Gian Pietro Lucini, poeta e scrittore lombardo vissuto tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, svolse un'intensa attività di teorico e critico della letteratura. Egli si confrontಠinfatti con le pi๠importanti esperienze artistiche di inizio secolo, dall'Avanguardia Futurista all'importante dibattito sulla liberazione dalla metrica tradizionale che portಠall'affermazione del verso libero in Italia. Egli si scontrಠcon Marinetti sui temi di novità e tradizione che segnarono in lui il rifiuto dell'Avanguardia in senso distruttivo ed iconoclasta e l'accettazione di un Modernismo pi๠incline alla conservazione di una tradizione invecchiata. Da un punto di vista formale, invece, Lucini lascia al nuovo secolo l'innovazione tecnica del verso libero, unico metro in grado di adattarsi al mutato contesto storico-culturale e alla diversa sensibilità dei poeti novecenteschi. Lucini si trovಠanche a fare i conti con la tradizione letteraria pi๠prossima, rappresentata da Carlo Dossi e Gabriele D'Annunzio, e con quella ottocentesca, rappresentata dal Foscolo didimeo. Inoltre le sue numerose e fitte recensioni ad autori contemporanei non solo italiani fanno luce sulle questioni letterarie pi๠dibattute in quegli anni e sui poeti che meglio incarnavano la nuova temperie culturale. Tuttavia, la rivoluzione operata da Lucini nel campo delle lettere fu di ordine pi๠teorico che pratico, in quanto le sue anticipazioni, intuizioni ed innovazioni costituiscono una preziosa eredità lasciata al Novecento che, tramite personalità successive, porterà a compimento nella reale prassi letteraria ciಠche Lucini aveva solo teorizzato.
La scrittura teorica e critica di Gian Pietro Lucini.
2011
Abstract
Gian Pietro Lucini, poeta e scrittore lombardo vissuto tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, svolse un'intensa attività di teorico e critico della letteratura. Egli si confrontಠinfatti con le pi๠importanti esperienze artistiche di inizio secolo, dall'Avanguardia Futurista all'importante dibattito sulla liberazione dalla metrica tradizionale che portಠall'affermazione del verso libero in Italia. Egli si scontrಠcon Marinetti sui temi di novità e tradizione che segnarono in lui il rifiuto dell'Avanguardia in senso distruttivo ed iconoclasta e l'accettazione di un Modernismo pi๠incline alla conservazione di una tradizione invecchiata. Da un punto di vista formale, invece, Lucini lascia al nuovo secolo l'innovazione tecnica del verso libero, unico metro in grado di adattarsi al mutato contesto storico-culturale e alla diversa sensibilità dei poeti novecenteschi. Lucini si trovಠanche a fare i conti con la tradizione letteraria pi๠prossima, rappresentata da Carlo Dossi e Gabriele D'Annunzio, e con quella ottocentesca, rappresentata dal Foscolo didimeo. Inoltre le sue numerose e fitte recensioni ad autori contemporanei non solo italiani fanno luce sulle questioni letterarie pi๠dibattute in quegli anni e sui poeti che meglio incarnavano la nuova temperie culturale. Tuttavia, la rivoluzione operata da Lucini nel campo delle lettere fu di ordine pi๠teorico che pratico, in quanto le sue anticipazioni, intuizioni ed innovazioni costituiscono una preziosa eredità lasciata al Novecento che, tramite personalità successive, porterà a compimento nella reale prassi letteraria ciಠche Lucini aveva solo teorizzato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337833
URN:NBN:IT:BNCF-337833