Questa ricerca si propone il fine di indagare le forme assunte dall'esperienza procreativa nella contemporaneità , in relazione al forte legame che le vincola al pi๠ampio contesto biopolitico all'interno del quale esse si realizzano. Attraverso un approccio multidisciplinare, capace di riunire insieme i saperi della disciplina bioetica e la metodologia di analisi antropologica delle prassi incorporate della realtà , proveremo quindi a delineare i modi attraverso cui si strutturano i processi procreativi alla luce del grande sviluppo delle tecnologie biomediche ad essi dedicati. Mediante l'uso di un metodo qualitativo di ricerca, proveremo ad elaborare delle cartografie del presente (Braidotti, 2008), per poter abbozzare una storia dei †œfuturi possibili†�: essi sono racchiusi nelle trasformazioni sociali e politiche, prodotte dalle prassi incorporate, in un mondo tecnologicamente mediato (Rose, 2007). Lo studio si compone di due parti: la prima, prettamente teorica; la seconda, di stampo empirico. Cominceremo col prendere in esame i modi attraverso i quali, nel corso degli ultimi cinquant'anni, si sia realizzata una vera e propria †œrivoluzione procreativa†�: come cioਠil raggiungimento di nuove conoscenze e di nuovi saperi in ambito medico abbia influito non solo sullo sviluppo di nuove competenze tecniche ma, soprattutto, sul processo di ridefinizione delle †œforme del venire al mondo†�. L'ingresso delle tecnologie della riproduzione in un ambito che, sino ad allora, era sempre ricaduto nel dominio dei †œfatti di natura†� ha riconfigurato, in maniera sostanziale, in primo luogo, l'epistemologia pi๠profonda della prassi medica e, cosa di non secondaria importanza, ha avuto un pi๠ampio impatto †" costrittivo e costruttivo †" sui soggetti che in tali pratiche erano coinvolti e sulla realtà  socio-politica all'interno della quale tutti questi elementi sono implicati e trovano la loro realizzazione. L'esperienza procreativa della contemporaneità  viene cosଠa delinearsi come la risultante dell'intersezione di tre aspetti diversi ma complementari: i campi di sapere, le forme di soggettività  e i tipi di normatività . Proveremo quindi ad analizzare queste tre dimensioni proponendo una sorta di †œgenealogia†� dell'esperienza procreativa al tempo delle biotecnologie, considerando qui l' †œesperienza†� nell'accezione foucaultiana del termine, come, cioà¨, la correlazione dei tre aspetti sopra citati: soggettività , normatività  e sapere (Foucault, 1984). Cercheremo inoltre di comprendere come, quando, perchà© ed in quale forma l'attività  procreativa si sia costituita come campo morale e come la vita intrauterina sia diventata, nel corso degli ultimi anni, il luogo di riproduzione e di esercizio del biopotere. Queste indagini ci permetteranno di formulare delle pi๠ampie teorizzazioni sulle forme di autorità  che esercitano il loro sapere/potere sulle prassi procreative: da quando esse si sono andate costituendo come «sostanza etica» (Foucault, 1984, p.31), vi si sono concentrate tutta una serie di attenzioni non solo, come si potrebbe ben pensare, da parte della classe medica, ma anche da parte di discipline come la bioetica e il biodiritto, volte rispettivamente all'analisi e alla normazione dei nuovi interrogativi posti in essere dallo sviluppo delle tecnologie della vita. Tali discipline hanno assunto, con pesi diversi, un ruolo di primo piano nel presiedere e orientare la sfera delle prassi etiche dei soggetti coinvolti nei processi procreativi postmoderni, prassi che chiamano in causa concetti come libertà , scelta ed autonomia. Ci avvarremo dell'impianto teorico sviluppato dalla bioetica per indagare l'intreccio delle questioni poste in essere dalle nuove forme del venire al mondo e, pi๠nello specifico, della legittimità  del riconoscimento del diritto, che viene a configurarsi come prima facie: il diritto alla libertà  procreativa, la sua estensione, gli eventuali limiti da porre e i modi della sua codificazione giuridica. Adottando e adattando le ultime elaborazioni del filosofo francese Michel Foucault sulle †œpratiche di libertà †� e sulle †œtecnologie del s੆� proporremo una diversa †œteleologia dei soggetti etici†� della contemporaneità ; questi riferimenti teorici saranno le basi su cui argomenteremo la tesi principale di questo lavoro: la possibilità  di pensare la libertà  procreativa come un diritto morale positivo. Concluderemo questa prima parte dello studio con delle considerazioni in merito alla possibile regolamentazione giuridica delle prassi procreative che, pur rivestendo sempre pi๠un carattere pubblico e socialmente negoziato, possono essere ancora riconosciute come azioni cariche di un significato simbolico per ciascun individuo che decide di porle in essere. Nella seconda parte del nostro lavoro cercheremo di comprendere come si costituisce l'esperienza procreativa nello specifico contesto italiano dopo l'entrata in vigore della legge 40/2004, volta a disciplinare le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Daremo voce alle narrazioni †" raccolte presso il centro HERA di Catania, il pi๠grande del Sud Italia, per numero di pazienti e cicli effettuatati †" di coloro che vivono l'esperienza di convivere con una malattia geneticamente trasmissibile e di coloro che invece vivono la condizione di infertilità . Queste persone sono coloro che hanno pagato di pi๠†" e non solo da un punto di vista simbolico †" i dettami restrittivi della legge italiana che, de facto, proibiva una tecnica come la Diagnosi Genetica Preimpianto (che permette di conoscere il corredo cromosomico dell'embrione prima del suo trasferimento in utero) e a tutt'oggi proibisce la fecondazione con donazione di gameti. Racconteremo la loro esperienza di ricerca di un figlio †" le scelte, i dubbi, le difficoltà  †" ed il loro impegno affinchà©, attraverso lo strumento giurisprudenziale, la legge venisse cambiata; parleremo con loro del significato che ha assunto la medicalizzazione dell'evento procreativo, cosa abbia implicato e come si siano confrontati con le incertezze †" morali ed etiche †" che l'ingresso delle tecniche in una sfera cosଠprivata ha scatenato. A nostro sentire, solo guardando da vicino le esperienze del presente ਠpossibile pensare a come orientare quelle del futuro.

L'esperienza procreativa in Italia dopo la Legge 40/2004. Uno studio antropologico fra bioetica e biopolitica.

2013

Abstract

Questa ricerca si propone il fine di indagare le forme assunte dall'esperienza procreativa nella contemporaneità , in relazione al forte legame che le vincola al pi๠ampio contesto biopolitico all'interno del quale esse si realizzano. Attraverso un approccio multidisciplinare, capace di riunire insieme i saperi della disciplina bioetica e la metodologia di analisi antropologica delle prassi incorporate della realtà , proveremo quindi a delineare i modi attraverso cui si strutturano i processi procreativi alla luce del grande sviluppo delle tecnologie biomediche ad essi dedicati. Mediante l'uso di un metodo qualitativo di ricerca, proveremo ad elaborare delle cartografie del presente (Braidotti, 2008), per poter abbozzare una storia dei †œfuturi possibili†�: essi sono racchiusi nelle trasformazioni sociali e politiche, prodotte dalle prassi incorporate, in un mondo tecnologicamente mediato (Rose, 2007). Lo studio si compone di due parti: la prima, prettamente teorica; la seconda, di stampo empirico. Cominceremo col prendere in esame i modi attraverso i quali, nel corso degli ultimi cinquant'anni, si sia realizzata una vera e propria †œrivoluzione procreativa†�: come cioਠil raggiungimento di nuove conoscenze e di nuovi saperi in ambito medico abbia influito non solo sullo sviluppo di nuove competenze tecniche ma, soprattutto, sul processo di ridefinizione delle †œforme del venire al mondo†�. L'ingresso delle tecnologie della riproduzione in un ambito che, sino ad allora, era sempre ricaduto nel dominio dei †œfatti di natura†� ha riconfigurato, in maniera sostanziale, in primo luogo, l'epistemologia pi๠profonda della prassi medica e, cosa di non secondaria importanza, ha avuto un pi๠ampio impatto †" costrittivo e costruttivo †" sui soggetti che in tali pratiche erano coinvolti e sulla realtà  socio-politica all'interno della quale tutti questi elementi sono implicati e trovano la loro realizzazione. L'esperienza procreativa della contemporaneità  viene cosଠa delinearsi come la risultante dell'intersezione di tre aspetti diversi ma complementari: i campi di sapere, le forme di soggettività  e i tipi di normatività . Proveremo quindi ad analizzare queste tre dimensioni proponendo una sorta di †œgenealogia†� dell'esperienza procreativa al tempo delle biotecnologie, considerando qui l' †œesperienza†� nell'accezione foucaultiana del termine, come, cioà¨, la correlazione dei tre aspetti sopra citati: soggettività , normatività  e sapere (Foucault, 1984). Cercheremo inoltre di comprendere come, quando, perchà© ed in quale forma l'attività  procreativa si sia costituita come campo morale e come la vita intrauterina sia diventata, nel corso degli ultimi anni, il luogo di riproduzione e di esercizio del biopotere. Queste indagini ci permetteranno di formulare delle pi๠ampie teorizzazioni sulle forme di autorità  che esercitano il loro sapere/potere sulle prassi procreative: da quando esse si sono andate costituendo come «sostanza etica» (Foucault, 1984, p.31), vi si sono concentrate tutta una serie di attenzioni non solo, come si potrebbe ben pensare, da parte della classe medica, ma anche da parte di discipline come la bioetica e il biodiritto, volte rispettivamente all'analisi e alla normazione dei nuovi interrogativi posti in essere dallo sviluppo delle tecnologie della vita. Tali discipline hanno assunto, con pesi diversi, un ruolo di primo piano nel presiedere e orientare la sfera delle prassi etiche dei soggetti coinvolti nei processi procreativi postmoderni, prassi che chiamano in causa concetti come libertà , scelta ed autonomia. Ci avvarremo dell'impianto teorico sviluppato dalla bioetica per indagare l'intreccio delle questioni poste in essere dalle nuove forme del venire al mondo e, pi๠nello specifico, della legittimità  del riconoscimento del diritto, che viene a configurarsi come prima facie: il diritto alla libertà  procreativa, la sua estensione, gli eventuali limiti da porre e i modi della sua codificazione giuridica. Adottando e adattando le ultime elaborazioni del filosofo francese Michel Foucault sulle †œpratiche di libertà †� e sulle †œtecnologie del s੆� proporremo una diversa †œteleologia dei soggetti etici†� della contemporaneità ; questi riferimenti teorici saranno le basi su cui argomenteremo la tesi principale di questo lavoro: la possibilità  di pensare la libertà  procreativa come un diritto morale positivo. Concluderemo questa prima parte dello studio con delle considerazioni in merito alla possibile regolamentazione giuridica delle prassi procreative che, pur rivestendo sempre pi๠un carattere pubblico e socialmente negoziato, possono essere ancora riconosciute come azioni cariche di un significato simbolico per ciascun individuo che decide di porle in essere. Nella seconda parte del nostro lavoro cercheremo di comprendere come si costituisce l'esperienza procreativa nello specifico contesto italiano dopo l'entrata in vigore della legge 40/2004, volta a disciplinare le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Daremo voce alle narrazioni †" raccolte presso il centro HERA di Catania, il pi๠grande del Sud Italia, per numero di pazienti e cicli effettuatati †" di coloro che vivono l'esperienza di convivere con una malattia geneticamente trasmissibile e di coloro che invece vivono la condizione di infertilità . Queste persone sono coloro che hanno pagato di pi๠†" e non solo da un punto di vista simbolico †" i dettami restrittivi della legge italiana che, de facto, proibiva una tecnica come la Diagnosi Genetica Preimpianto (che permette di conoscere il corredo cromosomico dell'embrione prima del suo trasferimento in utero) e a tutt'oggi proibisce la fecondazione con donazione di gameti. Racconteremo la loro esperienza di ricerca di un figlio †" le scelte, i dubbi, le difficoltà  †" ed il loro impegno affinchà©, attraverso lo strumento giurisprudenziale, la legge venisse cambiata; parleremo con loro del significato che ha assunto la medicalizzazione dell'evento procreativo, cosa abbia implicato e come si siano confrontati con le incertezze †" morali ed etiche †" che l'ingresso delle tecniche in una sfera cosଠprivata ha scatenato. A nostro sentire, solo guardando da vicino le esperienze del presente ਠpossibile pensare a come orientare quelle del futuro.
2013
it
Tesi di Dottorato
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-337920