Lࢠobiettivo generale del progetto di Tesi di Dottorato àƒ¨ stato identificare i caratteri principali di scenari di degrado per fenomeni da erosione idrica in ambienti collinari e montani della Regione Campania. Si propone lࢠimpiego di un approccio basato sullࢠidentificazione dei fattori di pericolositàƒ e di vulnerabilitàƒ , evidenziando per alcuni di questi i caratteri di stagionalitàƒ tipici delle zone a clima mediterraneo. Inoltre, la rappresentazione degli scenari di degrado àƒ¨ stata effettuata considerando un orizzonte temporale di medio-lungo termine, che tiene conto del fatto che il danno subito dal suolo puàƒ² essere mitigato nel tempo, grazie alle caratteristiche di resilienza del sistema. In particolare, per la definizione della pericolositàƒ sono stati considerati lࢠaggressivitàƒ della precipitazione e lࢠorografia del territorio; invece, per identificare i caratteri di vulnerabilitàƒ del sistema sono stati considerati lࢠerodibilitàƒ dei suoli, la copertura vegetale, lo spessore dei suoli e la tipologia del substrato geologico. Lࢠindice di erosivitàƒ della pioggia àƒ¨ stato stimato mettendo a punto un modello di regressione che considera i valori medi mensili delle massime piogge giornaliere ed i valori cumulati mensili; il modello tiene anche conto di una funzione periodica a due parametri che rappresenta la diversa occorrenza delle piogge intense e di breve durata nel corso dellࢠanno. Mediante unࢠanalisi geostatistica àƒ¨ stata poi effettuata una distribuzione spaziale dello stesso indice. Il fattore topografico àƒ¨ stato stimato considerando il concetto di indice topografico LS (pendenza e lunghezza libera di ruscellamento del versante) introdotto nel modello empirico USLE ed utilizzando lࢠarea contribuente specifica per la stima della lunghezza delle aree di versante. Il grado di vulnerabilitàƒ dei suoli allࢠerosione idrica àƒ¨ stato definito mediante una procedura semi-probabilistica a partire dalle informazioni presenti nei Sistemi di Terra della Campania, mentre il fattore di copertura della vegetazione àƒ¨ stato valutato a partire dalle immagini dellࢠindice di vegetazione NDVI e considerando la dinamica stagionale della stessa. Lࢠinsieme poi delle informazioni presenti sui Sistemi delle Terre della Campania e analisi condotta da interpretazione di aerofoto ha permesso la stima degli spessori dei vari sistemi di suolo e delle coperture piroclastiche presenti sui massicci carbonatici della Campania che, insieme alla descrizione della natura geolitologica dei terreni presenti e del loro grado di pedogenizzazione ha permesso di integrare ulteriormente la vulnerabilitàƒ considerando anche la resilienza del sistema. Analizzati e stimati i vari fattori, tramite lࢠimpiego di un GIS, sono state elaborate le mappe di pericolositàƒ e vulnerabilitàƒ ed àƒ¨ stata quindi redatta una mappa del degrado da erosione idrica del suolo per la Regione Campania mediante prodotto tra pericolositàƒ e vulnerabilitàƒ . Il metodo applicato àƒ¨ stato poi validato mostrando come aree diverse tra loro da un punto di vista geologico/geomorfologico, se soggette ad un evento perturbativo (incendio o un erosione profonda) riescano, nel tempo, a reagire o meno allࢠevento perturbativo ritornando in uno stato di equilibrio. Dallࢠanalisi delle mappe di pericolositàƒ , risulta che i valori piàƒ¹ elevati si raggiungono nella stagione autunnale, periodo in cui le piogge sono piàƒ¹ aggressive e per questo conferiscono una intensitàƒ maggiore ai processi di erosione e di trasporto al suolo. Dallࢠanalisi spaziale del grado di pericolositàƒ , inoltre, si evidenzia come la maggiore criticitàƒ sia distribuita soprattutto sui principali rilevi montuosi della Regione. Lࢠanalisi delle mappe di vulnerabilitàƒ , elaborate considerando due orizzonti temporali di riferimento (medio-lungo termine e lunghissimo termine), evidenzia in generale una criticitàƒ maggiore nella stagione invernale, in cui il suolo presenta un grado di copertura vegetale inferiore rispetto agli altri periodi dellࢠanno. Nel medio-lungo termine le aree piàƒ¹ vulnerabili sono quelle caratterizzate da suoli maggiormente erodibili o con spessori sottili. Analizzando, invece, lࢠorizzonte temporale a lunghissimo termine, risulta che la vulnerabilitàƒ maggiore si riscontra per le aree in cui i suoli sono poco spessi e presentano un substrato geologico con grado di pedogenizzazione molto basso (massicci carbonatici), mentre una vulnerabilitàƒ bassa si riscontra per suoli che pur essendo molto erodibili presentano un substrato molto pedogenizzabile (quello argilloso). Questࢠultimo risultato rileva, infatti, lࢠimportanza della resilienza del sistema. Tale risultato àƒ¨ confermato anche dalle mappe di degrado, che presentano una bassa criticitàƒ per le aree in cui il suoli hanno spessori notevoli o un elevato grado di pedogenizzazione del substrato. Di contro, le aree piàƒ¹ critiche risultano quelle dei principali massicci carbonatici con presenza di suoli poco spessi.
Approcci innovativi per l'identificazione del degrado per erosione idrica in ambienti agro-forestali mediterranei
2011
Abstract
Lࢠobiettivo generale del progetto di Tesi di Dottorato àƒ¨ stato identificare i caratteri principali di scenari di degrado per fenomeni da erosione idrica in ambienti collinari e montani della Regione Campania. Si propone lࢠimpiego di un approccio basato sullࢠidentificazione dei fattori di pericolositàƒ e di vulnerabilitàƒ , evidenziando per alcuni di questi i caratteri di stagionalitàƒ tipici delle zone a clima mediterraneo. Inoltre, la rappresentazione degli scenari di degrado àƒ¨ stata effettuata considerando un orizzonte temporale di medio-lungo termine, che tiene conto del fatto che il danno subito dal suolo puàƒ² essere mitigato nel tempo, grazie alle caratteristiche di resilienza del sistema. In particolare, per la definizione della pericolositàƒ sono stati considerati lࢠaggressivitàƒ della precipitazione e lࢠorografia del territorio; invece, per identificare i caratteri di vulnerabilitàƒ del sistema sono stati considerati lࢠerodibilitàƒ dei suoli, la copertura vegetale, lo spessore dei suoli e la tipologia del substrato geologico. Lࢠindice di erosivitàƒ della pioggia àƒ¨ stato stimato mettendo a punto un modello di regressione che considera i valori medi mensili delle massime piogge giornaliere ed i valori cumulati mensili; il modello tiene anche conto di una funzione periodica a due parametri che rappresenta la diversa occorrenza delle piogge intense e di breve durata nel corso dellࢠanno. Mediante unࢠanalisi geostatistica àƒ¨ stata poi effettuata una distribuzione spaziale dello stesso indice. Il fattore topografico àƒ¨ stato stimato considerando il concetto di indice topografico LS (pendenza e lunghezza libera di ruscellamento del versante) introdotto nel modello empirico USLE ed utilizzando lࢠarea contribuente specifica per la stima della lunghezza delle aree di versante. Il grado di vulnerabilitàƒ dei suoli allࢠerosione idrica àƒ¨ stato definito mediante una procedura semi-probabilistica a partire dalle informazioni presenti nei Sistemi di Terra della Campania, mentre il fattore di copertura della vegetazione àƒ¨ stato valutato a partire dalle immagini dellࢠindice di vegetazione NDVI e considerando la dinamica stagionale della stessa. Lࢠinsieme poi delle informazioni presenti sui Sistemi delle Terre della Campania e analisi condotta da interpretazione di aerofoto ha permesso la stima degli spessori dei vari sistemi di suolo e delle coperture piroclastiche presenti sui massicci carbonatici della Campania che, insieme alla descrizione della natura geolitologica dei terreni presenti e del loro grado di pedogenizzazione ha permesso di integrare ulteriormente la vulnerabilitàƒ considerando anche la resilienza del sistema. Analizzati e stimati i vari fattori, tramite lࢠimpiego di un GIS, sono state elaborate le mappe di pericolositàƒ e vulnerabilitàƒ ed àƒ¨ stata quindi redatta una mappa del degrado da erosione idrica del suolo per la Regione Campania mediante prodotto tra pericolositàƒ e vulnerabilitàƒ . Il metodo applicato àƒ¨ stato poi validato mostrando come aree diverse tra loro da un punto di vista geologico/geomorfologico, se soggette ad un evento perturbativo (incendio o un erosione profonda) riescano, nel tempo, a reagire o meno allࢠevento perturbativo ritornando in uno stato di equilibrio. Dallࢠanalisi delle mappe di pericolositàƒ , risulta che i valori piàƒ¹ elevati si raggiungono nella stagione autunnale, periodo in cui le piogge sono piàƒ¹ aggressive e per questo conferiscono una intensitàƒ maggiore ai processi di erosione e di trasporto al suolo. Dallࢠanalisi spaziale del grado di pericolositàƒ , inoltre, si evidenzia come la maggiore criticitàƒ sia distribuita soprattutto sui principali rilevi montuosi della Regione. Lࢠanalisi delle mappe di vulnerabilitàƒ , elaborate considerando due orizzonti temporali di riferimento (medio-lungo termine e lunghissimo termine), evidenzia in generale una criticitàƒ maggiore nella stagione invernale, in cui il suolo presenta un grado di copertura vegetale inferiore rispetto agli altri periodi dellࢠanno. Nel medio-lungo termine le aree piàƒ¹ vulnerabili sono quelle caratterizzate da suoli maggiormente erodibili o con spessori sottili. Analizzando, invece, lࢠorizzonte temporale a lunghissimo termine, risulta che la vulnerabilitàƒ maggiore si riscontra per le aree in cui i suoli sono poco spessi e presentano un substrato geologico con grado di pedogenizzazione molto basso (massicci carbonatici), mentre una vulnerabilitàƒ bassa si riscontra per suoli che pur essendo molto erodibili presentano un substrato molto pedogenizzabile (quello argilloso). Questࢠultimo risultato rileva, infatti, lࢠimportanza della resilienza del sistema. Tale risultato àƒ¨ confermato anche dalle mappe di degrado, che presentano una bassa criticitàƒ per le aree in cui il suoli hanno spessori notevoli o un elevato grado di pedogenizzazione del substrato. Di contro, le aree piàƒ¹ critiche risultano quelle dei principali massicci carbonatici con presenza di suoli poco spessi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/338294
URN:NBN:IT:BNCF-338294