Il presente progetto di ricerca rappresenta uno studio sulla formazione condotto attraverso le dimensioni del formare, dell'apprendere e del lavorare. àˆ stato assunto un approccio di tipo deduttivo, partendo nel primo capitolo dall'analisi del concetto di formazione. Dopo aver preso atto della vastissima letteratura in materia, della varietà degli approcci di studio e di contributi di ricerca, onde evitare di proporre un impianto teorico che rappresentasse l'attuale †œclima†� di disorientamento, si ਠavvertita la necessità di dare un taglio storico-culturale alla nostra analisi. Pertanto dalla profilazione di cos'ਠla formazione per coloro che se ne occupano e per coloro che se ne vorrebbero occupare, abbiamo scelto di procedere ad una ricostruzione storica del tema, evidenziando l'inestricabilità del fare formazione con il mondo delle organizzazioni e del lavoro. A sostegno degli aspetti socio-economici che hanno contribuito a connotare culturalmente e storicamente il termine †œformazione†�, ci siamo avvalsi dei tre paradigmi-chiave †œmodernista†�, †œneo-modernista†� e †œpost-modernista†�. L'analisi di contesto e quella storico-culturale attorno al tema della formazione hanno favorito la ricostruzione di un'immagine della formazione particolarmente variegata, a tratti variabile, sicuramente complessa. La complessità , intesa come status, accanto alla propensione al cambiamento costituiscono due peculiarità del formare declinato nel suo essere †œattività †� e †œapprendimento†�. Per questa ragione, allineandoci con i fautori dell'epistemologia della complessità , prendiamo atto che ciಠche risulta complesso non puಠin alcun modo essere ridimensionato o semplificato, piuttosto deve essere rispettato e valorizzato, e sulla base di ciಠuna teoria generale della formazione ad oggi non risulta realizzabile, come sottolineato da Quaglino (Fare formazione, 2005) nei suoi ultimi contributi, e forse non rappresenta pi๠una prerogativa. Il mondo della formazione, se intende cogliere le sfide del presente, in termini di complessità e cambiamento, deve tornare a focalizzare la propria attenzione sul soggetto e in modo particolare sulle questioni dell'apprendere. Dal nostro punto di vista, l'approccio psicosociale di cui ci siamo occupati nel secondo capitolo ha in sà© gli strumenti utili a fronteggiare questo tipo di sfide, valorizzando con l'intreccio di tre possibili livelli di analisi, l'individuo, la comunità e l'organizzazione. L'approccio psicosociale e psicosociologico ai fini del nostro lavoro ci permettono di delineare un contesto di analisi dei fenomeni del formare all'interno delle organizzazioni e al tempo stesso ci offrono chiavi di lettura dei contesti di lavoro, comunicazione e formazione in chiave situata ovvero rappresentazionale e conversazionale. La narrazione, di cui parliamo nell'ultimo paragrafo, riveste nella prospettiva un ruolo preponderante nella dinamica formativa, un strumento di mediazione sociale e culturale: attraverso di essa si creano relazioni, si negoziano significati ovvero si costruiscono conoscenza e identità individuali ed organizzative. Il soggetto al centro dell'esperienza del fare formazione e dell'organizzazione di lavoro ਠil tema portante del terzo capitolo. Se facciamo nostro l'invito di alcuni importanti autori di riferimento per il nostro lavoro a ripristinare la centralità del soggetto in formazione, non possiamo fare a meno di sostenere le questioni dell'apprendere entro quelle del formare. La prospettiva del †œSelf†� che apprende ਠmultidimensionale: l'apprendimento coinvolge l'individuo sotto molteplici aspetti, non solo cognitivi, ma anche psico-emotivi, sociali e culturali. àˆ dal connubio di tutti questi aspetti che ਠpossibile ricostruire per il suo valore reale l'esperienza della formazione e dell'apprendimento inteso come dinamica evolutiva ed essenza del cambiamento. A partire dai contribuiti significativi della psicologia cognitiva, soprattutto in materia di meta-cognizione, abbiamo fatto nostra una prospettiva di analisi costruttivista, soprattutto sociale e situata. Ripercorrendo la teoria dell'attività storico-culturale e la teoria dell'apprendimento sociale vygostkiana, l'apprendimento di cui parliamo si apre necessariamente alla pratica e in particolare alla pratica di comunità , definendosi come una questione di partecipazione e condivisione, oltre che di riflessione. Dopo un excursus sul contesto della formazione tra presente e passato e dopo aver attivato dei legami concettuali tra il fare formazione, in una declinazione psicosociale, e l'apprendere, nel quarto capitolo torniamo, con un grado di specificazione maggiore, alla dimensione del contesto, ovvero alle organizzazioni intese come culture, luoghi di pratica e di apprendimento individuale e organizzativo e possibile cambiamento. Tutta la seconda parte del nostro elaborato ਠdedicata ad un progetto di ricerca condotto in ambito aziendale. Lo studio delle organizzazioni in senso psico-culturale e il riferimento ai fondamenti dei cosଠdetti workplace-studies costituiscono in apertura del capitolo una presentazione delle caratteristiche del mondo a cui ci affacciamo e degli strumenti scelti per condurre la nostra indagine. Nel secondo paragrafo faremo riferimento alla ricerca qualitativa e in particolare all'etnografia che, permettendo di approcciare alle organizzazioni attraverso l'osservazione diretta sul campo sul campo e le analisi conversazionali, costituiscono a nostro avviso la scelta di metodo pi๠funzionale a †œtracciare†� e †œtrattare†� i dati organizzativi emergenti. L'ultima parte del capitolo ਠdedicata alla presentazione del lavoro di ricerca condotto in azienda e alla ricostruzione di tutte le fasi percorse. Lo studio effettuato s'incentra sul monitoraggio di un corso di formazione P.A.S. (Programma di Arricchimento Strumentale) incentrato sul metodo di R. Feuerstein. Nell'ultimo capitolo ci siamo occupati di relazionare i risultati della nostra ricerca, ottenuti attraverso le osservazioni collezionate durante lo svolgimento del corso di formazione P.A.S., le attività di gruppo realizzate dopo la fine del corso e le interviste finali con tutti partecipanti. L'analisi si basa su dati etnografici e conversazionali volti alla validazione delle ipotesi di partenza e di quelle emerse in corso d'opera, ovvero al riconoscimento degli aspetti formali e informali della vita organizzativa, al rilevamento del patrimonio di conoscenze, non solo didattiche, apprese e trasferite nell'attività di lavoro. Centrale resta il tema del cambiamento che rappresenta il cuore dell'analisi e della valutazione della formazione: infatti, facendo leva sugli aspetti significazionali e sui riferimenti di meta-cognizione intra-conversazionali, ਠnostro interesse verificare se e con quali prerogative il training osservato abbia prodotto dei cambiamenti individuali e, attraverso di essi, un cambiamento e un apprendimento di tipo organizzativo.
La formazione nei contesti di lavoro. Una riflessione su un percorso formativo in azienda.
2013
Abstract
Il presente progetto di ricerca rappresenta uno studio sulla formazione condotto attraverso le dimensioni del formare, dell'apprendere e del lavorare. àˆ stato assunto un approccio di tipo deduttivo, partendo nel primo capitolo dall'analisi del concetto di formazione. Dopo aver preso atto della vastissima letteratura in materia, della varietà degli approcci di studio e di contributi di ricerca, onde evitare di proporre un impianto teorico che rappresentasse l'attuale †œclima†� di disorientamento, si ਠavvertita la necessità di dare un taglio storico-culturale alla nostra analisi. Pertanto dalla profilazione di cos'ਠla formazione per coloro che se ne occupano e per coloro che se ne vorrebbero occupare, abbiamo scelto di procedere ad una ricostruzione storica del tema, evidenziando l'inestricabilità del fare formazione con il mondo delle organizzazioni e del lavoro. A sostegno degli aspetti socio-economici che hanno contribuito a connotare culturalmente e storicamente il termine †œformazione†�, ci siamo avvalsi dei tre paradigmi-chiave †œmodernista†�, †œneo-modernista†� e †œpost-modernista†�. L'analisi di contesto e quella storico-culturale attorno al tema della formazione hanno favorito la ricostruzione di un'immagine della formazione particolarmente variegata, a tratti variabile, sicuramente complessa. La complessità , intesa come status, accanto alla propensione al cambiamento costituiscono due peculiarità del formare declinato nel suo essere †œattività †� e †œapprendimento†�. Per questa ragione, allineandoci con i fautori dell'epistemologia della complessità , prendiamo atto che ciಠche risulta complesso non puಠin alcun modo essere ridimensionato o semplificato, piuttosto deve essere rispettato e valorizzato, e sulla base di ciಠuna teoria generale della formazione ad oggi non risulta realizzabile, come sottolineato da Quaglino (Fare formazione, 2005) nei suoi ultimi contributi, e forse non rappresenta pi๠una prerogativa. Il mondo della formazione, se intende cogliere le sfide del presente, in termini di complessità e cambiamento, deve tornare a focalizzare la propria attenzione sul soggetto e in modo particolare sulle questioni dell'apprendere. Dal nostro punto di vista, l'approccio psicosociale di cui ci siamo occupati nel secondo capitolo ha in sà© gli strumenti utili a fronteggiare questo tipo di sfide, valorizzando con l'intreccio di tre possibili livelli di analisi, l'individuo, la comunità e l'organizzazione. L'approccio psicosociale e psicosociologico ai fini del nostro lavoro ci permettono di delineare un contesto di analisi dei fenomeni del formare all'interno delle organizzazioni e al tempo stesso ci offrono chiavi di lettura dei contesti di lavoro, comunicazione e formazione in chiave situata ovvero rappresentazionale e conversazionale. La narrazione, di cui parliamo nell'ultimo paragrafo, riveste nella prospettiva un ruolo preponderante nella dinamica formativa, un strumento di mediazione sociale e culturale: attraverso di essa si creano relazioni, si negoziano significati ovvero si costruiscono conoscenza e identità individuali ed organizzative. Il soggetto al centro dell'esperienza del fare formazione e dell'organizzazione di lavoro ਠil tema portante del terzo capitolo. Se facciamo nostro l'invito di alcuni importanti autori di riferimento per il nostro lavoro a ripristinare la centralità del soggetto in formazione, non possiamo fare a meno di sostenere le questioni dell'apprendere entro quelle del formare. La prospettiva del †œSelf†� che apprende ਠmultidimensionale: l'apprendimento coinvolge l'individuo sotto molteplici aspetti, non solo cognitivi, ma anche psico-emotivi, sociali e culturali. àˆ dal connubio di tutti questi aspetti che ਠpossibile ricostruire per il suo valore reale l'esperienza della formazione e dell'apprendimento inteso come dinamica evolutiva ed essenza del cambiamento. A partire dai contribuiti significativi della psicologia cognitiva, soprattutto in materia di meta-cognizione, abbiamo fatto nostra una prospettiva di analisi costruttivista, soprattutto sociale e situata. Ripercorrendo la teoria dell'attività storico-culturale e la teoria dell'apprendimento sociale vygostkiana, l'apprendimento di cui parliamo si apre necessariamente alla pratica e in particolare alla pratica di comunità , definendosi come una questione di partecipazione e condivisione, oltre che di riflessione. Dopo un excursus sul contesto della formazione tra presente e passato e dopo aver attivato dei legami concettuali tra il fare formazione, in una declinazione psicosociale, e l'apprendere, nel quarto capitolo torniamo, con un grado di specificazione maggiore, alla dimensione del contesto, ovvero alle organizzazioni intese come culture, luoghi di pratica e di apprendimento individuale e organizzativo e possibile cambiamento. Tutta la seconda parte del nostro elaborato ਠdedicata ad un progetto di ricerca condotto in ambito aziendale. Lo studio delle organizzazioni in senso psico-culturale e il riferimento ai fondamenti dei cosଠdetti workplace-studies costituiscono in apertura del capitolo una presentazione delle caratteristiche del mondo a cui ci affacciamo e degli strumenti scelti per condurre la nostra indagine. Nel secondo paragrafo faremo riferimento alla ricerca qualitativa e in particolare all'etnografia che, permettendo di approcciare alle organizzazioni attraverso l'osservazione diretta sul campo sul campo e le analisi conversazionali, costituiscono a nostro avviso la scelta di metodo pi๠funzionale a †œtracciare†� e †œtrattare†� i dati organizzativi emergenti. L'ultima parte del capitolo ਠdedicata alla presentazione del lavoro di ricerca condotto in azienda e alla ricostruzione di tutte le fasi percorse. Lo studio effettuato s'incentra sul monitoraggio di un corso di formazione P.A.S. (Programma di Arricchimento Strumentale) incentrato sul metodo di R. Feuerstein. Nell'ultimo capitolo ci siamo occupati di relazionare i risultati della nostra ricerca, ottenuti attraverso le osservazioni collezionate durante lo svolgimento del corso di formazione P.A.S., le attività di gruppo realizzate dopo la fine del corso e le interviste finali con tutti partecipanti. L'analisi si basa su dati etnografici e conversazionali volti alla validazione delle ipotesi di partenza e di quelle emerse in corso d'opera, ovvero al riconoscimento degli aspetti formali e informali della vita organizzativa, al rilevamento del patrimonio di conoscenze, non solo didattiche, apprese e trasferite nell'attività di lavoro. Centrale resta il tema del cambiamento che rappresenta il cuore dell'analisi e della valutazione della formazione: infatti, facendo leva sugli aspetti significazionali e sui riferimenti di meta-cognizione intra-conversazionali, ਠnostro interesse verificare se e con quali prerogative il training osservato abbia prodotto dei cambiamenti individuali e, attraverso di essi, un cambiamento e un apprendimento di tipo organizzativo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337919
URN:NBN:IT:BNCF-337919