Sono stati studiati gli effetti tossici dell'esposizione cronica a cobalto e cromo. In passato, questa tossicità , che colpiva lavoratori esposti per ragioni occupazionali, ਠstata un problema molto sentito. Tuttavia, recenti pubblicazioni hanno descritto una specifica tossicità mediata da elevati livelli di cobalto e cromo, anche in pazienti portatori di protesi metalliche, quali gli impianti d'anca. Anche se sintomi clinici tra cui, cecità , sordità e neuropatia periferica, suggeriscono uno specifico neurotropismo, ancora poco ਠconosciuto delle basi neuropatologiche di questo processo ed oltretutto non ne ਠancora stata apportata un'evidenza sperimentale. In questo progetto di ricerca, quindi, si ਠvoluto approfondire il meccanismo patogenetico da cui scaturiscono tali sintomi neurologici, utilizzando come modello sperimentale il coniglio. Conigli New Zealand White sono stati trattati con dosi endovenose ripetute di cobalto e cromo, inoculati singolarmente od in associazione tra loro. Nessuna evidente alterazione clinica o patologica ਠstata associata alla somministrazione di solo cromo, nonostante gli elevati livelli in sangue e tessuti, mentre i trattati con cobalto-cromo o solo cobalto hanno mostrato segni clinici gravanti sul sistema vestibolo-cocleare; il cobalto, quindi, ਠstato identificato come il maggiore elemento scatenante neurotossicità . Inoltre all'esame istopatologico gli animali hanno mostrato severa deplezione delle cellule gangliari retiniche e cocleari, assieme a danno al nervo ottico e perdita di cellule sensitive capellute dell'orecchio. àˆ risultato infine evidente che la gravità delle alterazioni ਠstata correlata al dosaggio ed al tempo di esposizione; dati questi che confermano, quindi, le precedenti osservazioni fatte su pazienti umani esposti a rilascio abnorme di cobalto e cromo da usura di protesi d'anca. àˆ stato ipotizzato che il cobalto agisca sui mitocondri provocando l'incremento di produzione di specie reattive dell'ossigeno e il rilascio di fattori proapoptotici, causando sulle cellule neuronali un danno proporzionale al loro fabbisogno energetico e grado di mielinizzazione.
Il coniglio come modello sperimentale per lo studio degli effetti neurologici indotti da Cobalto
2012
Abstract
Sono stati studiati gli effetti tossici dell'esposizione cronica a cobalto e cromo. In passato, questa tossicità , che colpiva lavoratori esposti per ragioni occupazionali, ਠstata un problema molto sentito. Tuttavia, recenti pubblicazioni hanno descritto una specifica tossicità mediata da elevati livelli di cobalto e cromo, anche in pazienti portatori di protesi metalliche, quali gli impianti d'anca. Anche se sintomi clinici tra cui, cecità , sordità e neuropatia periferica, suggeriscono uno specifico neurotropismo, ancora poco ਠconosciuto delle basi neuropatologiche di questo processo ed oltretutto non ne ਠancora stata apportata un'evidenza sperimentale. In questo progetto di ricerca, quindi, si ਠvoluto approfondire il meccanismo patogenetico da cui scaturiscono tali sintomi neurologici, utilizzando come modello sperimentale il coniglio. Conigli New Zealand White sono stati trattati con dosi endovenose ripetute di cobalto e cromo, inoculati singolarmente od in associazione tra loro. Nessuna evidente alterazione clinica o patologica ਠstata associata alla somministrazione di solo cromo, nonostante gli elevati livelli in sangue e tessuti, mentre i trattati con cobalto-cromo o solo cobalto hanno mostrato segni clinici gravanti sul sistema vestibolo-cocleare; il cobalto, quindi, ਠstato identificato come il maggiore elemento scatenante neurotossicità . Inoltre all'esame istopatologico gli animali hanno mostrato severa deplezione delle cellule gangliari retiniche e cocleari, assieme a danno al nervo ottico e perdita di cellule sensitive capellute dell'orecchio. àˆ risultato infine evidente che la gravità delle alterazioni ਠstata correlata al dosaggio ed al tempo di esposizione; dati questi che confermano, quindi, le precedenti osservazioni fatte su pazienti umani esposti a rilascio abnorme di cobalto e cromo da usura di protesi d'anca. àˆ stato ipotizzato che il cobalto agisca sui mitocondri provocando l'incremento di produzione di specie reattive dell'ossigeno e il rilascio di fattori proapoptotici, causando sulle cellule neuronali un danno proporzionale al loro fabbisogno energetico e grado di mielinizzazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/339687
URN:NBN:IT:BNCF-339687