Il progetto di ricerca àƒ¨ finalizzato alla valutazione di eventuali interazioni tra lࢠesposizione ad agenti chimici e a stress termici sul sistema cardiovascolari in lavoratori addetti alla fabbricazione e/o trasformazione del vetro. Il razionale della ricerca scaturisce dal riscontro frequente di patologie degenerative cardiovascolari, soprattutto ipertensione e cardiopatia ischemica nei lavoratori del settore considerato dipendenti dal carico fisico connesso con questo tipo di attivitàƒ . àƒ probabile che lo stress fisico sia conseguente non solo agli sforzi contro resistenza richiesti dallࢠattivitàƒ , ma anche al fatto che il lavoro si svolge, per il maggior numero delle mansioni, in condizioni microclimatiche avverse per eccesso di calore. Allo stesso tempo numerosi agenti chimici presenti nelle paste di vetro sono stati singolarmente studiati come responsabili di danni cardiovascolari con meccanismo diretto. Lo scopo dello studio àƒ¨ volto a chiarire se la manipolazione di sostanza tossiche e l'esposizione a stress termici possano rappresentare un serio rischio per le ࢠperfomanceࢠcardiovascolari dei lavoratori esposti e quali possano essere le misure di prevenzione da adottare. E' stata eseguita la valutazione dei rischi, in modo da identificare tutte le sostanze chimiche adoperate, le quantitàƒ , i luoghi e le procedure di utilizzo. Si àƒ¨ potuto evidenziare che le sostanze tossiche per le quali vi àƒ¨ una maggiore esposizione dei lavoratori sono rappresentate da: monossido di carbonio, metalli, coloranti e solventi vari. Inoltre, sono stati valutati i tempi di esposizione alle alte temperature cui sono sottoposte le categorie di lavoratori dei fonditori, dei sottofonditori e dei levatori. Eࢠstato, infine, predisposto il monitoraggio biologico delle sostanze identificate. Dallࢠelaborazione dei dati àƒ¨ emersa una correlazione significativa tra i fattori di rischio fisico considerati e lࢠaumento di patologie cardiovascolari. In particolare, i fonditori, i levatori e i soffiatori, che, come àƒ¨ stato riportato in precedenza, sono esposti ad agenti chimici potenzialmente dannosi per lࢠapparato cardiovascolare e a condizioni ambientali avverse, hanno fatto registrare una maggiore prevalenza di patologie cardiovascolari rispetto alla popolazione generale. Non àƒ¨ risultata, invece, alcuna correlazione statisticamente significativa tra i fattori del rischio chimico riscontrati nelle lavorazioni a freddo e la prevalenza delle patologie cardiovascolari: i decoratori, che sono professionalmente esposti ai metalli pesanti presenti nelle vernici, non sono stati interessati da un rischio per lࢠapparato cardiovascolare maggiore rispetto alla popolazione generale. In conclusione, si puàƒ² evincere che nella produzione artigianale del vetro le patologie cardiovascolari sono maggiormente correlabili agli stress di natura fisica, quali il lavoro energeticamente dispendioso e lࢠinsulto termico, mentre i dati raccolti non hanno consentito di concludere a favore di una stretta correlazione con i rischi di natura chimica. Alla luce dei risultati ottenuti, che hanno dimostrato sia un eccesso di patologia cardiovascolare, sia una correlazione tra esse e lo stress fisico proprio del modo organizzativo dellࢠattivitàƒ , appare opportuno che la produzione artigianale del vetro sia inserita tra le attivitàƒ usuranti, alla stregua di altre tipologie di lavoro giàƒ classificate con la stessa denominazione. Sarebbe auspicabile, comunque, una campagna di promozione della salute e soprattutto nella prevenzione delle cosiddette malattie non trasmissibili, onde migliorare i livelli di benessere.
Interazione tra il rischio chimico e lo stress termico in una azienda del vetro: effetti sull'apparato cardiovascolare.
2011
Abstract
Il progetto di ricerca àƒ¨ finalizzato alla valutazione di eventuali interazioni tra lࢠesposizione ad agenti chimici e a stress termici sul sistema cardiovascolari in lavoratori addetti alla fabbricazione e/o trasformazione del vetro. Il razionale della ricerca scaturisce dal riscontro frequente di patologie degenerative cardiovascolari, soprattutto ipertensione e cardiopatia ischemica nei lavoratori del settore considerato dipendenti dal carico fisico connesso con questo tipo di attivitàƒ . àƒ probabile che lo stress fisico sia conseguente non solo agli sforzi contro resistenza richiesti dallࢠattivitàƒ , ma anche al fatto che il lavoro si svolge, per il maggior numero delle mansioni, in condizioni microclimatiche avverse per eccesso di calore. Allo stesso tempo numerosi agenti chimici presenti nelle paste di vetro sono stati singolarmente studiati come responsabili di danni cardiovascolari con meccanismo diretto. Lo scopo dello studio àƒ¨ volto a chiarire se la manipolazione di sostanza tossiche e l'esposizione a stress termici possano rappresentare un serio rischio per le ࢠperfomanceࢠcardiovascolari dei lavoratori esposti e quali possano essere le misure di prevenzione da adottare. E' stata eseguita la valutazione dei rischi, in modo da identificare tutte le sostanze chimiche adoperate, le quantitàƒ , i luoghi e le procedure di utilizzo. Si àƒ¨ potuto evidenziare che le sostanze tossiche per le quali vi àƒ¨ una maggiore esposizione dei lavoratori sono rappresentate da: monossido di carbonio, metalli, coloranti e solventi vari. Inoltre, sono stati valutati i tempi di esposizione alle alte temperature cui sono sottoposte le categorie di lavoratori dei fonditori, dei sottofonditori e dei levatori. Eࢠstato, infine, predisposto il monitoraggio biologico delle sostanze identificate. Dallࢠelaborazione dei dati àƒ¨ emersa una correlazione significativa tra i fattori di rischio fisico considerati e lࢠaumento di patologie cardiovascolari. In particolare, i fonditori, i levatori e i soffiatori, che, come àƒ¨ stato riportato in precedenza, sono esposti ad agenti chimici potenzialmente dannosi per lࢠapparato cardiovascolare e a condizioni ambientali avverse, hanno fatto registrare una maggiore prevalenza di patologie cardiovascolari rispetto alla popolazione generale. Non àƒ¨ risultata, invece, alcuna correlazione statisticamente significativa tra i fattori del rischio chimico riscontrati nelle lavorazioni a freddo e la prevalenza delle patologie cardiovascolari: i decoratori, che sono professionalmente esposti ai metalli pesanti presenti nelle vernici, non sono stati interessati da un rischio per lࢠapparato cardiovascolare maggiore rispetto alla popolazione generale. In conclusione, si puàƒ² evincere che nella produzione artigianale del vetro le patologie cardiovascolari sono maggiormente correlabili agli stress di natura fisica, quali il lavoro energeticamente dispendioso e lࢠinsulto termico, mentre i dati raccolti non hanno consentito di concludere a favore di una stretta correlazione con i rischi di natura chimica. Alla luce dei risultati ottenuti, che hanno dimostrato sia un eccesso di patologia cardiovascolare, sia una correlazione tra esse e lo stress fisico proprio del modo organizzativo dellࢠattivitàƒ , appare opportuno che la produzione artigianale del vetro sia inserita tra le attivitàƒ usuranti, alla stregua di altre tipologie di lavoro giàƒ classificate con la stessa denominazione. Sarebbe auspicabile, comunque, una campagna di promozione della salute e soprattutto nella prevenzione delle cosiddette malattie non trasmissibili, onde migliorare i livelli di benessere.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi_dottorato_dott._R._Grimaldi.pdf
accesso solo da BNCF e BNCR
Tipologia:
Altro materiale allegato
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
130.73 kB
Formato
Adobe PDF
|
130.73 kB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/338429
URN:NBN:IT:BNCF-338429