La progettazione formativa ਠsoggetto ed oggetto di studio del presente progetto di ricerca. Soggetto in quanto protagonista della trattazione teorica, ed oggetto in quanto †œmateria prima†� su cui ਠstata condotta la sperimentazione. Il problema generativo della ricerca si ਠevoluto e modificato nel corso dell'indagine stessa originando una †œricerca negoziata†� (Lincoln, Guba, 1985, p. 147) in cui tutti gli elementi hanno concorso alla definizione del disegno finale di ricerca. L'obiettivo conoscitivo iniziale ਠstato individuare, nell'ampio panorama europeo, un metodo o modello di progettazione che supportasse efficacemente il lavoro di progettazione didattica svolto dai docenti. L'indagine ਠiniziata con uno studio comparativo tra il Rapid Prototyping, metodo di Instructional Design rielaborato dall'Università  di Lugano nel The eLab Model, e IMS Learning Design, standard di progettazione proposto dalla Open University of Nederland che si colloca nell'ambito del Learning Design. Il primo ਠun metodo che, mediante un approccio olistico e sistemico alla progettazione, propone un processo di prototipizzazione del progetto e promuove il coinvolgimento dell'utente finale in tutte le fasi della progettazione; il secondo, invece, ਠuno standard di progettazione utilizzato per la formalizzazione delle sceneggiature didattiche e garantisce la riusabilità  e la portabilità  dei materiali. Il confronto tra i due oggetti di studio ha messo in evidenza una maggiore aderenza dello standard IMS LD con il problema conoscitivo della ricerca: esso per la sua caratteristica di flessibilità  e la possibilità  che offre di realizzare percorsi non pedagogicamente neutri basati su approcci differenti rispecchia maggiormente il modo ricorsivo e reticolare di lavorare dei docenti. L'indagine si ਠdunque orientata all'analisi dello standard IMS LD. Anche in questo caso la ricerca iniziale ਠstata di tipo esplorativo bibliografico ed il punto focale ਠstato rappresentato dal confronto con gli stessi autori dello standard Rob Koper, Day Griffith e XXXX, nonchà© con altri studiosi del settore che hanno confermato un'osservazione emersa nel corso della ricerca: lo standard IMS LD ha subito uno fase di †œstallo†�e la ricerca accademica si ਠorientata verso nuovi scenari di indagine. Il nostro studio ha, inoltre, rilevato (ed anche questo ਠstato confermato dagli autori dello standard) che uno degli aspetti penalizzanti dell'IMS LD ਠil non essere uno strumento user friendly che necessita, infatti, di conoscenze e competenze tecniche elevate. I nuovi inputs di ricerca ricevuti dai già  citati †œattori†� della ricerca nell'ambito del Learning Design ci hanno condotto al LDSE Project promosso dalla London University (Captitolo uno). Il Learning Design Support Environment Project ਠun progetto nato nel mondo accademico inglese al fine di implementare tools in grado di supportare docenti/progettisti nel complesso lavoro di learning design. Tale obiettivo muove le sue origini dagli studi condotti da Diana Laurillard, project manager del LDSE Project, sul processo di insegnamento-apprendimento che l'hanno condotta ad elaborare il Conversational Framework. Partendo dall'analisi dell'apprendimento elaborata da Gordon Pask che, nella sua †œConversation Theory†�, definisce il processo di apprendimento come una forma di conversazione, Diana Laurillard propone uno strumento per pensare all'apprendimento, all'insegnamento ed alla loro progettazione con l'ausilio delle tecnologie, siano esse di tipo convenzionale o digitale. Il Conversational Framework sintetizza gli elementi cardine delle principali teorie dell'apprendimento offrendo un framework pratico per la progettazione e la possibilità  di verificare la validità  di qualsiasi metodo di insegnamento o di qualsiasi tipo di tecnologia impiegata. Su queste basi teoriche si fonda il LDSE Project che si colloca nell'ambito di ricerca del Learning Design protagonista, negli ultimi decenni, di una rapida evoluzione caratterizzata dallo sviluppo di un certo numero di software tools incentrati ognuno su aspetti differenti della progettazione. Il LDSE Project pone il proprio focus sulla valutazione organica di tutti gli aspetti del learning design e lancia sul mercato della ricerca il tool Learning Designer . Il Learning Designer ਠun micro-mondo all'interno del quale il docente si colloca come un learner che esplorando e manipola le proprie progettazioni. Un sistema di Intelligenza Artificiale (AI) che colma il gap tra teoria pedagogica e tecnologia offrendo un ambiente di †œschaffold†� in grado di valorizzare la pratica riflessiva del docente e di rendere pi๠efficaci le progettazioni didattiche (Capitolo due). Nel presente lavoro di ricerca si ਠdeciso di condurre il tool fuori dalle mura accademiche sperimentandone l'uso nell'ambito della progettazione formativa aziendale, employer-provided vocational training, e ponendosi come obiettivo di verificare †œcome e perchà© l'utilizzo del LD modifica e migliora le modalità  di progettazione†�. L'indagine ISFOL (dati INDACO-CVTS) sullo stato della formazione aziendale in Italia ha messo in evidenza che le modalità  scelte dalle aziende italiane per l'erogazione dei corsi di formazione destinati ai propri dipendenti sono principalmente due: organizzazione interna ed erogazione da parte di società  di consulenza e di formazione. Le nostre unità  di analisi, selezionate secondo un criterio di rilevanza topica, sono un campione rappresentativo delle due realtà : azienda internazionale del settore IT che organizza corsi di formazione interni e consulente/docente free lance che collabora con società  di consulenza e formazione. La sperimentazione ਠstata condotta in un arco temporale di due mesi adottando come strategia di ricerca lo studio di caso multiplo (embedded case study) ed avvalendosi di tecniche di rilevamento di dati di tipo qualitativo. Dopo una fase iniziale di training i referenti si sono impegnati nell'utilizzo del tool Learning Designer nel lavoro quotidiano di progettazione (Capitolo tre). La sperimentazione ha evidenziato che l'utilizzo del tool Learning Designer ha modificato il paradigma di progettazione adottato dalle nostre Unità  di Analisi. Il paradigma iniziale era fortemente incentrato sui contenuti del percorso formativo e gli obiettivi risultato che i discenti dovevano raggiungere in termini di †œsapere†� e †œsaper fare†�; esso era carente di una meta-riflessione da parte del progettista/docente sul proprio lavoro, quindi sui propri obiettivi performance, e sul processo di apprendimento nella sua complessità . La sperimentazione ha inoltre verificato che il tool Learning Designer supporta il lavoro di progettazione formativa e si propone come strumento di riflessione e approfondimento teorico. La sua struttura user friendly permette un lavoro ricorsivo e di riflessione da parte del docente/progettista: essa fornisce, infatti, una nuova chiave di lettura della progettazione fortemente orientata al processo ed alla performance.

Schaffolding learning design. Il learning design support environment project e la progettazione formativa in contesti aziendali italiani. Studio di caso.

2014

Abstract

La progettazione formativa ਠsoggetto ed oggetto di studio del presente progetto di ricerca. Soggetto in quanto protagonista della trattazione teorica, ed oggetto in quanto †œmateria prima†� su cui ਠstata condotta la sperimentazione. Il problema generativo della ricerca si ਠevoluto e modificato nel corso dell'indagine stessa originando una †œricerca negoziata†� (Lincoln, Guba, 1985, p. 147) in cui tutti gli elementi hanno concorso alla definizione del disegno finale di ricerca. L'obiettivo conoscitivo iniziale ਠstato individuare, nell'ampio panorama europeo, un metodo o modello di progettazione che supportasse efficacemente il lavoro di progettazione didattica svolto dai docenti. L'indagine ਠiniziata con uno studio comparativo tra il Rapid Prototyping, metodo di Instructional Design rielaborato dall'Università  di Lugano nel The eLab Model, e IMS Learning Design, standard di progettazione proposto dalla Open University of Nederland che si colloca nell'ambito del Learning Design. Il primo ਠun metodo che, mediante un approccio olistico e sistemico alla progettazione, propone un processo di prototipizzazione del progetto e promuove il coinvolgimento dell'utente finale in tutte le fasi della progettazione; il secondo, invece, ਠuno standard di progettazione utilizzato per la formalizzazione delle sceneggiature didattiche e garantisce la riusabilità  e la portabilità  dei materiali. Il confronto tra i due oggetti di studio ha messo in evidenza una maggiore aderenza dello standard IMS LD con il problema conoscitivo della ricerca: esso per la sua caratteristica di flessibilità  e la possibilità  che offre di realizzare percorsi non pedagogicamente neutri basati su approcci differenti rispecchia maggiormente il modo ricorsivo e reticolare di lavorare dei docenti. L'indagine si ਠdunque orientata all'analisi dello standard IMS LD. Anche in questo caso la ricerca iniziale ਠstata di tipo esplorativo bibliografico ed il punto focale ਠstato rappresentato dal confronto con gli stessi autori dello standard Rob Koper, Day Griffith e XXXX, nonchà© con altri studiosi del settore che hanno confermato un'osservazione emersa nel corso della ricerca: lo standard IMS LD ha subito uno fase di †œstallo†�e la ricerca accademica si ਠorientata verso nuovi scenari di indagine. Il nostro studio ha, inoltre, rilevato (ed anche questo ਠstato confermato dagli autori dello standard) che uno degli aspetti penalizzanti dell'IMS LD ਠil non essere uno strumento user friendly che necessita, infatti, di conoscenze e competenze tecniche elevate. I nuovi inputs di ricerca ricevuti dai già  citati †œattori†� della ricerca nell'ambito del Learning Design ci hanno condotto al LDSE Project promosso dalla London University (Captitolo uno). Il Learning Design Support Environment Project ਠun progetto nato nel mondo accademico inglese al fine di implementare tools in grado di supportare docenti/progettisti nel complesso lavoro di learning design. Tale obiettivo muove le sue origini dagli studi condotti da Diana Laurillard, project manager del LDSE Project, sul processo di insegnamento-apprendimento che l'hanno condotta ad elaborare il Conversational Framework. Partendo dall'analisi dell'apprendimento elaborata da Gordon Pask che, nella sua †œConversation Theory†�, definisce il processo di apprendimento come una forma di conversazione, Diana Laurillard propone uno strumento per pensare all'apprendimento, all'insegnamento ed alla loro progettazione con l'ausilio delle tecnologie, siano esse di tipo convenzionale o digitale. Il Conversational Framework sintetizza gli elementi cardine delle principali teorie dell'apprendimento offrendo un framework pratico per la progettazione e la possibilità  di verificare la validità  di qualsiasi metodo di insegnamento o di qualsiasi tipo di tecnologia impiegata. Su queste basi teoriche si fonda il LDSE Project che si colloca nell'ambito di ricerca del Learning Design protagonista, negli ultimi decenni, di una rapida evoluzione caratterizzata dallo sviluppo di un certo numero di software tools incentrati ognuno su aspetti differenti della progettazione. Il LDSE Project pone il proprio focus sulla valutazione organica di tutti gli aspetti del learning design e lancia sul mercato della ricerca il tool Learning Designer . Il Learning Designer ਠun micro-mondo all'interno del quale il docente si colloca come un learner che esplorando e manipola le proprie progettazioni. Un sistema di Intelligenza Artificiale (AI) che colma il gap tra teoria pedagogica e tecnologia offrendo un ambiente di †œschaffold†� in grado di valorizzare la pratica riflessiva del docente e di rendere pi๠efficaci le progettazioni didattiche (Capitolo due). Nel presente lavoro di ricerca si ਠdeciso di condurre il tool fuori dalle mura accademiche sperimentandone l'uso nell'ambito della progettazione formativa aziendale, employer-provided vocational training, e ponendosi come obiettivo di verificare †œcome e perchà© l'utilizzo del LD modifica e migliora le modalità  di progettazione†�. L'indagine ISFOL (dati INDACO-CVTS) sullo stato della formazione aziendale in Italia ha messo in evidenza che le modalità  scelte dalle aziende italiane per l'erogazione dei corsi di formazione destinati ai propri dipendenti sono principalmente due: organizzazione interna ed erogazione da parte di società  di consulenza e di formazione. Le nostre unità  di analisi, selezionate secondo un criterio di rilevanza topica, sono un campione rappresentativo delle due realtà : azienda internazionale del settore IT che organizza corsi di formazione interni e consulente/docente free lance che collabora con società  di consulenza e formazione. La sperimentazione ਠstata condotta in un arco temporale di due mesi adottando come strategia di ricerca lo studio di caso multiplo (embedded case study) ed avvalendosi di tecniche di rilevamento di dati di tipo qualitativo. Dopo una fase iniziale di training i referenti si sono impegnati nell'utilizzo del tool Learning Designer nel lavoro quotidiano di progettazione (Capitolo tre). La sperimentazione ha evidenziato che l'utilizzo del tool Learning Designer ha modificato il paradigma di progettazione adottato dalle nostre Unità  di Analisi. Il paradigma iniziale era fortemente incentrato sui contenuti del percorso formativo e gli obiettivi risultato che i discenti dovevano raggiungere in termini di †œsapere†� e †œsaper fare†�; esso era carente di una meta-riflessione da parte del progettista/docente sul proprio lavoro, quindi sui propri obiettivi performance, e sul processo di apprendimento nella sua complessità . La sperimentazione ha inoltre verificato che il tool Learning Designer supporta il lavoro di progettazione formativa e si propone come strumento di riflessione e approfondimento teorico. La sua struttura user friendly permette un lavoro ricorsivo e di riflessione da parte del docente/progettista: essa fornisce, infatti, una nuova chiave di lettura della progettazione fortemente orientata al processo ed alla performance.
2014
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