La scienza della conservazione si ਠmolto sviluppata dalla fine degli anni †˜60, a seguito delle alluvioni che colpirono Firenze e Venezia danneggiando, talvolta irreparabilmente, il patrimonio storico-artistico di queste due meravigliose città d'arte. Da allora il problema della conservazione dei beni culturali ਠstato sempre pi๠sentito, se non altro perchà© alcune cause di degrado legate alle attività antropiche, quali l'inquinamento dell'aria, sono sempre pi๠presenti; da tutto ciಠਠscaturito un dibattito che ha interessato ed interessa fortemente la ricerca scientifica, specificamente quella applicata. Tale interesse ਠdovuto, in parte, anche all'affermarsi delle strategie di conservazione preventiva, la cui caratteristica multidisciplinare coinvolge attivamente il settore fisico-tecnico, in particolare per quanto riguarda il controllo di quei parametri (temperatura e umidità relativa dell'aria, inquinamento, radiazione luminosa) che influenzano i fenomeni di degrado dei manufatti. Infatti, ਠormai noto che una corretta conservazione dei beni culturali in ambito museale non puಠprescindere dal controllo dei parametri termoigrometrici, in termini di valori assoluti e gradienti temporali e spaziali, della qualità dell'aria, di presenza di inquinanti gassosi e di particolati, oltre che di inquinanti biologici, e dei livelli di esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, nel campo del visibile, dell'IR e dell'UV. In Italia, in particolare, dove spesso i beni sono conservati all'interno di edifici storici, bisogna porre molta attenzione anche alle problematiche relative all'involucro, quali per esempio la presenza di umidità da risalita. Gli obiettivi della ricerca individuati all'inizio del triennio erano molteplici e sono stati tutti praticamente raggiunti: innanzitutto, si voleva mettere a punto lo stato dell'arte sulla conservazione; quindi ci si proponeva di collaborare ai lavori dell'UNI nel settore; infine, si intendeva affrontare nello specifico il problema della conservazione in macro e microambienti. I risultati raggiunti sono esposti in questo lavoro di tesi, che vede un primo capitolo dedicato alla conservazione, nel quale, tra l'altro, sono riportati i contenuti della "Carta nazionale delle professionalità museali", promossa dalla Conferenza Permanente delle Associazioni Museali italiane e recentemente approvata. Il secondo capitolo ਠdedicato allo studio del microclima, in termini di parametri termoigrometrici e di presenza di contaminanti, in ambiente museale; in questo capitolo ਠpresentata una proposta originale di protocollo per la valutazione delle condizioni microclimatiche, testato nei Musei Archeologici Nazionali di Napoli e Paestum, dove sono state effettuate campagne di misura. Il terzo capitolo affronta la problematica delle vetrine museale, particolari microambienti all'interno dei quali il controllo delle variabili termoigrometriche e della presenza di inquinanti ਠparticolarmente complesso, se non altro a causa dei piccoli volumi messi in gioco; grande attenzione ਠstata posta alla valutazione delle prestazioni di tenuta delle vetrine, che costituiscono l'oggetto del quarto capitolo, nel quale sono riportati i risultati di prove effettuate in campo e in laboratorio su vetrine esistenti. In realtà , va detto che tali prove sono ancora in corso, in quanto solo recentemente ਠstato possibile realizzare una vetrina strumentata ad hoc. L'ultimo capitolo riguarda l'analisi della normativa, nazionale e internazionale, del settore; oltre all'elenco dettagliato di tutte i documenti normativi reperiti (leggi, decreti, standard, codici, linee guida, raccomandazioni e quant'altro), vengono esaminate e discusse le norme UNI attualmente in vigore, due delle quali pubblicate negli ultimi due anni.
Condizioni microclimatiche e di qualità dell'aria negli ambienti museali
2006
Abstract
La scienza della conservazione si ਠmolto sviluppata dalla fine degli anni †˜60, a seguito delle alluvioni che colpirono Firenze e Venezia danneggiando, talvolta irreparabilmente, il patrimonio storico-artistico di queste due meravigliose città d'arte. Da allora il problema della conservazione dei beni culturali ਠstato sempre pi๠sentito, se non altro perchà© alcune cause di degrado legate alle attività antropiche, quali l'inquinamento dell'aria, sono sempre pi๠presenti; da tutto ciಠਠscaturito un dibattito che ha interessato ed interessa fortemente la ricerca scientifica, specificamente quella applicata. Tale interesse ਠdovuto, in parte, anche all'affermarsi delle strategie di conservazione preventiva, la cui caratteristica multidisciplinare coinvolge attivamente il settore fisico-tecnico, in particolare per quanto riguarda il controllo di quei parametri (temperatura e umidità relativa dell'aria, inquinamento, radiazione luminosa) che influenzano i fenomeni di degrado dei manufatti. Infatti, ਠormai noto che una corretta conservazione dei beni culturali in ambito museale non puಠprescindere dal controllo dei parametri termoigrometrici, in termini di valori assoluti e gradienti temporali e spaziali, della qualità dell'aria, di presenza di inquinanti gassosi e di particolati, oltre che di inquinanti biologici, e dei livelli di esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, nel campo del visibile, dell'IR e dell'UV. In Italia, in particolare, dove spesso i beni sono conservati all'interno di edifici storici, bisogna porre molta attenzione anche alle problematiche relative all'involucro, quali per esempio la presenza di umidità da risalita. Gli obiettivi della ricerca individuati all'inizio del triennio erano molteplici e sono stati tutti praticamente raggiunti: innanzitutto, si voleva mettere a punto lo stato dell'arte sulla conservazione; quindi ci si proponeva di collaborare ai lavori dell'UNI nel settore; infine, si intendeva affrontare nello specifico il problema della conservazione in macro e microambienti. I risultati raggiunti sono esposti in questo lavoro di tesi, che vede un primo capitolo dedicato alla conservazione, nel quale, tra l'altro, sono riportati i contenuti della "Carta nazionale delle professionalità museali", promossa dalla Conferenza Permanente delle Associazioni Museali italiane e recentemente approvata. Il secondo capitolo ਠdedicato allo studio del microclima, in termini di parametri termoigrometrici e di presenza di contaminanti, in ambiente museale; in questo capitolo ਠpresentata una proposta originale di protocollo per la valutazione delle condizioni microclimatiche, testato nei Musei Archeologici Nazionali di Napoli e Paestum, dove sono state effettuate campagne di misura. Il terzo capitolo affronta la problematica delle vetrine museale, particolari microambienti all'interno dei quali il controllo delle variabili termoigrometriche e della presenza di inquinanti ਠparticolarmente complesso, se non altro a causa dei piccoli volumi messi in gioco; grande attenzione ਠstata posta alla valutazione delle prestazioni di tenuta delle vetrine, che costituiscono l'oggetto del quarto capitolo, nel quale sono riportati i risultati di prove effettuate in campo e in laboratorio su vetrine esistenti. In realtà , va detto che tali prove sono ancora in corso, in quanto solo recentemente ਠstato possibile realizzare una vetrina strumentata ad hoc. L'ultimo capitolo riguarda l'analisi della normativa, nazionale e internazionale, del settore; oltre all'elenco dettagliato di tutte i documenti normativi reperiti (leggi, decreti, standard, codici, linee guida, raccomandazioni e quant'altro), vengono esaminate e discusse le norme UNI attualmente in vigore, due delle quali pubblicate negli ultimi due anni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/338498
URN:NBN:IT:BNCF-338498