Oggetto della ricerca sono alcune classi di materiali (anfore, dolia, balsamari e lucerne) provenienti dal Santauario di Demetra a Cirene e dall'area santuariale contigua a Sud di esso: l'ampia area ਠstata oggetto di scavo da parte della missione archeologica di Urbino diretta dal Prof. Mario Luni dal 1999 al 2010. Lo studio degli specifici materiali ਠcomplementare a paralleli lavori di ricerca effettuati su altre classi, ciಠche permetterà infine di poter ricreare un quadro complessivo della vita del complesso sacro nelle varie epoche. Obiettivo finale di questo lavoro infatti ਠcomprendere la funzione dei manufatti all'interno del Santuario, attraverso l'esame della loro diffusione e dei contesti di rinvenimento. La tesi risulta pertanto suddivisa in due sezioni fondamentali, una inerente l'individuazione e la descrizione delle tipologie; l'altra prende in considerazione i contesti di recupero offrendo un' interpretazione del dato materiale. Dopo il sintetico capitolo sulla storia di Cirene e sulla scoperta del Santuario, nel capitolo II sono presentate in dettaglio le quattro classi di materiali: anfore, dolia, balsamari e lucerne. Ogni sezione relativa ad una classe si apre con un'introduzione comprensiva di storia degli studi e metodo utilizzato; segue la presentazione delle tipologie per grandi epoche (arcaica, classica, ellenistica, proto- e medio imperiale, tardo-imperiale) e le considerazioni conclusive di tipo quantitativo. Ogni classe si apre con le tipologie locali-regionali, i cui impasti sono descritti brevemente in Appendice. Nel capitolo III vengono analizzati i principali contesti di recupero tenendo presente il quadro globale delle classi dei materiali, cosଠda individuare le fasi di frequentazione e abbandono delle diverse parti del Santuario. Tale analisi ਠalla base delle osservazioni conclusive del IV capitolo: dopo una sintesi su attestazioni e funzioni di anfore, dolia, balsamari e lucerne, si tenta infine di ripercorrere il quadro generale della vita del Santuario. Viene qui compiuto un riepilogo delle fasi cronologiche testimoniate da tutti i materiali e proposta una plausibile articolazione del rito all'interno del Santuario, cosଠcome doveva svolgersi sia durante le feste tesmoforiche chà© nell'ambito della frequentazione abituale nel corso dell'anno. La natura dei materiali studiati pone l'accento su particolari tipologie di riti e attività connesse al Santuario: - anfore e dolia servivano all'immagazzinaggio di alimenti, solidi e liquidi, provenienti da terreni di proprietà del santuario o frutto della “decima” pagata dai fedeli, prodotti che venivano lavorati anche in aree limitrofe, ed erano consumati nel corso di banchetti rituali o, nel caso dell'olio, erano utilizzati quale combustibile per le lucerne (fondamentale per le processioni notturne tipiche del culto demetriaco); - i balsamari contenevano gli unguenti e le essenze offerti come ex-voto o impiegati nel corso delle cerimonie; - le lucerne erano utilizzate soprattutto durante le processioni e i riti notturni, che caratterizzavano il culto di Demetra e nello specifico i Thesmophoria. L'esame dei contesti rivela per il Santuario di Demetra un'ampia frequentazione in epoca ellenistica, una significativa fase di rinnovamento a cavallo tra il I secolo a.C. ed il I d.C. ed un seguente lento decadimento, fino all'abbandono probabilmente nel III secolo d.C. La nuova area santuariale contigua ha restituito materiali di età tardoclassica ed ellenistica, mostrando anch'essa una notevole vitalità tra III e II secolo a.C.; i reperti di epoca romana testimoniano una continuazione d'uso fino al terremoto del 365 d.C., con una significativa fase di frequentazione tra II e III secolo d.C. di uno specifico settore dedicato a divinità apotropaiche.
I materiali del Santuario extra-urbano di Demetra a Cirene: anfore, dolia, balsamari e lucerne in relazione alla vita del complesso sacro.
2013
Abstract
Oggetto della ricerca sono alcune classi di materiali (anfore, dolia, balsamari e lucerne) provenienti dal Santauario di Demetra a Cirene e dall'area santuariale contigua a Sud di esso: l'ampia area ਠstata oggetto di scavo da parte della missione archeologica di Urbino diretta dal Prof. Mario Luni dal 1999 al 2010. Lo studio degli specifici materiali ਠcomplementare a paralleli lavori di ricerca effettuati su altre classi, ciಠche permetterà infine di poter ricreare un quadro complessivo della vita del complesso sacro nelle varie epoche. Obiettivo finale di questo lavoro infatti ਠcomprendere la funzione dei manufatti all'interno del Santuario, attraverso l'esame della loro diffusione e dei contesti di rinvenimento. La tesi risulta pertanto suddivisa in due sezioni fondamentali, una inerente l'individuazione e la descrizione delle tipologie; l'altra prende in considerazione i contesti di recupero offrendo un' interpretazione del dato materiale. Dopo il sintetico capitolo sulla storia di Cirene e sulla scoperta del Santuario, nel capitolo II sono presentate in dettaglio le quattro classi di materiali: anfore, dolia, balsamari e lucerne. Ogni sezione relativa ad una classe si apre con un'introduzione comprensiva di storia degli studi e metodo utilizzato; segue la presentazione delle tipologie per grandi epoche (arcaica, classica, ellenistica, proto- e medio imperiale, tardo-imperiale) e le considerazioni conclusive di tipo quantitativo. Ogni classe si apre con le tipologie locali-regionali, i cui impasti sono descritti brevemente in Appendice. Nel capitolo III vengono analizzati i principali contesti di recupero tenendo presente il quadro globale delle classi dei materiali, cosଠda individuare le fasi di frequentazione e abbandono delle diverse parti del Santuario. Tale analisi ਠalla base delle osservazioni conclusive del IV capitolo: dopo una sintesi su attestazioni e funzioni di anfore, dolia, balsamari e lucerne, si tenta infine di ripercorrere il quadro generale della vita del Santuario. Viene qui compiuto un riepilogo delle fasi cronologiche testimoniate da tutti i materiali e proposta una plausibile articolazione del rito all'interno del Santuario, cosଠcome doveva svolgersi sia durante le feste tesmoforiche chà© nell'ambito della frequentazione abituale nel corso dell'anno. La natura dei materiali studiati pone l'accento su particolari tipologie di riti e attività connesse al Santuario: - anfore e dolia servivano all'immagazzinaggio di alimenti, solidi e liquidi, provenienti da terreni di proprietà del santuario o frutto della “decima” pagata dai fedeli, prodotti che venivano lavorati anche in aree limitrofe, ed erano consumati nel corso di banchetti rituali o, nel caso dell'olio, erano utilizzati quale combustibile per le lucerne (fondamentale per le processioni notturne tipiche del culto demetriaco); - i balsamari contenevano gli unguenti e le essenze offerti come ex-voto o impiegati nel corso delle cerimonie; - le lucerne erano utilizzate soprattutto durante le processioni e i riti notturni, che caratterizzavano il culto di Demetra e nello specifico i Thesmophoria. L'esame dei contesti rivela per il Santuario di Demetra un'ampia frequentazione in epoca ellenistica, una significativa fase di rinnovamento a cavallo tra il I secolo a.C. ed il I d.C. ed un seguente lento decadimento, fino all'abbandono probabilmente nel III secolo d.C. La nuova area santuariale contigua ha restituito materiali di età tardoclassica ed ellenistica, mostrando anch'essa una notevole vitalità tra III e II secolo a.C.; i reperti di epoca romana testimoniano una continuazione d'uso fino al terremoto del 365 d.C., con una significativa fase di frequentazione tra II e III secolo d.C. di uno specifico settore dedicato a divinità apotropaiche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337748
URN:NBN:IT:BNCF-337748