La tesi affronta lo studio dell'attività di Girolamo Imparato, uno dei principali pittori napoletani attivi in Italia meridionale tra gli anni settanta del Cinquecento e il primo decennio del Seicento. Partendo dalla considerazione delle opere pi๠antiche viene ricostruita l'intera vicenda artistica del maestro tardo manierista, responsabile di un buon numero di pale d'altare conservate in contesti prestigiosi della città partenopea e di alcune località meridionali. Il percorso del maestro ਠricostruito con l'ausilio di numerosi documenti inediti, rintracciati prevalentemente in archivi napoletani, che consentono di comprenderne adeguatamente l'evoluzione. Serrata risulta l'analisi delle componenti artistiche del linguaggio pittorico dell'Imparato: se ne discutono cosଠi rapporti con personalità quali Giovan Bernardo Lama, suo probabile maestro, con Silvestro Buono, col fiammingo Teodoro D'Errico, e sopratutto col Barocci e i suoi seguaci, attivi tra Roma e Napoli intorno al 1590. àˆ inoltre investigato il rapporto stabilito dal maestro con i committenti principali, in special modo con i padri della Compagnia di Gesà¹, per i quali l'Imparato fu uno degli artisti privilegiati in Italia meridionale. L'analisi di nuovi documenti ha consentito di riscoprire una serie di dipinti sconosciuti, di comprendere il funzionamento dell'attivissima bottega imparatesca e di far affiorare una serie di vicende artistiche minori del tardo Cinquecento napoletano.
Girolamo Imparato (1549-50 ca.) ed altre questioni del tardo Cinquecento napoletano
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2006
Abstract
La tesi affronta lo studio dell'attività di Girolamo Imparato, uno dei principali pittori napoletani attivi in Italia meridionale tra gli anni settanta del Cinquecento e il primo decennio del Seicento. Partendo dalla considerazione delle opere pi๠antiche viene ricostruita l'intera vicenda artistica del maestro tardo manierista, responsabile di un buon numero di pale d'altare conservate in contesti prestigiosi della città partenopea e di alcune località meridionali. Il percorso del maestro ਠricostruito con l'ausilio di numerosi documenti inediti, rintracciati prevalentemente in archivi napoletani, che consentono di comprenderne adeguatamente l'evoluzione. Serrata risulta l'analisi delle componenti artistiche del linguaggio pittorico dell'Imparato: se ne discutono cosଠi rapporti con personalità quali Giovan Bernardo Lama, suo probabile maestro, con Silvestro Buono, col fiammingo Teodoro D'Errico, e sopratutto col Barocci e i suoi seguaci, attivi tra Roma e Napoli intorno al 1590. àˆ inoltre investigato il rapporto stabilito dal maestro con i committenti principali, in special modo con i padri della Compagnia di Gesà¹, per i quali l'Imparato fu uno degli artisti privilegiati in Italia meridionale. L'analisi di nuovi documenti ha consentito di riscoprire una serie di dipinti sconosciuti, di comprendere il funzionamento dell'attivissima bottega imparatesca e di far affiorare una serie di vicende artistiche minori del tardo Cinquecento napoletano.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337721
URN:NBN:IT:BNCF-337721