Oggetto del lavoro di tesi, pertanto, ਠla definizione di un approccio geomorfologico quantitativo adeguato al livello regionale di supporto all†˜impostazione degli scenari di evento che possono indurre situazioni di multi-rischio idrogeologico (interazione fra la pericolosità di versante e quella di fondovalle) in essere o attesi. L†˜area di riferimento dello studio ਠl†˜intero territorio della Regione Campania. Gli obiettivi posti sono stati perseguiti attraverso la raccolta e sistematizzazione dei dati effettuata in pi๠fasi successive: 1) la revisione e cartografazione dei dati di base disponibili relativi ai fenomeni franosi del territorio regionale, effettuando sistematiche analisi aerofotogrammetriche sull†˜intera popolazione, tarate da opportuni rilevamenti di campo originali sugli eventi di maggiore interesse o problematicità ; 2) La loro reinterpretazione in termini di protezione civile, con l†˜individuazione dei sistemi territoriali ed ambientali che costituiscono le aree di maggiore attenzione (Hotspots) per la vastità ed intensità degli eventi attesi, per i danni pi๠probabili prospettati e per le ricadute in termini di risorse umane, materiali e finanziarie mobilizzabili. La metodologia adottata per l†˜analisi dei dati e la loro valorizzazione in termini di pericolosità ਠstata attuata attraverso delle procedure statistiche consolidate nella letteratura scientifica di settore (Carrara et al., 1983, 1991, 1992, 1995), che utilizza un modello statistico in due fasi di studio: 1) Analisi di dettaglio delle ?training areas?, cioਠaree di particolare approfondimento in cui ricadono le fenomenologie di interesse; 15 2) Estensione dell†˜analisi alle ?target areas?, in altre parole agli ambiti geomorfologici significativi relativi all†˜intera popolazione di eventi che possono evolvere secondo i meccanismi verificati nelle training areas. 3) Analisi comparativa tra training areas e target areas ed impostazione di scenari evolutivi che prospettano modalità , intensità e vastità delle situazioni di multi-rischio idrogeologico; L†˜obiettivo dello studio, quindi, non ਠsolo l†˜interazione tra situazioni che possono indurre combinazioni di rischio frana e rischio alluvioni, ma anche la definizione degli ambiti territoriali dove tali situazioni si sono manifestate e si possono manifestare. Successivamente ਠstata effettuata una selezione delle variabili descrittive che maggiormente influenzano il sistema indagato, sulle quali ਠstata in seguito effettuata un†˜analisi multifattoriale di tipo regressivo †" lineare allo scopo di individuarne le relazioni che governano il sistema. Infine, ਠstato impostato un modello interpretativo che orienta nella definizione degli scenari e nell†˜individuazione delle aree interessate.
ANALISI A SCALA REGIONALE DEI SISTEMI AMBIENTALI INTERESSATI DA SCENARI DI MULTIRISCHIO IDROGEOLOGICO
2010
Abstract
Oggetto del lavoro di tesi, pertanto, ਠla definizione di un approccio geomorfologico quantitativo adeguato al livello regionale di supporto all†˜impostazione degli scenari di evento che possono indurre situazioni di multi-rischio idrogeologico (interazione fra la pericolosità di versante e quella di fondovalle) in essere o attesi. L†˜area di riferimento dello studio ਠl†˜intero territorio della Regione Campania. Gli obiettivi posti sono stati perseguiti attraverso la raccolta e sistematizzazione dei dati effettuata in pi๠fasi successive: 1) la revisione e cartografazione dei dati di base disponibili relativi ai fenomeni franosi del territorio regionale, effettuando sistematiche analisi aerofotogrammetriche sull†˜intera popolazione, tarate da opportuni rilevamenti di campo originali sugli eventi di maggiore interesse o problematicità ; 2) La loro reinterpretazione in termini di protezione civile, con l†˜individuazione dei sistemi territoriali ed ambientali che costituiscono le aree di maggiore attenzione (Hotspots) per la vastità ed intensità degli eventi attesi, per i danni pi๠probabili prospettati e per le ricadute in termini di risorse umane, materiali e finanziarie mobilizzabili. La metodologia adottata per l†˜analisi dei dati e la loro valorizzazione in termini di pericolosità ਠstata attuata attraverso delle procedure statistiche consolidate nella letteratura scientifica di settore (Carrara et al., 1983, 1991, 1992, 1995), che utilizza un modello statistico in due fasi di studio: 1) Analisi di dettaglio delle ?training areas?, cioਠaree di particolare approfondimento in cui ricadono le fenomenologie di interesse; 15 2) Estensione dell†˜analisi alle ?target areas?, in altre parole agli ambiti geomorfologici significativi relativi all†˜intera popolazione di eventi che possono evolvere secondo i meccanismi verificati nelle training areas. 3) Analisi comparativa tra training areas e target areas ed impostazione di scenari evolutivi che prospettano modalità , intensità e vastità delle situazioni di multi-rischio idrogeologico; L†˜obiettivo dello studio, quindi, non ਠsolo l†˜interazione tra situazioni che possono indurre combinazioni di rischio frana e rischio alluvioni, ma anche la definizione degli ambiti territoriali dove tali situazioni si sono manifestate e si possono manifestare. Successivamente ਠstata effettuata una selezione delle variabili descrittive che maggiormente influenzano il sistema indagato, sulle quali ਠstata in seguito effettuata un†˜analisi multifattoriale di tipo regressivo †" lineare allo scopo di individuarne le relazioni che governano il sistema. Infine, ਠstato impostato un modello interpretativo che orienta nella definizione degli scenari e nell†˜individuazione delle aree interessate.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/339369
URN:NBN:IT:BNCF-339369