Il Centro di risoluzione delle controversie internazionali in materia di investimenti (ICSID) ਠstato istituito dalla Convenzione di Washington del 1965 con l'obiettivo di garantire un meccanismo neutrale per la risoluzione delle controversie tra Stati ed investitori privati. Dopo un inizio piuttosto difficoltoso, a partire dalla seconda metà  degli anni Novanta il sistema creato dalla Convenzione di Washington ha conosciuto un'improvvisa fortuna. Tuttavia, in tempi recenti si assiste ad una nuova inversione di tendenza, nel segno di una crescente diffidenza nei confronti dell'arbitrato internazionale in materia di investimenti. Sembra che contestualmente a cause di natura politica sussistano cause connesse ad un disequilibrio tra la sovranità  statale e la tutela degli investimenti affidata al Centro, che vede la prima eccessivamente compressa. Tale equilibrio sussiste, evidentemente, allorchà© i tribunali ICSID esercitino la propria giurisdizione nel rispetto della competenza agli stessi attribuita dagli Stati. Ove al contrario si assista ad una assunzione di competenze non attribuite, o quantomeno non esplicitamente attribuite al Centro, ਠchiaro che si generino atteggiamenti †œdifensivi†� da parte degli Stati e il sistema rischi di subire una de-legittimazione. Il presente lavoro di ricerca ha quindi analizzato le cause giuridiche e le modalità  con le quali si sviluppa il conflitto di giurisdizione tra tribunali ICSID e fori giudiziali nazionali. Ad un'analisi iniziale della giurisdizione ICSID alla luce dell'interpretazione datane dalla giurisprudenza dei tribunali arbitrali, fa seguito la verifica di come sono stati interpretati alcuni istituti la cui funzione consiste nel disciplinare il conflitto tra giurisdizione ICSID e giurisdizione dei fori nazionali, spesso invocati dagli Stati per cercare di sottrarsi alla competenza del Centro e nazionalizzare le controversie. Tali istituti possono essere tendenzialmente identificati in clausole inserite nei contratti o nei trattati di investimento, in regole di diritto internazionale generale o in regole di natura processuale. Sono state quindi dapprima esaminate le clausole contenute nei contratti e nei trattati di investimento per evitare la duplicazione dei procedimenti in materia di investimenti. Si ਠverificato poi se una soluzione al conflitto possa essere ricavata dai principi di diritto internazionale generale della litispendenza e della res judicata, frequentemente invocati dagli Stati per sostenere che identica causa sia pendente o sia stata già  decisa dinanzi alle corti nazionali e, infine, ਠstato analizzato il ruolo delle misure cautelari nei conflitti di giurisdizione tra tribunali ICSID e corti nazionali e, in particolar modo, di quella categoria atipica rappresentata dalle anti-suit injunctions al fine di comprendere come le stesse siano state utilizzate dai tribunali ICSID per garantire l'esclusività  del sistema rispetto ad altri fori. Sulla base dei risultati delle prime due parti, la parte conclusiva mira ad analizzare gli effetti concreti e le possibili derive dell'approccio espansivo adottato dai tribunali ICSID, alla luce anche del recente atteggiamento di diffidenza nei confronti del sistema da parte di alcuni Paesi.

I conflitti di giurisdizione tra tribunali ICSID e fori giudiziali nazionali.

2013

Abstract

Il Centro di risoluzione delle controversie internazionali in materia di investimenti (ICSID) ਠstato istituito dalla Convenzione di Washington del 1965 con l'obiettivo di garantire un meccanismo neutrale per la risoluzione delle controversie tra Stati ed investitori privati. Dopo un inizio piuttosto difficoltoso, a partire dalla seconda metà  degli anni Novanta il sistema creato dalla Convenzione di Washington ha conosciuto un'improvvisa fortuna. Tuttavia, in tempi recenti si assiste ad una nuova inversione di tendenza, nel segno di una crescente diffidenza nei confronti dell'arbitrato internazionale in materia di investimenti. Sembra che contestualmente a cause di natura politica sussistano cause connesse ad un disequilibrio tra la sovranità  statale e la tutela degli investimenti affidata al Centro, che vede la prima eccessivamente compressa. Tale equilibrio sussiste, evidentemente, allorchà© i tribunali ICSID esercitino la propria giurisdizione nel rispetto della competenza agli stessi attribuita dagli Stati. Ove al contrario si assista ad una assunzione di competenze non attribuite, o quantomeno non esplicitamente attribuite al Centro, ਠchiaro che si generino atteggiamenti †œdifensivi†� da parte degli Stati e il sistema rischi di subire una de-legittimazione. Il presente lavoro di ricerca ha quindi analizzato le cause giuridiche e le modalità  con le quali si sviluppa il conflitto di giurisdizione tra tribunali ICSID e fori giudiziali nazionali. Ad un'analisi iniziale della giurisdizione ICSID alla luce dell'interpretazione datane dalla giurisprudenza dei tribunali arbitrali, fa seguito la verifica di come sono stati interpretati alcuni istituti la cui funzione consiste nel disciplinare il conflitto tra giurisdizione ICSID e giurisdizione dei fori nazionali, spesso invocati dagli Stati per cercare di sottrarsi alla competenza del Centro e nazionalizzare le controversie. Tali istituti possono essere tendenzialmente identificati in clausole inserite nei contratti o nei trattati di investimento, in regole di diritto internazionale generale o in regole di natura processuale. Sono state quindi dapprima esaminate le clausole contenute nei contratti e nei trattati di investimento per evitare la duplicazione dei procedimenti in materia di investimenti. Si ਠverificato poi se una soluzione al conflitto possa essere ricavata dai principi di diritto internazionale generale della litispendenza e della res judicata, frequentemente invocati dagli Stati per sostenere che identica causa sia pendente o sia stata già  decisa dinanzi alle corti nazionali e, infine, ਠstato analizzato il ruolo delle misure cautelari nei conflitti di giurisdizione tra tribunali ICSID e corti nazionali e, in particolar modo, di quella categoria atipica rappresentata dalle anti-suit injunctions al fine di comprendere come le stesse siano state utilizzate dai tribunali ICSID per garantire l'esclusività  del sistema rispetto ad altri fori. Sulla base dei risultati delle prime due parti, la parte conclusiva mira ad analizzare gli effetti concreti e le possibili derive dell'approccio espansivo adottato dai tribunali ICSID, alla luce anche del recente atteggiamento di diffidenza nei confronti del sistema da parte di alcuni Paesi.
2013
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