Introduzione:Negli ultimi cinquanta anni vi sono state notevoli innovazioni e miglioramenti nelle tecniche cardiochirurgiche nell'ambito delle cardiopatie congenite. Cio' che ਠrisultato essere un'idea vincente per quel che concerne i cuori anatomicamente o funzionamente univentricolari ਠstata quella di affrontare gli interventi palliativi basandosi sulla tecnica della palliazione a stadi. Il secondo stadio di palliazione ਠrappresentato dall'intervento di anastomosi cavo polmonare bidirezionale (BCPA), ovvero, dopo aver bilancito i flussi sistemico e polmonare con le tecniche di palli azione neonatale, il secondo obiettivo ਠseparare parzialmente la circolazione polmonare da quella sistemica. Da diversi anni si sta valutando il ruolo del flusso accessorio nell'ambito della BCPA. Scopo dello studio: comparare l'outcome a breve, medio e lungo termine dei pazienti sottoposti ad intervento di Glenn bidirezionale senza e con flusso accessorio. Rsultati:La presenza di un flusso accessorio non comporta un incremento di rischio di mortalità e morbilità ne' l'aumento dei tempi di recupero post-operatori; i dati dello studio mostrano che il flusso accessorio comporta dei vantaggi in termini di saturazione di Ossigeno, prevenzione delle fistole arterovenose polmonari, crescita delle arterie polmonari e prolungamento del tempo “libero da Fontan”. Conclusioni:L'anastomosi cavo polmonare bidirezionale rappresenta uno stadio intermedio fondamentale nell'iter chirurgico palliativo dei pazienti affetti da cuore uni ventricolare e si conferma un intervento a ridotta mortalità e morbilità . La presenza di un flusso accessorio comporta notevoli vantaggi, tuttavia questi dati, per quanto forniscano indicazioni interessanti, vanno confermati da studi possibilmente multicentrici ed i reali vantaggi sono ancora tutti da dimostrare
CUORE UNIVENTRICOLARE E FLUSSO ANTEROGRADO: OUTCOME DEI PAZIENTI SOTTOPOSTI AD INTERVENTO PALLIATIVO DI GLENN BIDIREZIONALE
2013
Abstract
Introduzione:Negli ultimi cinquanta anni vi sono state notevoli innovazioni e miglioramenti nelle tecniche cardiochirurgiche nell'ambito delle cardiopatie congenite. Cio' che ਠrisultato essere un'idea vincente per quel che concerne i cuori anatomicamente o funzionamente univentricolari ਠstata quella di affrontare gli interventi palliativi basandosi sulla tecnica della palliazione a stadi. Il secondo stadio di palliazione ਠrappresentato dall'intervento di anastomosi cavo polmonare bidirezionale (BCPA), ovvero, dopo aver bilancito i flussi sistemico e polmonare con le tecniche di palli azione neonatale, il secondo obiettivo ਠseparare parzialmente la circolazione polmonare da quella sistemica. Da diversi anni si sta valutando il ruolo del flusso accessorio nell'ambito della BCPA. Scopo dello studio: comparare l'outcome a breve, medio e lungo termine dei pazienti sottoposti ad intervento di Glenn bidirezionale senza e con flusso accessorio. Rsultati:La presenza di un flusso accessorio non comporta un incremento di rischio di mortalità e morbilità ne' l'aumento dei tempi di recupero post-operatori; i dati dello studio mostrano che il flusso accessorio comporta dei vantaggi in termini di saturazione di Ossigeno, prevenzione delle fistole arterovenose polmonari, crescita delle arterie polmonari e prolungamento del tempo “libero da Fontan”. Conclusioni:L'anastomosi cavo polmonare bidirezionale rappresenta uno stadio intermedio fondamentale nell'iter chirurgico palliativo dei pazienti affetti da cuore uni ventricolare e si conferma un intervento a ridotta mortalità e morbilità . La presenza di un flusso accessorio comporta notevoli vantaggi, tuttavia questi dati, per quanto forniscano indicazioni interessanti, vanno confermati da studi possibilmente multicentrici ed i reali vantaggi sono ancora tutti da dimostrare| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/338464
URN:NBN:IT:BNCF-338464