Il presente lavoro prende le mosse dalla nascita dei diritti sociali nei Paesi europei, dalla fine dell'Ottocento al Trattato di Lisbona; l'Europa (o quanto meno i Paesi fondatori della CECA, CEE, EURATOM) degli anni cinquanta del secolo scorso ਠcaratterizzata dalla costituzionalizzazione dei diritti sociali, nel senso che le Costituzioni dei rispettivi Paesi contemplano i diritti in esame, sia pure ciascuna in modo diverso: ne deriva che la tutela degli stessi resta di competenza esclusiva dei singoli Stati. Tuttavia, tali diritti stentano a decollare nel panorama normativo e istituzionale comunitario, perchਠnei Trattati istitutivi citati ad essi non ਠriconosciuta autonoma valenza, ma un ruolo servente ed ancillare rispetto ai diritti civili ed economici, evidenziandosi che la Comunità europea nasce ai fini dell'unificazione del mercato. Dunque, l'analisi della tutela dei diritti sociali ਠstata condotta in parallelo ad uno studio, non esaustivo, dell'economia politica e delle istituzioni comunitarie. Di qui la lenta e progressiva affermazione dei diritti sociali su scala europea, che ancora oggi, a detta di molti, non ਠgiunta a compimento. Il lavoro prosegue con l'analisi della Costituzione italiana, anche attraverso un raffronto della stessa con le Costituzioni dei maggiori Paesi europei; in particolar modo, si ਠanalizzato il riparto di competenze tra Stato-Regioni nella tutela del diritto alla salute (art. 117 Cost.); si ਠpoi analizzata la legislazione ordinaria in materia, dalle leggi degli anni cinquanta, fino ad al T.U., d.lgs. 81/08, senza tralasciare un raffronto della stessa con quella degli altri Paesi europei. àˆ chiaro che il presente lavoro ha ad oggetto gli istituti, non solo del diritto italiano, maggiormente significativi in tema di diritto alla salute dei lavoratori e di salubrità degli ambienti di lavoro. Sono emersi gli influssi della normativa comunitaria e della giurisprudenza (comunitaria e non) sulle discipline esaminate e sui rispettivi istituti. Particolare attenzione ਠstata rivolta all'analisi degli istituti maggiormente significativi nel panorama della legislazione prevenzionistica italiana, nonchà© delle nuove figure obbligate ai sensi della stessa e dei rispettivi regimi di responsabilità (anche attraverso l'interpretazione sistematica tra leggi diverse, come il d.lgs. 231/01 e il T.U. 81/2008); ad essi, inoltre, ਠdedicato un intero capitolo, dove sono stati analizzati secondo l'interpretazione della nostra giuriprudenza, cui spetta il delicato ruolo di colmare le lacune legislative e di coordinare norme spesso in (apparente) contrasto tra loro. Dunque, gli stessi istituti sono stati trattati in capitoli diversi, in quanto analizzati sotto angolazioni prospettiche diverse; essi, inoltre, presentano profili di forte interconnessione tra loro: basti pensare al nuovo ruolo dei lavoratori nel sistema antinfortunistico: essi sono titolari di diritti ed obblighi, pertanto lo stesso istituto †" quale ad esempio †" la formazione e l'informazione dei lavoratori viene trattato in diversi punti e modi, a seconda del contesto in cui viene messo in rilievo. L'analisi ha comportato inevitabili richiami ad istituti non solo di diritto del lavoro, ma anche del diritto civile delle obbligazioni, in particolar modo agli istituti a tutela del lavoratore, creditore dell'obbligazione di sicurezza; quanto ai profili di responsabilità , continui sono i riferimenti agli istituti penalistici della colpa, colpa cosciente, dolo… Infine, si sono passati in rassegna i recenti casi giudiziari e di cronaca, che hanno suscitato tanto scalpore: caso Thyssenkrup; caso Eternit; caso Truck Center di Molfetta.
Disciplina giuridica in materia di sicurezza dei lavoratori nel sistema normativo italiano con cenni a quello europeo: responsabilità contrattuale ed extracontrattuale del datore di lavoro
2013
Abstract
Il presente lavoro prende le mosse dalla nascita dei diritti sociali nei Paesi europei, dalla fine dell'Ottocento al Trattato di Lisbona; l'Europa (o quanto meno i Paesi fondatori della CECA, CEE, EURATOM) degli anni cinquanta del secolo scorso ਠcaratterizzata dalla costituzionalizzazione dei diritti sociali, nel senso che le Costituzioni dei rispettivi Paesi contemplano i diritti in esame, sia pure ciascuna in modo diverso: ne deriva che la tutela degli stessi resta di competenza esclusiva dei singoli Stati. Tuttavia, tali diritti stentano a decollare nel panorama normativo e istituzionale comunitario, perchਠnei Trattati istitutivi citati ad essi non ਠriconosciuta autonoma valenza, ma un ruolo servente ed ancillare rispetto ai diritti civili ed economici, evidenziandosi che la Comunità europea nasce ai fini dell'unificazione del mercato. Dunque, l'analisi della tutela dei diritti sociali ਠstata condotta in parallelo ad uno studio, non esaustivo, dell'economia politica e delle istituzioni comunitarie. Di qui la lenta e progressiva affermazione dei diritti sociali su scala europea, che ancora oggi, a detta di molti, non ਠgiunta a compimento. Il lavoro prosegue con l'analisi della Costituzione italiana, anche attraverso un raffronto della stessa con le Costituzioni dei maggiori Paesi europei; in particolar modo, si ਠanalizzato il riparto di competenze tra Stato-Regioni nella tutela del diritto alla salute (art. 117 Cost.); si ਠpoi analizzata la legislazione ordinaria in materia, dalle leggi degli anni cinquanta, fino ad al T.U., d.lgs. 81/08, senza tralasciare un raffronto della stessa con quella degli altri Paesi europei. àˆ chiaro che il presente lavoro ha ad oggetto gli istituti, non solo del diritto italiano, maggiormente significativi in tema di diritto alla salute dei lavoratori e di salubrità degli ambienti di lavoro. Sono emersi gli influssi della normativa comunitaria e della giurisprudenza (comunitaria e non) sulle discipline esaminate e sui rispettivi istituti. Particolare attenzione ਠstata rivolta all'analisi degli istituti maggiormente significativi nel panorama della legislazione prevenzionistica italiana, nonchà© delle nuove figure obbligate ai sensi della stessa e dei rispettivi regimi di responsabilità (anche attraverso l'interpretazione sistematica tra leggi diverse, come il d.lgs. 231/01 e il T.U. 81/2008); ad essi, inoltre, ਠdedicato un intero capitolo, dove sono stati analizzati secondo l'interpretazione della nostra giuriprudenza, cui spetta il delicato ruolo di colmare le lacune legislative e di coordinare norme spesso in (apparente) contrasto tra loro. Dunque, gli stessi istituti sono stati trattati in capitoli diversi, in quanto analizzati sotto angolazioni prospettiche diverse; essi, inoltre, presentano profili di forte interconnessione tra loro: basti pensare al nuovo ruolo dei lavoratori nel sistema antinfortunistico: essi sono titolari di diritti ed obblighi, pertanto lo stesso istituto †" quale ad esempio †" la formazione e l'informazione dei lavoratori viene trattato in diversi punti e modi, a seconda del contesto in cui viene messo in rilievo. L'analisi ha comportato inevitabili richiami ad istituti non solo di diritto del lavoro, ma anche del diritto civile delle obbligazioni, in particolar modo agli istituti a tutela del lavoratore, creditore dell'obbligazione di sicurezza; quanto ai profili di responsabilità , continui sono i riferimenti agli istituti penalistici della colpa, colpa cosciente, dolo… Infine, si sono passati in rassegna i recenti casi giudiziari e di cronaca, che hanno suscitato tanto scalpore: caso Thyssenkrup; caso Eternit; caso Truck Center di Molfetta.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/338103
URN:NBN:IT:BNCF-338103