La progressiva europeizzazione delle politiche tributarie nazionali e l'avanzare dei processi di globalizzazione delle finanze e dei mercati orientano, sempre pi๠frequentemente, l'attenzione degli studiosi verso tematiche legate all'instaurazione e al corretto funzionamento di un Mercato Unico Europeo in cui sia effettivamente assicurato il mantenimento di un regime di libera e leale concorrenza tra operatori economici. In siffatto contesto, particolare rilievo assume l'articolata disciplina sugli aiuti di Stato, nel cui ambito applicativo rientrano un numero consistente di misure, anche di natura fiscale, utilizzate dai singoli Stati membri per elevare il tasso di competitività  delle imprese domestiche e attirare investimenti o capitali stranieri, in un'ottica “protezionistica” tendenzialmente contrapposta ai principi liberistici cui ਠispirato il Mercato europeo. Per quanto tale materia sia già  stata oggetto di molteplici elaborazioni dottrinali, oltre che di una copiosa giurisprudenza europea, sembrano, nondimeno, permanere una serie di importanti criticità , legate, essenzialmente, alla procedura di controllo di competenza della Commissione ed al recupero degli aiuti fiscali illegali ed incompatibili adottati in violazione delle norme del Trattato. In quest'ottica, l'indagine condotta prende le mosse da una trattazione sintetica della nozione di aiuto di Stato rilevante in materia fiscale, come delineatasi a seguito di un cinquantennio di casistica giurisprudenziale. Esauriti i profili sostanziali, si procede nella disamina della procedura di controllo sugli aiuti di Stato, di cui all'art. 1, del Reg. (CE) n. 659/99; vengono cosଠin rilievo l'obbligo di notifica, la clausola di stand still, il principio di Deggendorf e la distinzione tra aiuti “nuovi” ed “esistenti”, tenendo particolarmente presenti le possibili evoluzioni che tale disciplina potrà  subire in funzione delle riforme prospettate dalla Commissione nella Comunicazione dello scorso 8 maggio, in cui quest'ultima ha manifestato l'intento di razionalizzare e semplificare le norme in materia, favorendo per questa via l'instaurazione di un processo decisionale pi๠rapido. Nel secondo capitolo, si passa a descrivere contenuti ed effetti dell'ordine di recupero, muovendo dalle caratteristiche della decisione negativa emessa dalla Commissione, per analizzare gli strumenti di controllo giurisdizionale predisposti dall'ordinamento europeo a tutela dei soggetti interessati dall'erogazione di aiuti in violazione dell'art. 108, n. 2 TFUE, dando, particolarmente, rilievo ai principi generali di diritto europeo emersi dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia e del Tribunale di I grado (tutela del contribuente, certezza del diritto, proporzionalità , equivalenza ed effettività ). Da ultimo, si analizza il tema delle controversie sul recupero, soffermandosi sui problemi emergenti in punto di tenuta dei sistemi giurisdizionali nazionali e sui meccanismi di collaborazione fra giudici interni ed europei. Alla stessa stregua, viene definito il ruolo del giudice tributario, distinguendone le competenze “preventive” e “successive” alla decisione di recupero e sottolineando i vincoli a cui quest'ultimo ਠsottoposto, in virt๠del primato del diritto europeo, da cui discende l'obbligo di disapplicare la norma interna incompatibile. A conclusione dell'indagine vengono svolte alcune note in tema di recupero degli aiuti erogati a favore delle imprese colpite da calamità  naturali. Il possibile esito negativo dell'indagine aperta dalla Commissione per capire se le agevolazioni fiscali e previdenziali introdotte dall'Italia a favore delle imprese delle zone colpite da calamità  naturali †" principalmente terremoti e inondazioni †" rispettano la normativa dell'Unione sugli aiuti di Stato sembra, invero, particolarmente interessante e potrebbe rappresentare, in futuro, un vero e proprio leading case in materia attenendo l'ordine rivolto dall'Esecutivo europeo ad un settore, come quello delle calamità  naturali, generalmente considerato in deroga.

LE PROCEDURE DI RECUPERO DEGLI AIUTI DI STATO IN MATERIA FISCALE

2013

Abstract

La progressiva europeizzazione delle politiche tributarie nazionali e l'avanzare dei processi di globalizzazione delle finanze e dei mercati orientano, sempre pi๠frequentemente, l'attenzione degli studiosi verso tematiche legate all'instaurazione e al corretto funzionamento di un Mercato Unico Europeo in cui sia effettivamente assicurato il mantenimento di un regime di libera e leale concorrenza tra operatori economici. In siffatto contesto, particolare rilievo assume l'articolata disciplina sugli aiuti di Stato, nel cui ambito applicativo rientrano un numero consistente di misure, anche di natura fiscale, utilizzate dai singoli Stati membri per elevare il tasso di competitività  delle imprese domestiche e attirare investimenti o capitali stranieri, in un'ottica “protezionistica” tendenzialmente contrapposta ai principi liberistici cui ਠispirato il Mercato europeo. Per quanto tale materia sia già  stata oggetto di molteplici elaborazioni dottrinali, oltre che di una copiosa giurisprudenza europea, sembrano, nondimeno, permanere una serie di importanti criticità , legate, essenzialmente, alla procedura di controllo di competenza della Commissione ed al recupero degli aiuti fiscali illegali ed incompatibili adottati in violazione delle norme del Trattato. In quest'ottica, l'indagine condotta prende le mosse da una trattazione sintetica della nozione di aiuto di Stato rilevante in materia fiscale, come delineatasi a seguito di un cinquantennio di casistica giurisprudenziale. Esauriti i profili sostanziali, si procede nella disamina della procedura di controllo sugli aiuti di Stato, di cui all'art. 1, del Reg. (CE) n. 659/99; vengono cosଠin rilievo l'obbligo di notifica, la clausola di stand still, il principio di Deggendorf e la distinzione tra aiuti “nuovi” ed “esistenti”, tenendo particolarmente presenti le possibili evoluzioni che tale disciplina potrà  subire in funzione delle riforme prospettate dalla Commissione nella Comunicazione dello scorso 8 maggio, in cui quest'ultima ha manifestato l'intento di razionalizzare e semplificare le norme in materia, favorendo per questa via l'instaurazione di un processo decisionale pi๠rapido. Nel secondo capitolo, si passa a descrivere contenuti ed effetti dell'ordine di recupero, muovendo dalle caratteristiche della decisione negativa emessa dalla Commissione, per analizzare gli strumenti di controllo giurisdizionale predisposti dall'ordinamento europeo a tutela dei soggetti interessati dall'erogazione di aiuti in violazione dell'art. 108, n. 2 TFUE, dando, particolarmente, rilievo ai principi generali di diritto europeo emersi dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia e del Tribunale di I grado (tutela del contribuente, certezza del diritto, proporzionalità , equivalenza ed effettività ). Da ultimo, si analizza il tema delle controversie sul recupero, soffermandosi sui problemi emergenti in punto di tenuta dei sistemi giurisdizionali nazionali e sui meccanismi di collaborazione fra giudici interni ed europei. Alla stessa stregua, viene definito il ruolo del giudice tributario, distinguendone le competenze “preventive” e “successive” alla decisione di recupero e sottolineando i vincoli a cui quest'ultimo ਠsottoposto, in virt๠del primato del diritto europeo, da cui discende l'obbligo di disapplicare la norma interna incompatibile. A conclusione dell'indagine vengono svolte alcune note in tema di recupero degli aiuti erogati a favore delle imprese colpite da calamità  naturali. Il possibile esito negativo dell'indagine aperta dalla Commissione per capire se le agevolazioni fiscali e previdenziali introdotte dall'Italia a favore delle imprese delle zone colpite da calamità  naturali †" principalmente terremoti e inondazioni †" rispettano la normativa dell'Unione sugli aiuti di Stato sembra, invero, particolarmente interessante e potrebbe rappresentare, in futuro, un vero e proprio leading case in materia attenendo l'ordine rivolto dall'Esecutivo europeo ad un settore, come quello delle calamità  naturali, generalmente considerato in deroga.
2013
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