L'analisi di un luogo come figura capace di oltrepassare la singola rappresentazione spaziale e di recare in sà© ampie connotazioni ਠun procedimento già accreditato da illustri studiosi, in particolare da Gaston Bachelard e da Gilbert Durand. Rinforzato da sଠvalidi sostegni, il nostro lavoro di ricerca ha avuto come obiettivo il superamento delle astrazioni e delle divisioni tra i singoli topoi, esemplificato dallo studio del connubio deserto-mare nei romanzi delle due autrici scelte. L'erranza di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey spinge ogni individuo a mettersi totalmente in gioco, superando tutte le prove che costellano la quàªte identitaire grazie al mà©lange di mare e deserto per giungere infine a scoprire la propria identità multipla, ad accettarla interamente e a gridare agli altri tramite la scrittura il cammino da intraprendere. L'erranza delle due autrici ha avuto come punto di partenza obbligato il superamento di quell'identità precostituita che la loro società d'origine esigeva. àˆ per questo motivo che la nostra analisi si ਠinnanzitutto confrontata con lo studio della figura della donna nella società e nella cultura dell'Algeria, essenziale per capire le basi sulle quali le due scrittrici hanno costruito la propria creazione artistica e per individuare il primo fondamentale passo della loro quàªte identitaire. Contrariamente all'opinione comune, nel Maghreb la donna riveste un ruolo fondamentale, andando al di là dei soli stereotipi dell'individuo sottomesso e velato che invadono anche la cultura occidentale. Partendo dunque dalla cosiddetta †œcondizione della donna†� si sono analizzate in particolare due figure antitetiche e complementari al centro della storia e della società algerina: la donna tradizionale e la ribelle. La prima ਠrappresentata soprattutto dalle madri - le quali spingono le figlie al matrimonio e perpetuano quella dominazione maschile descritta da Pierre Bourdieu - ma anche dalle nonne, sempre presenti nella letteratura algerina come incarnazioni della tradizione orale e di una parte dunque importante dell'identità del paese e del singolo. La ribelle si incarna invece in primis nelle intellettuali, ma anche in tutte quelle donne che da sempre si sono impegnate nella difesa dei loro diritti e del loro paese, nelle donne diverse che sfidano la tradizione spingendosi oltre i ruoli concessi dalla società algerina. In tale confronto-scontro tra donne tradizionali e ribelli si vede in filigrana lo stesso dissidio che separa in ogni cultura la popolazione pi๠chiusa e intransigente dalle novità portate dagli intellettuali; ecco perch੠ਠstato possibile instaurare proprio tale parallelo, confrontando le difficili condizioni di vita degli uomini di cultura con quelle delle donne ribelli, per mostrare i primi ostacoli con i quali le due autrici hanno dovuto confrontarsi sulla via della propria erranza. Per arrivare infatti a cogliere appieno e liberamente la propria identità Malika Mokeddem e Maà¯ssa Bey hanno dovuto fare i conti con le due figure diametralmente opposte della donna nella loro società d'origine; costeggiando nella propria esperienza autobiografica e nei loro romanzi i cammini delle donne tradizionali e delle ribelli le due autrici sono divenute pi๠consapevoli di se stesse, hanno superato la visione imposta dagli altri per poter infine cercare di dare volto alle loro vere e libere identità . Non bisogna inoltre dimenticare che il problema dell'identità - legato all'idea dell'erranza in sà© e nel mondo per arrivare a conoscersi, ad accettarsi e a rinascere - occupa un ruolo di primo piano nel pensiero degli intellettuali di ogni tempo e paese. Tuttavia questo dissidio identitario, spesso rappresentato nelle tematiche del doppio e dell'innesto, ਠancora pi๠profondo negli autori francofoni, soprattutto nel caso dell'Algeria di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey, presa negli anni della lotta per l'Indipendenza tra passato coloniale/cultura francese e desiderio di costruirsi un'identità totalmente altra. L'identità multipla degli scrittori francofoni e il loro dissidio interiore trovano per di pi๠un importante riflesso nel problema linguistico, il quale obbliga gli algerini e le due autrici scelte a fare i conti con quel mà©lange univoco e cangiante rintracciabile nel plurilinguismo del paese. Seguendo il cammino di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey risulta evidente come tale problema identitario abbia trovato un suo sbocco naturale nell'erranza, vista come scelta per arrivare a conoscere interamente se stessi. Sia essa una migrazione fisica come nel caso di Malika Mokeddem o interiore come per Maà¯ssa Bey, entrambe hanno visto nel deserto e nel mare i luoghi ideali per porla in atto. Per questa ragione deserto e mare sono stati indagati in tutte le loro connotazioni - sia positive che negative - per arrivare poi ad instaurare un ultimo parallelo tra essi e creazione artistica, poichà© per affrontare le immensità dei primi come anche quelle di qualsiasi arte serve lo stesso coraggio, la forza necessaria per mettersi in cammino nelle loro libertà , la volontà di cercare se stessi pur nelle tante difficoltà da superare, la consapevolezza che ci si puಠsmarrire tra le onde sabbiose della loro infinitezza. Nello specifico, esaminando i testi di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey ਠevidente il lungo percorso intrapreso per poter dare il giusto significato al deserto e per riappropriarsi dell'infanzia, alfa e omega della loro prosa, sempre attraverso il ruolo salvifico-liberatorio del mare. Ogni romanzo esemplifica una tappa della quàªte che ha condotto le autrici e le loro protagoniste a riunire i molteplici brandelli alla base della propria identità , cammino favorito dai due luoghi chiave dell'erranza †" deserto e mare †" ma anche da un altro infinito, la scrittura. Dopo aver analizzato i diversi percorsi delle due autrici si ਠpotuto finalmente dimostrare come l'erranza identitaria vada a legarsi sempre e comunque alla libertà del mare-deserto e della creazione artistica. Nel cammino che ha condotto Malika Mokeddem e Maà¯ssa Bey a capire e ad accettare la loro piena identità , quei due infiniti che sono mare e deserto non possono che aver svolto un ruolo di primo piano, permettendo quell'erranza nella sabbia e nelle parole che diviene metafora per eccellenza delle infinite possibilità della vita. L'analisi proposta vuole essere soltanto un punto di partenza per ulteriori ricerche volte ad ampliare la visione del paesaggio e a trovarvi in particolare soluzioni innovative per la questione identitaria. In una società sempre pi๠scissa e caotica riscoprire l'importanza dell'erranza nel deserto fisico e interiore per ritrovare se stessi e il contatto con gli altri potrebbe rappresentare infatti un importante spunto di riflessione per la ricerca futura.
Onde di deserto. La quàªte identitaire nei romanzi di Malika Mokeddem e Ma?ssa Bey.
2013
Abstract
L'analisi di un luogo come figura capace di oltrepassare la singola rappresentazione spaziale e di recare in sà© ampie connotazioni ਠun procedimento già accreditato da illustri studiosi, in particolare da Gaston Bachelard e da Gilbert Durand. Rinforzato da sଠvalidi sostegni, il nostro lavoro di ricerca ha avuto come obiettivo il superamento delle astrazioni e delle divisioni tra i singoli topoi, esemplificato dallo studio del connubio deserto-mare nei romanzi delle due autrici scelte. L'erranza di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey spinge ogni individuo a mettersi totalmente in gioco, superando tutte le prove che costellano la quàªte identitaire grazie al mà©lange di mare e deserto per giungere infine a scoprire la propria identità multipla, ad accettarla interamente e a gridare agli altri tramite la scrittura il cammino da intraprendere. L'erranza delle due autrici ha avuto come punto di partenza obbligato il superamento di quell'identità precostituita che la loro società d'origine esigeva. àˆ per questo motivo che la nostra analisi si ਠinnanzitutto confrontata con lo studio della figura della donna nella società e nella cultura dell'Algeria, essenziale per capire le basi sulle quali le due scrittrici hanno costruito la propria creazione artistica e per individuare il primo fondamentale passo della loro quàªte identitaire. Contrariamente all'opinione comune, nel Maghreb la donna riveste un ruolo fondamentale, andando al di là dei soli stereotipi dell'individuo sottomesso e velato che invadono anche la cultura occidentale. Partendo dunque dalla cosiddetta †œcondizione della donna†� si sono analizzate in particolare due figure antitetiche e complementari al centro della storia e della società algerina: la donna tradizionale e la ribelle. La prima ਠrappresentata soprattutto dalle madri - le quali spingono le figlie al matrimonio e perpetuano quella dominazione maschile descritta da Pierre Bourdieu - ma anche dalle nonne, sempre presenti nella letteratura algerina come incarnazioni della tradizione orale e di una parte dunque importante dell'identità del paese e del singolo. La ribelle si incarna invece in primis nelle intellettuali, ma anche in tutte quelle donne che da sempre si sono impegnate nella difesa dei loro diritti e del loro paese, nelle donne diverse che sfidano la tradizione spingendosi oltre i ruoli concessi dalla società algerina. In tale confronto-scontro tra donne tradizionali e ribelli si vede in filigrana lo stesso dissidio che separa in ogni cultura la popolazione pi๠chiusa e intransigente dalle novità portate dagli intellettuali; ecco perch੠ਠstato possibile instaurare proprio tale parallelo, confrontando le difficili condizioni di vita degli uomini di cultura con quelle delle donne ribelli, per mostrare i primi ostacoli con i quali le due autrici hanno dovuto confrontarsi sulla via della propria erranza. Per arrivare infatti a cogliere appieno e liberamente la propria identità Malika Mokeddem e Maà¯ssa Bey hanno dovuto fare i conti con le due figure diametralmente opposte della donna nella loro società d'origine; costeggiando nella propria esperienza autobiografica e nei loro romanzi i cammini delle donne tradizionali e delle ribelli le due autrici sono divenute pi๠consapevoli di se stesse, hanno superato la visione imposta dagli altri per poter infine cercare di dare volto alle loro vere e libere identità . Non bisogna inoltre dimenticare che il problema dell'identità - legato all'idea dell'erranza in sà© e nel mondo per arrivare a conoscersi, ad accettarsi e a rinascere - occupa un ruolo di primo piano nel pensiero degli intellettuali di ogni tempo e paese. Tuttavia questo dissidio identitario, spesso rappresentato nelle tematiche del doppio e dell'innesto, ਠancora pi๠profondo negli autori francofoni, soprattutto nel caso dell'Algeria di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey, presa negli anni della lotta per l'Indipendenza tra passato coloniale/cultura francese e desiderio di costruirsi un'identità totalmente altra. L'identità multipla degli scrittori francofoni e il loro dissidio interiore trovano per di pi๠un importante riflesso nel problema linguistico, il quale obbliga gli algerini e le due autrici scelte a fare i conti con quel mà©lange univoco e cangiante rintracciabile nel plurilinguismo del paese. Seguendo il cammino di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey risulta evidente come tale problema identitario abbia trovato un suo sbocco naturale nell'erranza, vista come scelta per arrivare a conoscere interamente se stessi. Sia essa una migrazione fisica come nel caso di Malika Mokeddem o interiore come per Maà¯ssa Bey, entrambe hanno visto nel deserto e nel mare i luoghi ideali per porla in atto. Per questa ragione deserto e mare sono stati indagati in tutte le loro connotazioni - sia positive che negative - per arrivare poi ad instaurare un ultimo parallelo tra essi e creazione artistica, poichà© per affrontare le immensità dei primi come anche quelle di qualsiasi arte serve lo stesso coraggio, la forza necessaria per mettersi in cammino nelle loro libertà , la volontà di cercare se stessi pur nelle tante difficoltà da superare, la consapevolezza che ci si puಠsmarrire tra le onde sabbiose della loro infinitezza. Nello specifico, esaminando i testi di Malika Mokeddem e di Maà¯ssa Bey ਠevidente il lungo percorso intrapreso per poter dare il giusto significato al deserto e per riappropriarsi dell'infanzia, alfa e omega della loro prosa, sempre attraverso il ruolo salvifico-liberatorio del mare. Ogni romanzo esemplifica una tappa della quàªte che ha condotto le autrici e le loro protagoniste a riunire i molteplici brandelli alla base della propria identità , cammino favorito dai due luoghi chiave dell'erranza †" deserto e mare †" ma anche da un altro infinito, la scrittura. Dopo aver analizzato i diversi percorsi delle due autrici si ਠpotuto finalmente dimostrare come l'erranza identitaria vada a legarsi sempre e comunque alla libertà del mare-deserto e della creazione artistica. Nel cammino che ha condotto Malika Mokeddem e Maà¯ssa Bey a capire e ad accettare la loro piena identità , quei due infiniti che sono mare e deserto non possono che aver svolto un ruolo di primo piano, permettendo quell'erranza nella sabbia e nelle parole che diviene metafora per eccellenza delle infinite possibilità della vita. L'analisi proposta vuole essere soltanto un punto di partenza per ulteriori ricerche volte ad ampliare la visione del paesaggio e a trovarvi in particolare soluzioni innovative per la questione identitaria. In una società sempre pi๠scissa e caotica riscoprire l'importanza dell'erranza nel deserto fisico e interiore per ritrovare se stessi e il contatto con gli altri potrebbe rappresentare infatti un importante spunto di riflessione per la ricerca futura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/339174
URN:NBN:IT:BNCF-339174