La peno-vulvoscopia ਠuna metodica diagnostica non invasiva che permette di valutare microscopicamente alcuni pattern morfologici che si possono osservare in corso di fenomeni fisiologici o patologici della cute e delle mucose dell'area genitale. Dai dati provenienti della letteratura internazionale prodotta negli ultimi anni, emerge la necessità  di osservare, descrivere e memorizzare su piattaforme digitali le immagini provenienti dagli ambulatori di dermatologia genitale, con lo scopo di poter disporre in futuro di archivi di elementi morfologici il pi๠possibile obiettivi e riproducibili. Allo stato attuale la tecnica si prefigge soltanto scopi sperimentali, in quanto tranne in rari casi, viene ancora oggi poco utilizzata dal dermatologo pratico ai fini diagnostici. I pattern peno-vulvoscopici infatti, non sono ancora del tutto standardizzati, dato il recente interesse ad una metodica strumentale e la necessità  di personale addestrato nell'analisi vettoriale delle immagini digitali, oltre che di strumenti tecnologicamente via via pi๠avanzati. La recente introduzione di sistemi digitali che consentono l'acquisizione e le analisi delle immagini e l'applicazione di programmi di intelligenza artificiale (reti neurali) per la diagnosi automatica, sta riscontrando un crescente successo in molte aree della dermatologia digitale per immagini (Videodermatoscopia ad epiluminescenza delle lesioni melanocitarie, Tricogramma con videoscansione, Videocapillaroscopia) grazie all'enorme numero di immagini osservate, archiviate e standardizzate in questi ultimi anni. Lo scopo del nostro studio ਠstato quello di descrivere i pattern morfologici ottenuti in peno - vulvoscopia digitale, osservabili in situazioni fisiologiche (papule perlacee, grani di Fordyce, etc) o patologiche (verruche genitali, mollusco contagioso, infezioni erpetiche, etc) in circa 1000 pazienti osservati dal 2002 al 2005. Obiettivo futuro del presente lavoro ਠquello di poter scambiare in tempo reale, attraverso la rete telematica (Intranet, Internet a banda larga, Rete Campana di Dermatologia Genitale, Teledermatologia), un numero di immagini statisticamente significativo, con lo scopo di poter un giorno razionalizzare almeno in parte, il prezioso contenuto informativo delle immagini ottenute con tale metodica.

Peno-vulvoscopia digitale: una nuova metodica di analisi biofisica nella gestione dell'ambulatorio di dermatologia genitale

2006

Abstract

La peno-vulvoscopia ਠuna metodica diagnostica non invasiva che permette di valutare microscopicamente alcuni pattern morfologici che si possono osservare in corso di fenomeni fisiologici o patologici della cute e delle mucose dell'area genitale. Dai dati provenienti della letteratura internazionale prodotta negli ultimi anni, emerge la necessità  di osservare, descrivere e memorizzare su piattaforme digitali le immagini provenienti dagli ambulatori di dermatologia genitale, con lo scopo di poter disporre in futuro di archivi di elementi morfologici il pi๠possibile obiettivi e riproducibili. Allo stato attuale la tecnica si prefigge soltanto scopi sperimentali, in quanto tranne in rari casi, viene ancora oggi poco utilizzata dal dermatologo pratico ai fini diagnostici. I pattern peno-vulvoscopici infatti, non sono ancora del tutto standardizzati, dato il recente interesse ad una metodica strumentale e la necessità  di personale addestrato nell'analisi vettoriale delle immagini digitali, oltre che di strumenti tecnologicamente via via pi๠avanzati. La recente introduzione di sistemi digitali che consentono l'acquisizione e le analisi delle immagini e l'applicazione di programmi di intelligenza artificiale (reti neurali) per la diagnosi automatica, sta riscontrando un crescente successo in molte aree della dermatologia digitale per immagini (Videodermatoscopia ad epiluminescenza delle lesioni melanocitarie, Tricogramma con videoscansione, Videocapillaroscopia) grazie all'enorme numero di immagini osservate, archiviate e standardizzate in questi ultimi anni. Lo scopo del nostro studio ਠstato quello di descrivere i pattern morfologici ottenuti in peno - vulvoscopia digitale, osservabili in situazioni fisiologiche (papule perlacee, grani di Fordyce, etc) o patologiche (verruche genitali, mollusco contagioso, infezioni erpetiche, etc) in circa 1000 pazienti osservati dal 2002 al 2005. Obiettivo futuro del presente lavoro ਠquello di poter scambiare in tempo reale, attraverso la rete telematica (Intranet, Internet a banda larga, Rete Campana di Dermatologia Genitale, Teledermatologia), un numero di immagini statisticamente significativo, con lo scopo di poter un giorno razionalizzare almeno in parte, il prezioso contenuto informativo delle immagini ottenute con tale metodica.
2006
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