei costi di transazione nello scambio del germoplasma: garantendone formalmente lo status di bene pubblico, allontanando il clima di incertezza ed i rischi della rivalsa dei diritti di proprietà  delle risorse che caratterizzಠil periodo successivo alla ratifica della Convenzione della Diversità  Biologica. In conclusione, l'analisi ha fornito alcune evidenze empiriche: la domanda per le risorse genetiche vegetali soggette all'In Trust ਠaumentata grazie all'effetto della politica, incrementando conseguentemente lo stock di valore economico delle collezioni del CGIAR.
2008
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/337696
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-337696