A monte del pi๠noto fenomeno contemporaneo e dati i numerosi studi sulla camorra ottocentesca pi๠strettamente napoletana nella prima età liberale, questa ricerca vuole indirizzarsi invece verso la storia per niente studiata della camorra nella Provincia di Terra di Lavoro, che si estendeva dall'agro nolano fino al sorano, dunque molto pi๠vasta di quella che oggi ਠindicata come la Provincia di Caserta. Tre i periodi che vengono analizzati specificamente. Il primo ਠrelativo alla fase repressiva post-unitaria culminata nell'introduzione della legge Pica il 15 agosto 1863. Il secondo periodo ਠquello primo-noveccenesco, in cui da una parte appaiono in espansione i reati contro la proprietà e contro le persone e d'altra parte la “camorra amministrativa”, venuta alla ribalta durante la famosa Inchiesta Saredo svoltasi a Napoli alla fine dell'Ottocento. I documenti ritrovati in archivio e presentati in questa tesi di dottorato ci mostrano invece quanto la “camorra amministrativa” fosse molto pi๠sviluppata nella Provincia di Terra di Lavoro, come ci mostra il caso dell'onorevole aversano Giuseppe †" Peppuccio †" Romano, il quale venne accusato anche in Parlamento di essere espressione diretta della camorra. Infine, l'ultimo periodo preso in esame ਠquello della repressione fascista degli anni Venti del Novecento, in cui il Maggiore dei carabinieri Anceschi viene incaricato di mettere “a ferro e a fuoco” la “plaga dei Mazzoni”, vasta zona paludosa che si estende dalla zona a ridosso del fiume Volturno fino agli odierni confini con la Regione Lazio, abitata, stando al Discorso dell'Ascensione letto da Mussolini nel maggio 1926 in Parlamento, da una popolo di primitivi e selvaggi. Per quanto riguarda le fasi successive all'Unità si fa riferimento agli studi di Alfonso Scirocco sul Meridione nel passaggio dallo Stato borbonico a quello italiano, oltre ai vari studi di Marcella Marmo sulla camorra ottocentesca, nonchà© sul complesso rapporto tra camorra e brigantaggio, fenomeni spesso confusi e ritenuti se non contigui, strettamente interconnessi. Per il primo Novecento risulta fondamentale l'ampia ricerca sulla classe politico-amministrativa di Francesco Barbagallo, oltre a vari studi di microstoria di Terra di Lavoro, studi inerenti anche il periodo fascista, che sul fronte della mafia sono stati portati avanti da Salvatore Lupo. Per i documenti inerenti il periodo fascista le ricerche si sono svolte per lo pi๠nell'ACS (Archivio Centrale dello Stato), mentre all'ASCe (Archivio di Stato di Caserta) ho analizzato i fondi Questura-Commissariati (QC), Prefettura-Gabinetto (PG), relativi ai primi due decenni del Novecento da cui si puಠtrarre un quadro qualitativo-quantitativo dei singoli reati-scopo (QC) e dei reati di tipo amministrativo (PG), e il fondo Prefettura-Affari vari, da cui ho tratto le notizie circa gli effetti della Legge Pica del 1863.
La camorra in Terra di Lavoro: dalla repressione post-unitaria a quella degli anni Venti del Novecento
2013
Abstract
A monte del pi๠noto fenomeno contemporaneo e dati i numerosi studi sulla camorra ottocentesca pi๠strettamente napoletana nella prima età liberale, questa ricerca vuole indirizzarsi invece verso la storia per niente studiata della camorra nella Provincia di Terra di Lavoro, che si estendeva dall'agro nolano fino al sorano, dunque molto pi๠vasta di quella che oggi ਠindicata come la Provincia di Caserta. Tre i periodi che vengono analizzati specificamente. Il primo ਠrelativo alla fase repressiva post-unitaria culminata nell'introduzione della legge Pica il 15 agosto 1863. Il secondo periodo ਠquello primo-noveccenesco, in cui da una parte appaiono in espansione i reati contro la proprietà e contro le persone e d'altra parte la “camorra amministrativa”, venuta alla ribalta durante la famosa Inchiesta Saredo svoltasi a Napoli alla fine dell'Ottocento. I documenti ritrovati in archivio e presentati in questa tesi di dottorato ci mostrano invece quanto la “camorra amministrativa” fosse molto pi๠sviluppata nella Provincia di Terra di Lavoro, come ci mostra il caso dell'onorevole aversano Giuseppe †" Peppuccio †" Romano, il quale venne accusato anche in Parlamento di essere espressione diretta della camorra. Infine, l'ultimo periodo preso in esame ਠquello della repressione fascista degli anni Venti del Novecento, in cui il Maggiore dei carabinieri Anceschi viene incaricato di mettere “a ferro e a fuoco” la “plaga dei Mazzoni”, vasta zona paludosa che si estende dalla zona a ridosso del fiume Volturno fino agli odierni confini con la Regione Lazio, abitata, stando al Discorso dell'Ascensione letto da Mussolini nel maggio 1926 in Parlamento, da una popolo di primitivi e selvaggi. Per quanto riguarda le fasi successive all'Unità si fa riferimento agli studi di Alfonso Scirocco sul Meridione nel passaggio dallo Stato borbonico a quello italiano, oltre ai vari studi di Marcella Marmo sulla camorra ottocentesca, nonchà© sul complesso rapporto tra camorra e brigantaggio, fenomeni spesso confusi e ritenuti se non contigui, strettamente interconnessi. Per il primo Novecento risulta fondamentale l'ampia ricerca sulla classe politico-amministrativa di Francesco Barbagallo, oltre a vari studi di microstoria di Terra di Lavoro, studi inerenti anche il periodo fascista, che sul fronte della mafia sono stati portati avanti da Salvatore Lupo. Per i documenti inerenti il periodo fascista le ricerche si sono svolte per lo pi๠nell'ACS (Archivio Centrale dello Stato), mentre all'ASCe (Archivio di Stato di Caserta) ho analizzato i fondi Questura-Commissariati (QC), Prefettura-Gabinetto (PG), relativi ai primi due decenni del Novecento da cui si puಠtrarre un quadro qualitativo-quantitativo dei singoli reati-scopo (QC) e dei reati di tipo amministrativo (PG), e il fondo Prefettura-Affari vari, da cui ho tratto le notizie circa gli effetti della Legge Pica del 1863.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
criscione_gianni_25.pdf
accesso solo da BNCF e BNCR
Tipologia:
Altro materiale allegato
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
7.17 MB
Formato
Adobe PDF
|
7.17 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/339361
URN:NBN:IT:BNCF-339361