Diverse forme di organizzazione spaziale hanno dato forma, nel tempo, alle città  che abitiamo. Di quelle forme urbis, sappiamo oggi nominare le diverse parti, riconoscere le logiche che sono state alla base della loro trasformazione, individuare le relazioni che danno forma alle loro figure. Sulla città  del tempo contemporaneo, riusciamo spesso solo a parlarne in termini negativi o a definirla, per diffà©rance: NON ਠpi๠una città  storica, NON ਠpi๠una metropoli, NON ਠpi๠(per questa tesi) fondata sulle tradizionali logiche oppositive centro/periferia, ambiente naturale/costruito, NON ਠpi๠(talvolta) una città  †œsolida†�, NON ਠpi๠(per alcuni) neanche CITTA'. Partendo dalla considerazione che invece la città  àˆ ancora, ed ਠsoprattutto un fatto fisico, si ਠaffrontata la questione dell'esistenza di una †œterza specie†�, di quei territori che attualmente †œde-lirano†�, uscendo fuori dai limiti delle sue parti già  consolidate, in attesa di essere riportati all'interno di un atlante di forme di città  come luoghi del nostro tempo. L'individuazione degli elementi che costituiscono nel loro insieme le diverse modalità  di †œfare margine†� mostra che la costruzione fisica dell'architettura puಠcontribuire non solo al loro ridisegno ma anche ad una nuova maniera di abitarli: le operazioni di definizione di questi spazi vedono la rivincita in campo architettonico di alcuni elementi generalmente visti come ostacolo alla costruzione della città . Riconfigurare limiti, dare dignità  ai confini, inspessire i bordi, sono tutti modi di progettare una distanza che si avverte tra parti di città  distinte come una condizione ambigua e spiazzante. L'interpretazione del margine come superficie e della sua diffà©rance in funzione della posizione rappresenta il passaggio centrale nello sviluppo della tesi. Proprio muovendo da questa specifica interpretazione, lo sguardo si concentra cosଠsulle aree di †œretro porto†�, dotate, come il tema del waterfront, di uno speciale carattere ricorsivo in differenti condizioni urbane. Identificare queste aree, significa proprio estendere la questione del waterfront dal piano verticale del fronte marittimo al piano orizzontale delle aree che segnano, in molte realtà  urbane, la mancata ri-composizione tra la città  della storia, affacciata sul mare, e la città  contemporanea confinata spesso dietro i nuovi territori portuali. Attraverso il confronto con i casi studio delle città  di Porto e Marsiglia, si ਠtentato di portare all'attenzione uno dei possibili margini da riconfigurare per la città  di Napoli, arrivando a costruire, attraverso l'operazione di lettura e le tecniche di rappresentazione sperimentate, una prescrizione atta a definire i temi del progetto urbano. La ricerca si fa supportare da riferimenti di natura teorica e pratica, tra i pi๠discussi ma anche apprezzati all'interno del dibattito disciplinare; vuole essere testimonianza che il progetto urbano ha, spesso in diverse forme, la potenzialità  di restituire alla città , oltre che dei bei luoghi, la consapevolezza dell'esistenza di questa bellezza anche al di là  di dove, spesso, si ਠabituati a cercarla.

Aree di margine."De-liri" urbani della città  contemporanea.

2011

Abstract

Diverse forme di organizzazione spaziale hanno dato forma, nel tempo, alle città  che abitiamo. Di quelle forme urbis, sappiamo oggi nominare le diverse parti, riconoscere le logiche che sono state alla base della loro trasformazione, individuare le relazioni che danno forma alle loro figure. Sulla città  del tempo contemporaneo, riusciamo spesso solo a parlarne in termini negativi o a definirla, per diffà©rance: NON ਠpi๠una città  storica, NON ਠpi๠una metropoli, NON ਠpi๠(per questa tesi) fondata sulle tradizionali logiche oppositive centro/periferia, ambiente naturale/costruito, NON ਠpi๠(talvolta) una città  †œsolida†�, NON ਠpi๠(per alcuni) neanche CITTA'. Partendo dalla considerazione che invece la città  àˆ ancora, ed ਠsoprattutto un fatto fisico, si ਠaffrontata la questione dell'esistenza di una †œterza specie†�, di quei territori che attualmente †œde-lirano†�, uscendo fuori dai limiti delle sue parti già  consolidate, in attesa di essere riportati all'interno di un atlante di forme di città  come luoghi del nostro tempo. L'individuazione degli elementi che costituiscono nel loro insieme le diverse modalità  di †œfare margine†� mostra che la costruzione fisica dell'architettura puಠcontribuire non solo al loro ridisegno ma anche ad una nuova maniera di abitarli: le operazioni di definizione di questi spazi vedono la rivincita in campo architettonico di alcuni elementi generalmente visti come ostacolo alla costruzione della città . Riconfigurare limiti, dare dignità  ai confini, inspessire i bordi, sono tutti modi di progettare una distanza che si avverte tra parti di città  distinte come una condizione ambigua e spiazzante. L'interpretazione del margine come superficie e della sua diffà©rance in funzione della posizione rappresenta il passaggio centrale nello sviluppo della tesi. Proprio muovendo da questa specifica interpretazione, lo sguardo si concentra cosଠsulle aree di †œretro porto†�, dotate, come il tema del waterfront, di uno speciale carattere ricorsivo in differenti condizioni urbane. Identificare queste aree, significa proprio estendere la questione del waterfront dal piano verticale del fronte marittimo al piano orizzontale delle aree che segnano, in molte realtà  urbane, la mancata ri-composizione tra la città  della storia, affacciata sul mare, e la città  contemporanea confinata spesso dietro i nuovi territori portuali. Attraverso il confronto con i casi studio delle città  di Porto e Marsiglia, si ਠtentato di portare all'attenzione uno dei possibili margini da riconfigurare per la città  di Napoli, arrivando a costruire, attraverso l'operazione di lettura e le tecniche di rappresentazione sperimentate, una prescrizione atta a definire i temi del progetto urbano. La ricerca si fa supportare da riferimenti di natura teorica e pratica, tra i pi๠discussi ma anche apprezzati all'interno del dibattito disciplinare; vuole essere testimonianza che il progetto urbano ha, spesso in diverse forme, la potenzialità  di restituire alla città , oltre che dei bei luoghi, la consapevolezza dell'esistenza di questa bellezza anche al di là  di dove, spesso, si ਠabituati a cercarla.
2011
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/338092
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