Lࢠopera àƒ¨ cosàƒ¬ strutturata: I analisi e studio II Catalogo III Repertorio dei motivi ornamentali IV Tavole e Piante La prima parte, quattro capitoli: ࢠEpoca Ellenistica(IV a.C.- I a.C.)ࢠ; ࢠPrima Epoca imperiale(I a.C.- I d.C.ࢠ; ࢠPiena Epoca Imperiale(II d.C.- III d.C.ࢠ; ࢠEpoca Tardoantica(IV d.C.- V d.C.)ࢠNella seconda parte i pavimenti sono stati numerati progressivamente e raggruppati secondo un concetto topografico:ࢠArea dellࢠAgoràƒ à¢ ; ࢠArea del Cesareoࢠ; ࢠStrada di fondovalle, verso il santuario di Apolloࢠ; ࢠSantuario di Apolloࢠ; ࢠSantuario di Zeusࢠ; ࢠQuartiere centraleࢠ; ࢠArea del santuario di Demetraࢠ; ࢠNecropoli Nordࢠ; ࢠMuseoࢠ; ࢠFrammentiࢠ. Ciàƒ² consente di individuare piàƒ¹ chiaramente le relazioni stratigrafiche eventualmente esistenti fra un mosaico e un altro. Il repertorio àƒ¨ stato realizzato con costante riferimento a: Le dàƒ©cor gàƒ¨ometrique de la mosaàƒ¯que romaine, I, II, Paris 2002, cosàƒ¬ che le definizioni siano quelle accettate dalla comunitàƒ scientifica internazionale, quindi immediatamente comprensibili. Nella quarta parte (Tavole e Piante) ci sono le foto dei mosaici, particolari e generali, ma anche le ricostruzioni e i rilievi dei medesimi; nonchàƒ© una serie di piante per rederne piàƒ¹ chiara la collocazione. La produzione musiva cirenea si sviluppa per un arco di otto secoli, conoscendo un unico momento di soluzione di continuitàƒ : I a.C.-I d.C. Sin dallࢠepoca ellenistica la produzione musiva cirenea àƒ¨ tuttࢠaltro à,« artigianale, modesta, ma immediata e genuinaà,», ma denota un alto livello di padronanza delle tecniche piàƒ¹ raffinate. La cittàƒ era tuttࢠaltro che in à,«posizione marginale nel mondo ellenisticoà,», ma al centro di una complessa e variegata serie di influssi e contatti, provenienti da tutto il Mediterraneo: dallࢠambito greco, orientale e alessandrino, certamente, ma anche da quello greco siceliota e da quello punico, a questi ultimi due vanno ricollegati quegli aspetti ritenuti un tempo frutto di un inventiva locale, autonoma, ancora una volta conseguenza di marginalitàƒ ed isolamento, cioàƒ¨: i pavimenti in figlinum e quelli in scaglie bianche. Si aggiunga la presenza, attestata giàƒ dal III-II secolo, di pavimenti in signinum, diretta derivazione dallࢠambito greco- siceliota e punico. In epoca romana, mediando fra impostazione tradizionale della superficie pavimentale e acquisizione di elementi ornamentali dal mondo italico e nord africano, la produzione musiva Cirenaica giunge ad avere tratti di indiscutibile originalitàƒ . Il considerevole numero di templi con pavimenti musivi trova riscontro, sin da epoca ellenistica, in ambito greco, ma anche e soprattutto in ambito occidentale: italico, greco-siceliota, ma anche punico (Sicilia, Sardegna, Nord Africa). Per quanto riguarda i mosaici figurati, non si supera mai lࢠemblema di tradizione ellenistica, fruibile da un unico punto di vista, che persiste ancora nel V secolo. Sono completamente assenti scene tratte dalla vita quotidiana: lavoro dei campi, ludii gladiatorii o venationes, che possono caratterizzare i mosaici nordafricani, ma vengono prediletti i temi mitologici. Questo àƒ¨ un aspetto che avvicina la produzione cirenea a quella greca e orientale, tuttavia il mosaico di Teseo che abbatte il Minotauro, al centro di un labirinto, trova i confronti piàƒ¹ pertinenti in ambito iberico e anche la tematica àƒ¨ piàƒ¹ che altro diffusa in occidente, nonostante si tratti di un mito greco, ma carico di fortissime valenze civili e politiche romane. Il mosaico 25(trionfo di Afrodite) presenta un soggetto, certamente mitologico, ma anche questo piàƒ¹ diffuso in occidente e soprattutto in Nord Africa. La produzione di mosaici figurati cirenea si mostra coerente anche con quella di Tolemaide e Berenice, esiste quindi uno stile regionale. Le uniche due note eccentriche rispetto al resto sono i mosaici 25(atrio monumentale dellࢠInsula di Giasone Magno) e 8(cosàƒ¬ detto ࢠTempio di Atenaࢠ), entrambi caratterizzati da maggiore plasticismo, derivante anche da un sapiente uso di contrasti cromatici, entrambi sono strettamente legati alla fase di ristrutturazione Severiana. Si potrebbe quindi pensare che, in occasione dellࢠimponente ristrutturazione urbana avvenuta allࢠepoca di Settimio Severo, a Cirene fossero arrivati cartoni, con motivi nuovi e verosimilmente anche maestranze straniere in grado di realizzarli. Questo spiegherebbe la differenza fra i mosaici 25 e 8 e gli altri, che sono invece caratterizzati, da una chiara tendenza ad appiattire le figure sul fondo neutro della superficie musiva e privarle di risalto plastico. Questo gusto si puàƒ² riscontrare anche in pittura, nella ࢠTomba dei Ludiࢠ: à,«il campo figurativo àƒ¨ ridotto a una fascia neutra, sulla quale le figureࢠ¦.affiorano per bloccarsi, peràƒ², in superficieà,»; cosàƒ¬ anche, in alcuni casi, in scultura si puàƒ² riscontrare un à,« peculiare gustoࢠ¦per una forma appiattita e fissata in una visione unicaà,». Nel IV secolo le attestazioni sono meno che nellࢠepoca precedente, ma si nota una produzione che mantiene un discreto livello qualitativo, anche se caratterizzata da motivi piuttosto semplici. Il bassissimo livello estetico dei mosaici dellࢠultima fase della Casa dࢠEsichio, ascrivibile allࢠinizio del V, farebbe pensare ad un drastico tracollo, quasi a un ripartire da zero, fatto che potrebbe essere imputabile ad un evento molto traumatico, forse quello stesso che ha lasciato segni tanto evidenti nel pavimento in sectile del corridoio nord dello stesso edificio: probabilmente il terremoto, che colpàƒ¬ la cittàƒ alla fine del IV. Tuttavia dovette continuare lࢠattivitàƒ di uno o piàƒ¹ atelier locali, come attestano i mosaici 58-60 e protrarsi nel tempo, se àƒ¨ vero che nei pavimenti giustinianei delle basiliche, imputabili per lo piàƒ¹ a maestranze straniere, di provenienza orientale, àƒ¨ stata individuata anche la mano di artigiani locali. Sia i mosaici di Tolemaide che quelli di Esichio rivelano il persistere di tematiche pagane, fatto attestato per questa epoca, anche in pittura, come nella tomba di Ulisse e le Sirene a Asgafa El-Abiar e anche al di fuori della Cirenaica. Va tuttavia notato che nella Casa di Esichio si fa grande attenzione a tenere separate simbologie e tematiche cristiane da quelle pagane, alle prime spettano i temi religiosi, alle seconde quelli civili. La scarsa conoscenza dellࢠedilizia privata a Cirene costituisce senzࢠaltro una zona dࢠombra, nella quale àƒ¨ possibile fare un poࢠdi luce, rifacendosi alla produzione musiva di Tolemaide e Berenice: la prima fornisce un prezioso spaccato per residenze di massimo prestigio, la seconda per quelle di un ceto benestante, ma di piàƒ¹ modeste capacitàƒ economiche.
I mosaici di Cirene (Libia). Dall'epoca ellenistica a quella tardoantica.
2013
Abstract
Lࢠopera àƒ¨ cosàƒ¬ strutturata: I analisi e studio II Catalogo III Repertorio dei motivi ornamentali IV Tavole e Piante La prima parte, quattro capitoli: ࢠEpoca Ellenistica(IV a.C.- I a.C.)ࢠ; ࢠPrima Epoca imperiale(I a.C.- I d.C.ࢠ; ࢠPiena Epoca Imperiale(II d.C.- III d.C.ࢠ; ࢠEpoca Tardoantica(IV d.C.- V d.C.)ࢠNella seconda parte i pavimenti sono stati numerati progressivamente e raggruppati secondo un concetto topografico:ࢠArea dellࢠAgoràƒ à¢ ; ࢠArea del Cesareoࢠ; ࢠStrada di fondovalle, verso il santuario di Apolloࢠ; ࢠSantuario di Apolloࢠ; ࢠSantuario di Zeusࢠ; ࢠQuartiere centraleࢠ; ࢠArea del santuario di Demetraࢠ; ࢠNecropoli Nordࢠ; ࢠMuseoࢠ; ࢠFrammentiࢠ. Ciàƒ² consente di individuare piàƒ¹ chiaramente le relazioni stratigrafiche eventualmente esistenti fra un mosaico e un altro. Il repertorio àƒ¨ stato realizzato con costante riferimento a: Le dàƒ©cor gàƒ¨ometrique de la mosaàƒ¯que romaine, I, II, Paris 2002, cosàƒ¬ che le definizioni siano quelle accettate dalla comunitàƒ scientifica internazionale, quindi immediatamente comprensibili. Nella quarta parte (Tavole e Piante) ci sono le foto dei mosaici, particolari e generali, ma anche le ricostruzioni e i rilievi dei medesimi; nonchàƒ© una serie di piante per rederne piàƒ¹ chiara la collocazione. La produzione musiva cirenea si sviluppa per un arco di otto secoli, conoscendo un unico momento di soluzione di continuitàƒ : I a.C.-I d.C. Sin dallࢠepoca ellenistica la produzione musiva cirenea àƒ¨ tuttࢠaltro à,« artigianale, modesta, ma immediata e genuinaà,», ma denota un alto livello di padronanza delle tecniche piàƒ¹ raffinate. La cittàƒ era tuttࢠaltro che in à,«posizione marginale nel mondo ellenisticoà,», ma al centro di una complessa e variegata serie di influssi e contatti, provenienti da tutto il Mediterraneo: dallࢠambito greco, orientale e alessandrino, certamente, ma anche da quello greco siceliota e da quello punico, a questi ultimi due vanno ricollegati quegli aspetti ritenuti un tempo frutto di un inventiva locale, autonoma, ancora una volta conseguenza di marginalitàƒ ed isolamento, cioàƒ¨: i pavimenti in figlinum e quelli in scaglie bianche. Si aggiunga la presenza, attestata giàƒ dal III-II secolo, di pavimenti in signinum, diretta derivazione dallࢠambito greco- siceliota e punico. In epoca romana, mediando fra impostazione tradizionale della superficie pavimentale e acquisizione di elementi ornamentali dal mondo italico e nord africano, la produzione musiva Cirenaica giunge ad avere tratti di indiscutibile originalitàƒ . Il considerevole numero di templi con pavimenti musivi trova riscontro, sin da epoca ellenistica, in ambito greco, ma anche e soprattutto in ambito occidentale: italico, greco-siceliota, ma anche punico (Sicilia, Sardegna, Nord Africa). Per quanto riguarda i mosaici figurati, non si supera mai lࢠemblema di tradizione ellenistica, fruibile da un unico punto di vista, che persiste ancora nel V secolo. Sono completamente assenti scene tratte dalla vita quotidiana: lavoro dei campi, ludii gladiatorii o venationes, che possono caratterizzare i mosaici nordafricani, ma vengono prediletti i temi mitologici. Questo àƒ¨ un aspetto che avvicina la produzione cirenea a quella greca e orientale, tuttavia il mosaico di Teseo che abbatte il Minotauro, al centro di un labirinto, trova i confronti piàƒ¹ pertinenti in ambito iberico e anche la tematica àƒ¨ piàƒ¹ che altro diffusa in occidente, nonostante si tratti di un mito greco, ma carico di fortissime valenze civili e politiche romane. Il mosaico 25(trionfo di Afrodite) presenta un soggetto, certamente mitologico, ma anche questo piàƒ¹ diffuso in occidente e soprattutto in Nord Africa. La produzione di mosaici figurati cirenea si mostra coerente anche con quella di Tolemaide e Berenice, esiste quindi uno stile regionale. Le uniche due note eccentriche rispetto al resto sono i mosaici 25(atrio monumentale dellࢠInsula di Giasone Magno) e 8(cosàƒ¬ detto ࢠTempio di Atenaࢠ), entrambi caratterizzati da maggiore plasticismo, derivante anche da un sapiente uso di contrasti cromatici, entrambi sono strettamente legati alla fase di ristrutturazione Severiana. Si potrebbe quindi pensare che, in occasione dellࢠimponente ristrutturazione urbana avvenuta allࢠepoca di Settimio Severo, a Cirene fossero arrivati cartoni, con motivi nuovi e verosimilmente anche maestranze straniere in grado di realizzarli. Questo spiegherebbe la differenza fra i mosaici 25 e 8 e gli altri, che sono invece caratterizzati, da una chiara tendenza ad appiattire le figure sul fondo neutro della superficie musiva e privarle di risalto plastico. Questo gusto si puàƒ² riscontrare anche in pittura, nella ࢠTomba dei Ludiࢠ: à,«il campo figurativo àƒ¨ ridotto a una fascia neutra, sulla quale le figureࢠ¦.affiorano per bloccarsi, peràƒ², in superficieà,»; cosàƒ¬ anche, in alcuni casi, in scultura si puàƒ² riscontrare un à,« peculiare gustoࢠ¦per una forma appiattita e fissata in una visione unicaà,». Nel IV secolo le attestazioni sono meno che nellࢠepoca precedente, ma si nota una produzione che mantiene un discreto livello qualitativo, anche se caratterizzata da motivi piuttosto semplici. Il bassissimo livello estetico dei mosaici dellࢠultima fase della Casa dࢠEsichio, ascrivibile allࢠinizio del V, farebbe pensare ad un drastico tracollo, quasi a un ripartire da zero, fatto che potrebbe essere imputabile ad un evento molto traumatico, forse quello stesso che ha lasciato segni tanto evidenti nel pavimento in sectile del corridoio nord dello stesso edificio: probabilmente il terremoto, che colpàƒ¬ la cittàƒ alla fine del IV. Tuttavia dovette continuare lࢠattivitàƒ di uno o piàƒ¹ atelier locali, come attestano i mosaici 58-60 e protrarsi nel tempo, se àƒ¨ vero che nei pavimenti giustinianei delle basiliche, imputabili per lo piàƒ¹ a maestranze straniere, di provenienza orientale, àƒ¨ stata individuata anche la mano di artigiani locali. Sia i mosaici di Tolemaide che quelli di Esichio rivelano il persistere di tematiche pagane, fatto attestato per questa epoca, anche in pittura, come nella tomba di Ulisse e le Sirene a Asgafa El-Abiar e anche al di fuori della Cirenaica. Va tuttavia notato che nella Casa di Esichio si fa grande attenzione a tenere separate simbologie e tematiche cristiane da quelle pagane, alle prime spettano i temi religiosi, alle seconde quelli civili. La scarsa conoscenza dellࢠedilizia privata a Cirene costituisce senzࢠaltro una zona dࢠombra, nella quale àƒ¨ possibile fare un poࢠdi luce, rifacendosi alla produzione musiva di Tolemaide e Berenice: la prima fornisce un prezioso spaccato per residenze di massimo prestigio, la seconda per quelle di un ceto benestante, ma di piàƒ¹ modeste capacitàƒ economiche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337754
URN:NBN:IT:BNCF-337754