I risultati delle indagini archeologiche che si sono susseguite durante il secolo scorso e il primo decennio del Ventunesimo hanno consentito di individuare due santuari demetriaci nella città  di Cirene. Il santuario urbano situato nell'agorà , ਠcostituito da una tholos ipetrale provvista internamente di due bothroi. Il santuario extraurbano della dea, invece, si estende per circa cinque ettari comprendendo al suo interno un imponente complesso caratterizzato dalla presenza delle sacred houses disposte su tre terrazzamenti, un tempio dorico, con i relativi altare e propileo, un piccolo teatro scavato nella roccia e una serie di sacelli in parte costruiti in parte ricavati nelle pareti rocciose che si estendono ad est e ad ovest del teatro. La colonia dorica, stando a quanto tramandato dalle fonti antiche, ospita fin dalla sua fondazione un culto di tipo tesmoforico. Come noto dare una definizione univoca del culto e del rito tesmoforico ਠun'impresa ardua dal momento che tale pratica religiosa ਠtra le pi๠diffuse nelle regioni del Mediterraneo di cultura greca, e si caratterizza per una notevole quantità  di varianti condizionate dall'influsso delle singole culture locali, sebbene esistano dei denominatori comuni rappresentati tanto da alcuni aspetti rituali quanto da caratteristiche architettoniche ricorrenti nei tesmoforia. La situazione dei luoghi di culto dedicati a Demetra Tesmofora a Cirene rientra in molti degli schemi individuati, tuttavia, il culto tesmoforico della colonia dorica non ਠcertamente esente dal particolarismo locale a cui va soggetto altrove. Dunque, l'intento di questo lavoro ਠquello di cercare di individuare gli elementi originali del culto a Cirene al fine di ricostruire nella maniera pi๠completa possibile il suo fenomeno tesmoforico. Il metodo usato per conseguire questo ambizioso obbiettivo si avvale di una approccio “composito” nel senso che intende integrare, in una visione sinottica, i dati desunti dall'analisi storico-letteraria ed epigrafica del fenomeno demetriaco del santuario extraurbano, con quelli derivati dall'analisi di alcuni elementi topografici ed archeologici. La topografia dei santuari demetriaci di Cirene suggerisce un primo elemento di particolarità : la strumentalizzazione ideologica del culto. Tanto il santuario urbano quanto quello extraurbano vengono realizzati in delle aree originariamente deputate al contatto con le popolazioni autoctone. Il culto tesmoforico à¨, infatti, intimamente connesso con l'istituzione matrimoniale e, probabilmente non a caso, i matrimoni misti tra donne libye e coloni greci sono considerati il principale veicolo sia dell'integrazione tra le due culture che di diffusione del culto demetriaco nella regione. Questa funzione politica continuerà  ad essere sfruttata fino in epoca ellenistica quando la regina Berenice II, attraverso l'evocativa immagine del “rilievo di Afrodite”, collocherà  programmaticamente la sua unione con Tolomeo III sotto la protezione delle due dee. Il legame con il potere ਠintuibile anche attraverso alcune tracce rimaste nel santuario extraurbano. Infatti, la presenza associata di statue di atleti vincitori provenienti dal tempio della dea, altari rupestri per la deposizione di skyphoi votivi miniaturistici rinvenuti nei pressi del tempio e corredati di epigrafi probabilmente legate al culto eroico, rilievi votivi per cavalieri eroicizzati e particolari tipi coroplastici, suggerisce certamente una frequentazione maschile e aristocratica del santuario tesmoforico. Il confronto con la strumentalizzazione politica dell'attività  atletica e del culto demetriaco, per esempio, presso la corte dei Dinomenidi induce a riflettere sull'esistenza di una situazione potenzialmente simile a Cirene. Quanto all'apparente contraddizione tra il culto tesmoforico, per tradizione esclusivamente femminile, e la presenza di uomini nel santuario, questa si risolve nell'osservazione di una nutrita casistica analoga, attestata in altre località  del Mediterraneo sia a livello letterario che archeologico. Un grande contributo alla ricostruzione storica della vita religiosa del santuario extraurbano ਠsenza dubbio offerto dall'analisi del materiale epigrafico. Le epigrafi votive confermano l'identità  del culto principale inoltre, una di queste ricorda per il periodo romano la devozione nei confronti di Cerere Augusta probabile identificazione latina della Demetra greca. Il culto demetriaco, pur essendo senza dubbio il principale del santuario, risulta affiancato tanto in epoca ellenistica quanto durante il periodo romano da forme di devozione tributate nei confronti di altre divinità , collegate alle due dee nel mito quali le Ninfe, Dioniso, ed una misteriosa Parthenos. Le epigrafi onorarie, invece, offrono testimonianze molto interessanti circa l'identità  e l'estrazione sociale dei frequentatori del santuario nel corso dei secoli, ma anche relative ad alcune pratiche religiose come quella di onorare personaggi (spesso donne) importanti per il luogo di culto (sacerdotesse e devote) attraverso il dono di statue che le ritraevano. Ancora, le iscrizioni onorarie attestano, attraverso le formule nominali, la pratica dei matrimoni misti considerata importante per la diffusione del culto demetriaco a Cirene e l'ingresso, a partire da una certa epoca, di forme di celebrazione rivolte a membri della dinastia imperiale Giulio-Claudia e, come precedentemente accennato, attraverso le epigrafi sui rilievi con i cavalieri testimoniano la presenza di un possibile culto eroico collegato forse a devoti di sesso maschile. La coroplastica nelle sue caratteristiche generali si allinea all'identificazione del culto principale del santuario rispecchiando una situazione tipologica affine a quella di altri tesmoforia. Dallo sfondo emergono comunque degli elementi particolari. Il primo ਠla presenza delle Silfioforoi e la loro collocazione topografica concentrata sul retro del muro di fondo della scena del teatro. L'attestazione di Silfioforoi nel settore orientale del santuario si rivela di particolare interesse, da un lato per la differenza con il settore occidentale dove questo tipo ਠpraticamente assente, dall'altro per la presenza di una fontana di proprietà  delle Ninfe sulla parete rocciosa ad oriente del teatro, topograficamente vicina all'area di provenienza delle statuine. Queste, quindi, potrebbero relazionarsi con una forma di culto, parallelo a quello principale di Demetra e Kore, dedicato forse alle stesse Ninfe venerate sull'altra sponda del fiume che, dunque, avevano un loro piccolo sacrario anche all'interno del vasto santuario extraurbano. I personaggi maschili, infine, sono davvero rari all'interno del corpus coroplastico del santuario orientale, e si concentrano tutti lungo il lato occidentale dell'altare, in direzione delle file di altari rupestri precedentemente ricordati. Dunque, sembrano costituire anch'essi un indizio della frequentazione maschile del santuario.

Riti e materiali nel santuario extraurbano di Demetra a Cirene in epoca ellenistica e romana.

2013

Abstract

I risultati delle indagini archeologiche che si sono susseguite durante il secolo scorso e il primo decennio del Ventunesimo hanno consentito di individuare due santuari demetriaci nella città  di Cirene. Il santuario urbano situato nell'agorà , ਠcostituito da una tholos ipetrale provvista internamente di due bothroi. Il santuario extraurbano della dea, invece, si estende per circa cinque ettari comprendendo al suo interno un imponente complesso caratterizzato dalla presenza delle sacred houses disposte su tre terrazzamenti, un tempio dorico, con i relativi altare e propileo, un piccolo teatro scavato nella roccia e una serie di sacelli in parte costruiti in parte ricavati nelle pareti rocciose che si estendono ad est e ad ovest del teatro. La colonia dorica, stando a quanto tramandato dalle fonti antiche, ospita fin dalla sua fondazione un culto di tipo tesmoforico. Come noto dare una definizione univoca del culto e del rito tesmoforico ਠun'impresa ardua dal momento che tale pratica religiosa ਠtra le pi๠diffuse nelle regioni del Mediterraneo di cultura greca, e si caratterizza per una notevole quantità  di varianti condizionate dall'influsso delle singole culture locali, sebbene esistano dei denominatori comuni rappresentati tanto da alcuni aspetti rituali quanto da caratteristiche architettoniche ricorrenti nei tesmoforia. La situazione dei luoghi di culto dedicati a Demetra Tesmofora a Cirene rientra in molti degli schemi individuati, tuttavia, il culto tesmoforico della colonia dorica non ਠcertamente esente dal particolarismo locale a cui va soggetto altrove. Dunque, l'intento di questo lavoro ਠquello di cercare di individuare gli elementi originali del culto a Cirene al fine di ricostruire nella maniera pi๠completa possibile il suo fenomeno tesmoforico. Il metodo usato per conseguire questo ambizioso obbiettivo si avvale di una approccio “composito” nel senso che intende integrare, in una visione sinottica, i dati desunti dall'analisi storico-letteraria ed epigrafica del fenomeno demetriaco del santuario extraurbano, con quelli derivati dall'analisi di alcuni elementi topografici ed archeologici. La topografia dei santuari demetriaci di Cirene suggerisce un primo elemento di particolarità : la strumentalizzazione ideologica del culto. Tanto il santuario urbano quanto quello extraurbano vengono realizzati in delle aree originariamente deputate al contatto con le popolazioni autoctone. Il culto tesmoforico à¨, infatti, intimamente connesso con l'istituzione matrimoniale e, probabilmente non a caso, i matrimoni misti tra donne libye e coloni greci sono considerati il principale veicolo sia dell'integrazione tra le due culture che di diffusione del culto demetriaco nella regione. Questa funzione politica continuerà  ad essere sfruttata fino in epoca ellenistica quando la regina Berenice II, attraverso l'evocativa immagine del “rilievo di Afrodite”, collocherà  programmaticamente la sua unione con Tolomeo III sotto la protezione delle due dee. Il legame con il potere ਠintuibile anche attraverso alcune tracce rimaste nel santuario extraurbano. Infatti, la presenza associata di statue di atleti vincitori provenienti dal tempio della dea, altari rupestri per la deposizione di skyphoi votivi miniaturistici rinvenuti nei pressi del tempio e corredati di epigrafi probabilmente legate al culto eroico, rilievi votivi per cavalieri eroicizzati e particolari tipi coroplastici, suggerisce certamente una frequentazione maschile e aristocratica del santuario tesmoforico. Il confronto con la strumentalizzazione politica dell'attività  atletica e del culto demetriaco, per esempio, presso la corte dei Dinomenidi induce a riflettere sull'esistenza di una situazione potenzialmente simile a Cirene. Quanto all'apparente contraddizione tra il culto tesmoforico, per tradizione esclusivamente femminile, e la presenza di uomini nel santuario, questa si risolve nell'osservazione di una nutrita casistica analoga, attestata in altre località  del Mediterraneo sia a livello letterario che archeologico. Un grande contributo alla ricostruzione storica della vita religiosa del santuario extraurbano ਠsenza dubbio offerto dall'analisi del materiale epigrafico. Le epigrafi votive confermano l'identità  del culto principale inoltre, una di queste ricorda per il periodo romano la devozione nei confronti di Cerere Augusta probabile identificazione latina della Demetra greca. Il culto demetriaco, pur essendo senza dubbio il principale del santuario, risulta affiancato tanto in epoca ellenistica quanto durante il periodo romano da forme di devozione tributate nei confronti di altre divinità , collegate alle due dee nel mito quali le Ninfe, Dioniso, ed una misteriosa Parthenos. Le epigrafi onorarie, invece, offrono testimonianze molto interessanti circa l'identità  e l'estrazione sociale dei frequentatori del santuario nel corso dei secoli, ma anche relative ad alcune pratiche religiose come quella di onorare personaggi (spesso donne) importanti per il luogo di culto (sacerdotesse e devote) attraverso il dono di statue che le ritraevano. Ancora, le iscrizioni onorarie attestano, attraverso le formule nominali, la pratica dei matrimoni misti considerata importante per la diffusione del culto demetriaco a Cirene e l'ingresso, a partire da una certa epoca, di forme di celebrazione rivolte a membri della dinastia imperiale Giulio-Claudia e, come precedentemente accennato, attraverso le epigrafi sui rilievi con i cavalieri testimoniano la presenza di un possibile culto eroico collegato forse a devoti di sesso maschile. La coroplastica nelle sue caratteristiche generali si allinea all'identificazione del culto principale del santuario rispecchiando una situazione tipologica affine a quella di altri tesmoforia. Dallo sfondo emergono comunque degli elementi particolari. Il primo ਠla presenza delle Silfioforoi e la loro collocazione topografica concentrata sul retro del muro di fondo della scena del teatro. L'attestazione di Silfioforoi nel settore orientale del santuario si rivela di particolare interesse, da un lato per la differenza con il settore occidentale dove questo tipo ਠpraticamente assente, dall'altro per la presenza di una fontana di proprietà  delle Ninfe sulla parete rocciosa ad oriente del teatro, topograficamente vicina all'area di provenienza delle statuine. Queste, quindi, potrebbero relazionarsi con una forma di culto, parallelo a quello principale di Demetra e Kore, dedicato forse alle stesse Ninfe venerate sull'altra sponda del fiume che, dunque, avevano un loro piccolo sacrario anche all'interno del vasto santuario extraurbano. I personaggi maschili, infine, sono davvero rari all'interno del corpus coroplastico del santuario orientale, e si concentrano tutti lungo il lato occidentale dell'altare, in direzione delle file di altari rupestri precedentemente ricordati. Dunque, sembrano costituire anch'essi un indizio della frequentazione maschile del santuario.
2013
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Tesi di Dottorato
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-337747