L'art. 41 della Carta di Nizza segna il passaggio dall'enunciazione di “principio” alla configurazione di un “diritto” ad una buona amministrazione del quale ਠtitolare ogni singola persona “colpita” dall'azione amministrativa. Grazie alla combinazione dell'art. 51 della Carta di Nizza con l'art. 1 della L. 241/90 che ha normativamente sancito lo “spill over” dei principi del diritto UE nell'ordinamento interno, le garanzie enucleate nell'art. 41 cit si applicano anche alle fattispecie procedimentali non rilevanti ai fini del diritto UE. Pertanto, l'accertamento del tributo e la sua riscossione a beneficio della collettività non puಠscontare l'annientamento di tali diritti che, in ogni caso, mantengono un “nocciolo duro” inscalfibile. L'avvenuta integrazione dei diritti della Carta di Nizza nel Trattato sul funzionamento dell'UE ed il riconoscimento dei diritti fondamentali enucleati nella CEDU, quali principi generali dell'ordinamento, contribuisce ad innalzare lo standard europeo di tutela effettiva dei diritti, cosଠcome indicato dagli artt. 52 e 53 della Carta. Dopo il Trattato di Lisbona e la creazione di uno Spazio giuridico europeo integrato, i principi generali della buona amministrazione sono posti a supporto dei diritti individuali, nel senso di assicurare a quest'ultimi un riconoscimento effettivo. Come i principi ordinamentali hanno assicurato prima e guidato poi l'integrazione economica verso l'integrazione giuridica, cosà¬, oggi, vigente lo Spazio giuridico europeo, i principi generali sono chiamati a supportare i diritti, piuttosto che le libertà (economiche) fondamentali. Pertanto, la violazione del diritto al contraddittorio determina la nullità del provvedimento ed in ogni caso la disapplicazione dell'art. 21-octies, comma II, della L. 241/90.
Il procedimento di attuazione del tributo, tra ordinamenti nazionali e diritto comune dell'Unione Europea
2016
Abstract
L'art. 41 della Carta di Nizza segna il passaggio dall'enunciazione di “principio” alla configurazione di un “diritto” ad una buona amministrazione del quale ਠtitolare ogni singola persona “colpita” dall'azione amministrativa. Grazie alla combinazione dell'art. 51 della Carta di Nizza con l'art. 1 della L. 241/90 che ha normativamente sancito lo “spill over” dei principi del diritto UE nell'ordinamento interno, le garanzie enucleate nell'art. 41 cit si applicano anche alle fattispecie procedimentali non rilevanti ai fini del diritto UE. Pertanto, l'accertamento del tributo e la sua riscossione a beneficio della collettività non puಠscontare l'annientamento di tali diritti che, in ogni caso, mantengono un “nocciolo duro” inscalfibile. L'avvenuta integrazione dei diritti della Carta di Nizza nel Trattato sul funzionamento dell'UE ed il riconoscimento dei diritti fondamentali enucleati nella CEDU, quali principi generali dell'ordinamento, contribuisce ad innalzare lo standard europeo di tutela effettiva dei diritti, cosଠcome indicato dagli artt. 52 e 53 della Carta. Dopo il Trattato di Lisbona e la creazione di uno Spazio giuridico europeo integrato, i principi generali della buona amministrazione sono posti a supporto dei diritti individuali, nel senso di assicurare a quest'ultimi un riconoscimento effettivo. Come i principi ordinamentali hanno assicurato prima e guidato poi l'integrazione economica verso l'integrazione giuridica, cosà¬, oggi, vigente lo Spazio giuridico europeo, i principi generali sono chiamati a supportare i diritti, piuttosto che le libertà (economiche) fondamentali. Pertanto, la violazione del diritto al contraddittorio determina la nullità del provvedimento ed in ogni caso la disapplicazione dell'art. 21-octies, comma II, della L. 241/90.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/339589
URN:NBN:IT:BNCF-339589