La ricerca verte sull'argomento dei rapporti tra mente, corpo e cervello indagati attraverso alcuni studi da me compiuti nel campo delle neuroscienze cognitive. àˆ noto che questa sfera di indagine oggi riceve molta attenzione da parte di tutti coloro che compiono ricerche intorno alle persone, alla mente e alla vita umane, ricerche per le quali si rendono necessari non solo gli strumenti offerti dall'indagine filosofica e psicologica, ma anche gli strumenti offerti dalle scienze biologiche e neurologiche, i quali si auspica che in qualche misura possano conferire una base pi๠certa alle nostre spiegazioni. àˆ da circa tre secoli e mezzo che l'indagine naturalistica intorno alla mente e alla coscienza va avanti. Grazie alle scoperte che in questi secoli sono state fatte intorno alla struttura del sistema nervoso, alla sua anatomia, alla sua istologia, ਠoggi possibile dire qualcosa a proposito delle funzioni che le sue parti sono in grado di svolgere, funzioni che non riguardano soltanto gli aspetti vitali o quelli sensitivi dell'esistenza, ma anche la dimensione del ragionamento e dell'intelligenza. E tuttavia il boom vero e proprio delle neuroscienze ਠrelativamente recente: ਠda circa trenta, quarant'anni al massimo che nuove tecnologie hanno fatto il loro ingresso in ambito clinico e neurologico, consentendo tra le altre cose lo sviluppo di tecniche di misurazione e visualizzazione degli stati cerebrali. Questi ultimi decenni sono stati decisivi per lo sviluppo della ricerca in tutti i campi delle scienze biologiche. Tale sviluppo ha avuto una grande importanza e dei risvolti significativi sia dal punto di vista pratico che dal punto di vista teorico: dal punto di vista pratico, per quel che riguarda la diagnosi e la cura delle malattie, dal punto di vista teorico, per quel che riguarda la formulazione di teorie circa l'origine e la natura della mente. Ciಠche maggiormente cattura il nostro interesse in questo tipo di indagine e che, potremmo dire, ਠcentrale nella nostra indagine, ਠla dimensione etica delle nostre menti e in generale della nostra esistenza, quella sfera che ci contraddistingue come individui o persone capaci di compiere valutazioni e scelte, o pi๠semplicemente come individui con dei bisogni e dei sentimenti morali. àˆ proprio la dimensione degli affetti, dei sentimenti, la dimensione della nostra vita morale che ha ricevuto maggiore attenzione da parte delle neuroscienze. Altruismo, spinte simpatetiche, impulsi innati alla socialità  farebbero pensare che su questo piano la natura abbia fatto del proprio meglio per unirci. Un grande interesse riveste in ambito neuroscientifico il tema della coscienza come esperienza diretta e immediata dell'identità  personale, o se preferiamo della soggettività . Negli ultimi vent'anni a questo tema sono stati dedicati un gran numero di lavori, intorno ad esso sono state formulate ipotesi e teorie supportate dal lavoro clinico e sperimentale. Queste ipotesi e queste teorie riguardano soprattutto l'origine, il meccanismo e la localizzazione dei fenomeni coscienti. Alcune di esse, quelle alle quali ਠdedicata la nostra attenzione in questa indagine, hanno in comune il fatto di considerare la coscienza come fenomeno biologico, dotato pertanto di una causa e di una finalità  confinate al regno della natura e al corpo degli esseri umani e degli animali. àˆ evidente che dal modo di intendere l'origine della mente dipende in un senso pi๠generale anche il modo di intendere l'identità  e la vita degli esseri umani, il loro significato e la loro natura, nonchà© il significato che attribuiamo ai fini e agli scopi che le persone perseguono. L'indagine scientifica moderna e contemporanea si ਠproposta di fare un po' di chiarezza intorno a una materia che ਠantica e intorno alla quale da sempre si confrontano posizioni contrastanti e anzi antagoniste, una materia che per lungo tempo ਠstata affidata in modo esclusivo alla metafisica. Certamente quella stessa indagine scientifica ancora oggi non puಠdirci nulla circa le “cause” del pensiero morale e del pensiero in generale. O si nutre la fiducia, come fanno molti neuroscienziati, che le indagini nei campi della biologia molecolare o della neurofisiologia possano un giorno arrivare a districare una materia che di per sà© si presenta come intricata e complessa, oppure si rimane aperti al dubbio riguardo a quelle stesse cause, riguardo al significato e al fine delle nostre vite, e soprattutto riguardo alla nostra identità  personale. Del resto ਠnoto che le indagini neurobiologiche possono solo in parte chiarire chi siamo. La nostra identità  à¨ dovuta in parte alla natura (ai nostri geni ad esempio) e in parte a fattori ambientali, in particolare all'impatto del mondo sociale e culturale sulle nostre menti. Tracciare perciಠun quadro delle cause del nostro modo di essere e del nostro comportamento sarebbe un'impresa filosoficamente e scientificamente impossibile. Si puಠsolo argomentare per grandi linee intorno alla nostra complessa identità  umana e personale. Per i filosofi che condividono con gli scienziati l'aspirazione all'obiettività  nelle spiegazioni ਠindispensabile tuttavia mantenere un approccio che sia il pi๠possibile descrittivo della realtà . E pertanto essi devono tener conto della ambiguità  e complessità  della natura e della grande varietà  dei comportamenti umani. Essi inoltre, nel tentativo di spiegare i rapporti tra mente, corpo e cervello, devono tener conto dell'insieme di circostanze e situazioni problematiche con cui gli esseri umani devono fare i conti, tra le quali quelle che hanno a che fare con l'invecchiamento nonchà© con le malattie o i danni neurologici. Potremmo dire che sono stati proprio gli studi intorno alle malattie a permettere storicamente un avanzamento delle nostre conoscenze intorno al sistema nervoso. Molti neuroscienziati sono dei neurologi, persone che curano le malattie nervose, e oltre a far cià², formulano anche teorie pi๠generali circa il funzionamento delle nostre menti e dei nostri cervelli. Il terreno bioetico ਠsenza dubbio un terreno che offre molteplici spunti per una riflessione sulla natura fragile delle nostre menti e sul carattere problematico della nostra identità  personale. àˆ un terreno critico, in cui pi๠che altrove si pone l'esigenza di cercare un fondamento solido per il valore che generalmente attribuiamo alle persone. Gli studi neuroscientifici intorno alla mente, alla coscienza, all'inconscio, ai sentimenti e alle emozioni degli esseri umani conducono a risultati importanti dei quali non si puಠnon tener conto (qualunque visione si abbracci dell'essere umano e della vita umana) e dai quali bisogna senz'altro partire in questo tentativo di spiegazione e di giustificazione.

Mente, Corpo e Cervello. Una Prospettiva Morale e Bioetica.

2013

Abstract

La ricerca verte sull'argomento dei rapporti tra mente, corpo e cervello indagati attraverso alcuni studi da me compiuti nel campo delle neuroscienze cognitive. àˆ noto che questa sfera di indagine oggi riceve molta attenzione da parte di tutti coloro che compiono ricerche intorno alle persone, alla mente e alla vita umane, ricerche per le quali si rendono necessari non solo gli strumenti offerti dall'indagine filosofica e psicologica, ma anche gli strumenti offerti dalle scienze biologiche e neurologiche, i quali si auspica che in qualche misura possano conferire una base pi๠certa alle nostre spiegazioni. àˆ da circa tre secoli e mezzo che l'indagine naturalistica intorno alla mente e alla coscienza va avanti. Grazie alle scoperte che in questi secoli sono state fatte intorno alla struttura del sistema nervoso, alla sua anatomia, alla sua istologia, ਠoggi possibile dire qualcosa a proposito delle funzioni che le sue parti sono in grado di svolgere, funzioni che non riguardano soltanto gli aspetti vitali o quelli sensitivi dell'esistenza, ma anche la dimensione del ragionamento e dell'intelligenza. E tuttavia il boom vero e proprio delle neuroscienze ਠrelativamente recente: ਠda circa trenta, quarant'anni al massimo che nuove tecnologie hanno fatto il loro ingresso in ambito clinico e neurologico, consentendo tra le altre cose lo sviluppo di tecniche di misurazione e visualizzazione degli stati cerebrali. Questi ultimi decenni sono stati decisivi per lo sviluppo della ricerca in tutti i campi delle scienze biologiche. Tale sviluppo ha avuto una grande importanza e dei risvolti significativi sia dal punto di vista pratico che dal punto di vista teorico: dal punto di vista pratico, per quel che riguarda la diagnosi e la cura delle malattie, dal punto di vista teorico, per quel che riguarda la formulazione di teorie circa l'origine e la natura della mente. Ciಠche maggiormente cattura il nostro interesse in questo tipo di indagine e che, potremmo dire, ਠcentrale nella nostra indagine, ਠla dimensione etica delle nostre menti e in generale della nostra esistenza, quella sfera che ci contraddistingue come individui o persone capaci di compiere valutazioni e scelte, o pi๠semplicemente come individui con dei bisogni e dei sentimenti morali. àˆ proprio la dimensione degli affetti, dei sentimenti, la dimensione della nostra vita morale che ha ricevuto maggiore attenzione da parte delle neuroscienze. Altruismo, spinte simpatetiche, impulsi innati alla socialità  farebbero pensare che su questo piano la natura abbia fatto del proprio meglio per unirci. Un grande interesse riveste in ambito neuroscientifico il tema della coscienza come esperienza diretta e immediata dell'identità  personale, o se preferiamo della soggettività . Negli ultimi vent'anni a questo tema sono stati dedicati un gran numero di lavori, intorno ad esso sono state formulate ipotesi e teorie supportate dal lavoro clinico e sperimentale. Queste ipotesi e queste teorie riguardano soprattutto l'origine, il meccanismo e la localizzazione dei fenomeni coscienti. Alcune di esse, quelle alle quali ਠdedicata la nostra attenzione in questa indagine, hanno in comune il fatto di considerare la coscienza come fenomeno biologico, dotato pertanto di una causa e di una finalità  confinate al regno della natura e al corpo degli esseri umani e degli animali. àˆ evidente che dal modo di intendere l'origine della mente dipende in un senso pi๠generale anche il modo di intendere l'identità  e la vita degli esseri umani, il loro significato e la loro natura, nonchà© il significato che attribuiamo ai fini e agli scopi che le persone perseguono. L'indagine scientifica moderna e contemporanea si ਠproposta di fare un po' di chiarezza intorno a una materia che ਠantica e intorno alla quale da sempre si confrontano posizioni contrastanti e anzi antagoniste, una materia che per lungo tempo ਠstata affidata in modo esclusivo alla metafisica. Certamente quella stessa indagine scientifica ancora oggi non puಠdirci nulla circa le “cause” del pensiero morale e del pensiero in generale. O si nutre la fiducia, come fanno molti neuroscienziati, che le indagini nei campi della biologia molecolare o della neurofisiologia possano un giorno arrivare a districare una materia che di per sà© si presenta come intricata e complessa, oppure si rimane aperti al dubbio riguardo a quelle stesse cause, riguardo al significato e al fine delle nostre vite, e soprattutto riguardo alla nostra identità  personale. Del resto ਠnoto che le indagini neurobiologiche possono solo in parte chiarire chi siamo. La nostra identità  à¨ dovuta in parte alla natura (ai nostri geni ad esempio) e in parte a fattori ambientali, in particolare all'impatto del mondo sociale e culturale sulle nostre menti. Tracciare perciಠun quadro delle cause del nostro modo di essere e del nostro comportamento sarebbe un'impresa filosoficamente e scientificamente impossibile. Si puಠsolo argomentare per grandi linee intorno alla nostra complessa identità  umana e personale. Per i filosofi che condividono con gli scienziati l'aspirazione all'obiettività  nelle spiegazioni ਠindispensabile tuttavia mantenere un approccio che sia il pi๠possibile descrittivo della realtà . E pertanto essi devono tener conto della ambiguità  e complessità  della natura e della grande varietà  dei comportamenti umani. Essi inoltre, nel tentativo di spiegare i rapporti tra mente, corpo e cervello, devono tener conto dell'insieme di circostanze e situazioni problematiche con cui gli esseri umani devono fare i conti, tra le quali quelle che hanno a che fare con l'invecchiamento nonchà© con le malattie o i danni neurologici. Potremmo dire che sono stati proprio gli studi intorno alle malattie a permettere storicamente un avanzamento delle nostre conoscenze intorno al sistema nervoso. Molti neuroscienziati sono dei neurologi, persone che curano le malattie nervose, e oltre a far cià², formulano anche teorie pi๠generali circa il funzionamento delle nostre menti e dei nostri cervelli. Il terreno bioetico ਠsenza dubbio un terreno che offre molteplici spunti per una riflessione sulla natura fragile delle nostre menti e sul carattere problematico della nostra identità  personale. àˆ un terreno critico, in cui pi๠che altrove si pone l'esigenza di cercare un fondamento solido per il valore che generalmente attribuiamo alle persone. Gli studi neuroscientifici intorno alla mente, alla coscienza, all'inconscio, ai sentimenti e alle emozioni degli esseri umani conducono a risultati importanti dei quali non si puಠnon tener conto (qualunque visione si abbracci dell'essere umano e della vita umana) e dai quali bisogna senz'altro partire in questo tentativo di spiegazione e di giustificazione.
2013
it
Tesi di Dottorato
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESI_PDF_Dileo.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 843.7 kB
Formato Adobe PDF
843.7 kB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/337921
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-337921