Il diritto a un minimo decente di assistenza sanitaria †" spesso chiamato, pi๠semplicemente, diritto alla salute †" fa parte dei cosiddetti diritti di seconda generazione, cioਠquelli che richiedono un impegno attivo da parte dello stato per assicurare ad ogni cittadino la possibilità  di una vita dignitosa. Il diritto alla salute si trova enunciato nei pi๠importanti documenti internazionali, a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948), e nella maggior parte delle costituzioni nazionali, compresa quella italiana. Tuttavia, nel Sud del mondo, la sua applicazione ਠostacolata da un gran numero di fattori (povertà , guerre, corruzione politica, ecc.); cosicchà© la maggior parte degli esseri umani vive in società  prive di un sistema sanitario nazionale, cadendo vittima di malattie facilmente curabili o prevenibili. Per affrontare questo problema, la cooperazione sanitaria internazionale ha sperimentato nel tempo due diverse forme di intervento: una incentrata sulla diffusione dell'assistenza sanitaria di base (come raccomandato dalla Conferenza di Alma-Ata del 1978), l'altra sui cosiddetti “programmi verticali”, i quali agiscono su singole malattie o branche della sanità . Nessuno dei due approcci perಠha prodotto i risultati sperati. L'Ong italiana Emergency propone un modello di cooperazione sanitaria per molti aspetti innovativo: esso si fonda su progetti autogestiti e totalmente gratuiti (che vanno dalla pediatria alla chirurgia di guerra alla cardiochirurgia) ed ਠcapace di incidere sul tessuto sociale nel quale si inserisce, fino ad influenzare le scelte politiche delle autorità  locali. Solamente intervenendo in un modo simile sui determinanti sociali della salute, sembra possibile migliorare realmente lo stato di salute delle popolazioni pi๠povere e garantire cosଠla prima delle condizioni necessarie perchà© ogni persona abbia la possibilità  di vivere una vita decente.

La salute: un diritto o un lusso?

2012

Abstract

Il diritto a un minimo decente di assistenza sanitaria †" spesso chiamato, pi๠semplicemente, diritto alla salute †" fa parte dei cosiddetti diritti di seconda generazione, cioਠquelli che richiedono un impegno attivo da parte dello stato per assicurare ad ogni cittadino la possibilità  di una vita dignitosa. Il diritto alla salute si trova enunciato nei pi๠importanti documenti internazionali, a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948), e nella maggior parte delle costituzioni nazionali, compresa quella italiana. Tuttavia, nel Sud del mondo, la sua applicazione ਠostacolata da un gran numero di fattori (povertà , guerre, corruzione politica, ecc.); cosicchà© la maggior parte degli esseri umani vive in società  prive di un sistema sanitario nazionale, cadendo vittima di malattie facilmente curabili o prevenibili. Per affrontare questo problema, la cooperazione sanitaria internazionale ha sperimentato nel tempo due diverse forme di intervento: una incentrata sulla diffusione dell'assistenza sanitaria di base (come raccomandato dalla Conferenza di Alma-Ata del 1978), l'altra sui cosiddetti “programmi verticali”, i quali agiscono su singole malattie o branche della sanità . Nessuno dei due approcci perಠha prodotto i risultati sperati. L'Ong italiana Emergency propone un modello di cooperazione sanitaria per molti aspetti innovativo: esso si fonda su progetti autogestiti e totalmente gratuiti (che vanno dalla pediatria alla chirurgia di guerra alla cardiochirurgia) ed ਠcapace di incidere sul tessuto sociale nel quale si inserisce, fino ad influenzare le scelte politiche delle autorità  locali. Solamente intervenendo in un modo simile sui determinanti sociali della salute, sembra possibile migliorare realmente lo stato di salute delle popolazioni pi๠povere e garantire cosଠla prima delle condizioni necessarie perchà© ogni persona abbia la possibilità  di vivere una vita decente.
2012
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