Negli ultimi decenni le molteplici problematiche connesse ai rischi naturali, in particolare quelle relative alle catastrofi idrogeologiche, sono state oggetto di crescente interesse da parte non solo della comunitàƒ scientifica ma anche delle pubbliche amministrazioni competenti. In conseguenza dellࢠalto impatto causato da tali fenomeni ed in seguito a tragici eventi, si àƒ¨ dato avvio ad unࢠanalisi conoscitiva di rischio su tutto il territorio nazionale con lo scopo di giungere ad una sua mitigazione attraverso azioni di prevenzione e previsione. Il presente lavoro di tesi, che si inserisce in questo contesto, riguarda l'analisi delle problematiche connesse ad eventi alluvionali in zona costiera e si suddivide in sei sezioni principali relative ad analisi di rischio attuale e potenziale. Le metodologie e i modelli descritti sono stati sviluppati e applicati alla zona costiera di Vietri sul Mare in riferimento all'alluvione dell'ottobre 1954 e si inseriscono in un ampio lavoro di ricerca, effettuato nel corso dei tre anni di dottorato in collaborazione con lࢠIstituto per lࢠAmbiente marino Costiero IAMC e la Facoltàƒ di Ingegneria della II Universitàƒ di Napoli. Nella parte introduttiva àƒ¨ illustrata lࢠimportanza di un'analisi scientifica approfondita delle condizioni di rischio delle zone costiere italiane con l'intento di elaborare modelli numerici e sperimentali che ne permettano la prevenzione e la mitigazione. A questo proposito, vengono introdotti e illustrati i concetti fondamentale per la trattazione: il rischio, il pericolo e il danno in relazione ad eventi naturali calamitosi. Per molto tempo, lࢠapproccio tradizionale al problema si àƒ¨ basato su una valutazione ex-post del danno prodotto a seguito di eventi reali (danno attuale). Tale metodo, basato sullࢠesame e registrazione delle conseguenze dellࢠinondazione dopo lࢠevento, presenta tuttavia vari limiti. Infatti la registrazione accurata dei danni a posteriori àƒ¨ difficoltosa e soggettiva. Inoltre, la valutazione di misure per la mitigazione della piena non àƒ¨ normalmente possibile valutando un singolo evento, essendo esclusa la possibilitàƒ di produrre dati per progetti che prevedano protezione da eventi di maggiore entitàƒ . Negli ultimi anni, si àƒ¨ andata quindi affermando lࢠesigenza di una valutazione ex-ante dei danni, basata cioàƒ¨ sul valore atteso del danno (danno potenziale) per eventi di assegnata probabilitàƒ di accadimento, che sia di supporto alla fase decisionale in numerosi campi applicativi, dalla pianificazione territoriale, alla protezione civile fino alla progettazione di misure strutturali di mitigazione. Tale metodologia non fa affidamento sulla necessitàƒ di un evento calamitoso ed àƒ¨ quindi applicabile in maniera generale a qualsiasi area, incluse quelle in cui lࢠevento non àƒ¨ mai avvenuto. Lࢠanalisi ex-post àƒ¨ comunque necessaria per lࢠassunzione di dati sotto forma di dati standard. Alla luce dei concetti introdotti, si illustrano i possibili approcci individuati e sviluppati in collaborazione nel corso del dottorato di ricerca per lo studio di un fenomeno di questo tipo (storico-archivistico, geologico-geofisico, idrologico-idraulico sia numerico che sperimentale). LࢠAnalisi ex post (danno attuale) comprende: La parte relativa alla ricostruzione dell'evento alluvionale tramite rilievi geologici della fascia costiera con informazioni riguardanti i settori emersi e le prospicienti aree marine. Eࢠquindi illustrata la metodologia per lࢠutilizzo delle indagini effettuate a terra al fine di ricostruire dettagliatamente i caratteri geologici strutturali del substrato e delle relative coperture recenti e dei rilievi nellࢠoffshore per ricostruire la sequenza deposizionale presente nelle aree marine. Ciàƒ² àƒ¨ stato possibile, nel caso di studio realizzato e illustrato in seguito, grazie a metodologie geofisiche (sismoacustici, batimetrici e sidescan sonar) e prelievi di campioni di fondo e sottofondo. Tale approccio integrato consente di tracciare lࢠevento alluvionale nelle zone di offshore attraverso il riconoscimento dei depositi e strutture ricollegabili a flussi iperpicnali la cui origine risiede nel materiale alluvionale recapitato alla foce. La parte di analisi sistematica delle fonti storiche nella quale vengono illustrate le tecniche utilizzate per il trattamento dei dati storici provenienti da diverse fonti: tecnico ࢠscientifiche, monografie, notizie di quotidiani, periodici, provvedimenti legislativi, atti amministrativi, testimonianze dirette e fonti fotografiche provenienti da collezioni pubbliche e private, la cui analisi ha consentito la ricostruzione della dinamica degli eventi storici in relazione ai danni prodotti ed agli effetti sul territorio. Per la raccolta dati, generalmente successiva ad una fase di catalogazione ed archiviazione (definizione di schede di censimento, ecc.), àƒ¨ stata sviluppato un database su supporto informatico, in maniera tale da rendere facile la gestione, la consultazione e lࢠaggiornamento dei dati e da consentire un rapido confronto con i risultati di nuovi rilievi svolti contestualmente allo studio presente. La banca dati àƒ¨ formata mediante apposito modello organizzativo per la sua gestione e impiega metodologie informatizzate di archiviazione e organizzazione. Parallelamente si àƒ¨ messa a punto una tecnica per la costruzione di un database relazionale legato ad una base cartografica georeferenziata, sulla base di uno studio dettagliato del territorio dal punto di vista della destinazione d'uso e della pianificazione. I risultati relativi allࢠanalisi ex post sono utilizzati per tarare i modelli numerici necessari allࢠanalisi ex ante (danno potenziale). In questo contesto si àƒ¨ dato rilievo ad una parte relativa al rischio idraulico ࢠidrologico con modello idrologico di tipo afflussi-deflussi per la simulazione dell'idrogramma di piena. Lࢠanalisi idrologica àƒ¨ finalizzata alla valutazione delle portate di piena di assegnata probabilitàƒ di accadimento (sintetizzata nel parametro tempo di ritorno), indispensabili ai fini della modellazione idraulica per la valutazione degli effetti sul territorio di eventi esondativi.. L'analisi idraulica àƒ¨ finalizzata alla valutazione dei valori del tirante idrico corrispondente alle portate di assegnata probabilitàƒ di accadimento e, piàƒ¹ in dettaglio, ad una descrizione accurata del campo di flusso, mediante perimetrazione delle aree inondabili. Lࢠanalisi deve quindi fornire indicazioni circa la compatibilitàƒ idraulica delle sezioni naturali o artificiali e lࢠentitàƒ dei fenomeni di esondazione conseguenti alle portate di riferimento Le grandezze necessarie per descrivere lࢠintensitàƒ di piena e i danni da questa direttamente provocati sui beni materiali presenti sono molteplici: altezza locale massima raggiunta dallࢠacqua, velocitàƒ locale, erosione, trasporto e deposizione di materiale solido, rapiditàƒ di comparsa del fenomeno, sua durata e momento in cui si verifica, particolaritàƒ delle situazioni locali e delle circostanze che possono aumentare o diminuire anche considerevolmente i danni (efficacia di sistemi approntati, possibilitàƒ di spostare materiali o mezzi, ecc.). Allo stato attuale delle conoscenze risulta tuttavia molto difficile stimare in modo attendibile tutti questi dati, come resta difficile stimare il valore economico dei beni e la loro percentuale di danneggiamento e addirittura impossibile prevedere, se non in modo generico, le circostanze ed i periodi di accadimento delle piene. Viene pertanto assunto che sia possibile utilizzare una sola grandezza (quella maggiormente significativa) per descrivere lࢠintensitàƒ di una piena. Tipicamente una grandezza che puàƒ² essere utilizzata àƒ¨ la profonditàƒ massima localmente raggiunta dallࢠacqua. Questa semplificazione presenta certamente dei limiti, ma consente la realizzazione di una procedura applicabile e relativamente poco onerosa per stabilire la danneggiabilitàƒ degli oggetti presenti sul territorio.
Analisi di rischio idrogeologico in area costiera
2006
Abstract
Negli ultimi decenni le molteplici problematiche connesse ai rischi naturali, in particolare quelle relative alle catastrofi idrogeologiche, sono state oggetto di crescente interesse da parte non solo della comunitàƒ scientifica ma anche delle pubbliche amministrazioni competenti. In conseguenza dellࢠalto impatto causato da tali fenomeni ed in seguito a tragici eventi, si àƒ¨ dato avvio ad unࢠanalisi conoscitiva di rischio su tutto il territorio nazionale con lo scopo di giungere ad una sua mitigazione attraverso azioni di prevenzione e previsione. Il presente lavoro di tesi, che si inserisce in questo contesto, riguarda l'analisi delle problematiche connesse ad eventi alluvionali in zona costiera e si suddivide in sei sezioni principali relative ad analisi di rischio attuale e potenziale. Le metodologie e i modelli descritti sono stati sviluppati e applicati alla zona costiera di Vietri sul Mare in riferimento all'alluvione dell'ottobre 1954 e si inseriscono in un ampio lavoro di ricerca, effettuato nel corso dei tre anni di dottorato in collaborazione con lࢠIstituto per lࢠAmbiente marino Costiero IAMC e la Facoltàƒ di Ingegneria della II Universitàƒ di Napoli. Nella parte introduttiva àƒ¨ illustrata lࢠimportanza di un'analisi scientifica approfondita delle condizioni di rischio delle zone costiere italiane con l'intento di elaborare modelli numerici e sperimentali che ne permettano la prevenzione e la mitigazione. A questo proposito, vengono introdotti e illustrati i concetti fondamentale per la trattazione: il rischio, il pericolo e il danno in relazione ad eventi naturali calamitosi. Per molto tempo, lࢠapproccio tradizionale al problema si àƒ¨ basato su una valutazione ex-post del danno prodotto a seguito di eventi reali (danno attuale). Tale metodo, basato sullࢠesame e registrazione delle conseguenze dellࢠinondazione dopo lࢠevento, presenta tuttavia vari limiti. Infatti la registrazione accurata dei danni a posteriori àƒ¨ difficoltosa e soggettiva. Inoltre, la valutazione di misure per la mitigazione della piena non àƒ¨ normalmente possibile valutando un singolo evento, essendo esclusa la possibilitàƒ di produrre dati per progetti che prevedano protezione da eventi di maggiore entitàƒ . Negli ultimi anni, si àƒ¨ andata quindi affermando lࢠesigenza di una valutazione ex-ante dei danni, basata cioàƒ¨ sul valore atteso del danno (danno potenziale) per eventi di assegnata probabilitàƒ di accadimento, che sia di supporto alla fase decisionale in numerosi campi applicativi, dalla pianificazione territoriale, alla protezione civile fino alla progettazione di misure strutturali di mitigazione. Tale metodologia non fa affidamento sulla necessitàƒ di un evento calamitoso ed àƒ¨ quindi applicabile in maniera generale a qualsiasi area, incluse quelle in cui lࢠevento non àƒ¨ mai avvenuto. Lࢠanalisi ex-post àƒ¨ comunque necessaria per lࢠassunzione di dati sotto forma di dati standard. Alla luce dei concetti introdotti, si illustrano i possibili approcci individuati e sviluppati in collaborazione nel corso del dottorato di ricerca per lo studio di un fenomeno di questo tipo (storico-archivistico, geologico-geofisico, idrologico-idraulico sia numerico che sperimentale). LࢠAnalisi ex post (danno attuale) comprende: La parte relativa alla ricostruzione dell'evento alluvionale tramite rilievi geologici della fascia costiera con informazioni riguardanti i settori emersi e le prospicienti aree marine. Eࢠquindi illustrata la metodologia per lࢠutilizzo delle indagini effettuate a terra al fine di ricostruire dettagliatamente i caratteri geologici strutturali del substrato e delle relative coperture recenti e dei rilievi nellࢠoffshore per ricostruire la sequenza deposizionale presente nelle aree marine. Ciàƒ² àƒ¨ stato possibile, nel caso di studio realizzato e illustrato in seguito, grazie a metodologie geofisiche (sismoacustici, batimetrici e sidescan sonar) e prelievi di campioni di fondo e sottofondo. Tale approccio integrato consente di tracciare lࢠevento alluvionale nelle zone di offshore attraverso il riconoscimento dei depositi e strutture ricollegabili a flussi iperpicnali la cui origine risiede nel materiale alluvionale recapitato alla foce. La parte di analisi sistematica delle fonti storiche nella quale vengono illustrate le tecniche utilizzate per il trattamento dei dati storici provenienti da diverse fonti: tecnico ࢠscientifiche, monografie, notizie di quotidiani, periodici, provvedimenti legislativi, atti amministrativi, testimonianze dirette e fonti fotografiche provenienti da collezioni pubbliche e private, la cui analisi ha consentito la ricostruzione della dinamica degli eventi storici in relazione ai danni prodotti ed agli effetti sul territorio. Per la raccolta dati, generalmente successiva ad una fase di catalogazione ed archiviazione (definizione di schede di censimento, ecc.), àƒ¨ stata sviluppato un database su supporto informatico, in maniera tale da rendere facile la gestione, la consultazione e lࢠaggiornamento dei dati e da consentire un rapido confronto con i risultati di nuovi rilievi svolti contestualmente allo studio presente. La banca dati àƒ¨ formata mediante apposito modello organizzativo per la sua gestione e impiega metodologie informatizzate di archiviazione e organizzazione. Parallelamente si àƒ¨ messa a punto una tecnica per la costruzione di un database relazionale legato ad una base cartografica georeferenziata, sulla base di uno studio dettagliato del territorio dal punto di vista della destinazione d'uso e della pianificazione. I risultati relativi allࢠanalisi ex post sono utilizzati per tarare i modelli numerici necessari allࢠanalisi ex ante (danno potenziale). In questo contesto si àƒ¨ dato rilievo ad una parte relativa al rischio idraulico ࢠidrologico con modello idrologico di tipo afflussi-deflussi per la simulazione dell'idrogramma di piena. Lࢠanalisi idrologica àƒ¨ finalizzata alla valutazione delle portate di piena di assegnata probabilitàƒ di accadimento (sintetizzata nel parametro tempo di ritorno), indispensabili ai fini della modellazione idraulica per la valutazione degli effetti sul territorio di eventi esondativi.. L'analisi idraulica àƒ¨ finalizzata alla valutazione dei valori del tirante idrico corrispondente alle portate di assegnata probabilitàƒ di accadimento e, piàƒ¹ in dettaglio, ad una descrizione accurata del campo di flusso, mediante perimetrazione delle aree inondabili. Lࢠanalisi deve quindi fornire indicazioni circa la compatibilitàƒ idraulica delle sezioni naturali o artificiali e lࢠentitàƒ dei fenomeni di esondazione conseguenti alle portate di riferimento Le grandezze necessarie per descrivere lࢠintensitàƒ di piena e i danni da questa direttamente provocati sui beni materiali presenti sono molteplici: altezza locale massima raggiunta dallࢠacqua, velocitàƒ locale, erosione, trasporto e deposizione di materiale solido, rapiditàƒ di comparsa del fenomeno, sua durata e momento in cui si verifica, particolaritàƒ delle situazioni locali e delle circostanze che possono aumentare o diminuire anche considerevolmente i danni (efficacia di sistemi approntati, possibilitàƒ di spostare materiali o mezzi, ecc.). Allo stato attuale delle conoscenze risulta tuttavia molto difficile stimare in modo attendibile tutti questi dati, come resta difficile stimare il valore economico dei beni e la loro percentuale di danneggiamento e addirittura impossibile prevedere, se non in modo generico, le circostanze ed i periodi di accadimento delle piene. Viene pertanto assunto che sia possibile utilizzare una sola grandezza (quella maggiormente significativa) per descrivere lࢠintensitàƒ di una piena. Tipicamente una grandezza che puàƒ² essere utilizzata àƒ¨ la profonditàƒ massima localmente raggiunta dallࢠacqua. Questa semplificazione presenta certamente dei limiti, ma consente la realizzazione di una procedura applicabile e relativamente poco onerosa per stabilire la danneggiabilitàƒ degli oggetti presenti sul territorio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/338879
URN:NBN:IT:BNCF-338879