risarcimento del danno non patrimoniale derivante da responsabilitàƒ contrattuale; la individuazione della sua matrice giuridica e la sua configurabilitàƒ nellࢠambito dello schema normativo dellࢠart. 2059 c.c., oppure degli artt. 1218 e 1223 c.c.. La tesi favorevole alla risarcibilitàƒ del danno non patrimoniale da inadempimento, alla luce di una rilettura ࢠcostituzionalizzataࢠdellࢠart. 1174 c.c.; la tesi contraria: il contratto come strumento di tutela di interessi esclusivamente patrimoniali in base ad una lettura testuale dell'art. 1321 c.c.; il superamento della tesi contraria alla risarcibilitàƒ del danno non patrimoniale da inadempimento alla luce delle spinte comunitarie, internazionali e dei principi Unidroit, nonchàƒ© alla luce della giurisprudenza di legittimitàƒ e di merito. In particolare, si àƒ¨ analizzato lࢠorientamento giurisprudenziale di matrice penalistica che avalla la prevalente concezione sanzionatoria, e la giurisprudenza civilistica che, invece, definitivamente supera la concezione sanzionatoria e sposa quella riparatoria del risarcimento dei danni non patrimoniali da inadempimento contrattuale. La teoria del cumulo di responsabilitàƒ , o meglio, del concorso di azioni extracontrattuale e contrattuale e suo superamento. Al secondo capitolo, invece, ci si àƒ¨ soffermati sullࢠanalisi degli indirizzi elaborati e seguiti dalla giurisprudenza di merito e di legittimitàƒ a seguito della sentenza della Corte di Giustizia nà,°168 del 2002, che ha aperto la strada verso il risarcimento del danno cd. da vacanza rovinata, seguita dalla creazione legislativa di tale figura di danno, avvenuta ad opera della legge 27 dicembre 1977 n. 1084, di esecuzione della Convenzione di Bruxelles del 23 aprile 1970 alla quale fa espresso rinvio lࢠart.15 del D.lgs. 111/1995, attuativo della Direttiva n. 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti ࢠtutto compresoࢠ, le cui disposizioni sono poi confluite nel Codice del Consumo, D.lgs. 206/2005, infine, trasfuso nel D. Lgs. 23 maggio 2011, n. 79, entrato in vigore, a far data dal 21 giugno 2011, con il cd. nuovo Codice del Turismo. Pertanto, si àƒ¨ analizzato il danno non patrimoniale da inadempimento alla luce dellࢠorientamento seguito dalla giurisprudenza italiana, e da quella comunitaria, prima e dopo lࢠimportante decisione delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione del 2008, che ha rivalutato la risarcibilitàƒ del danno non patrimoniale, riconoscendone la piena cittadinanza anche a quello da inadempimento contrattuale, in ossequio alla tutela apprestata agli interessi costituzionalmente protetti e lesi da ࢠunࢠingiustizia graveࢠ. Ci si àƒ¨ soffermati, inoltre, sui rilievi in ordine allࢠinterpretazione costituzionalmente orientata dellࢠart.2059 c.c. e degli artt.1218 e s.s. c.c., esaminando le due diverse prospettive ermeneutiche alla luce della giurisprudenza successiva alla pronuncia delle Sezioni Unite, che segnano anche importanti ࢠdictaࢠsulla rilevanza, quantificazione e sullࢠonere probatorio del danno non patrimoniale da inadempimento; in particolare, si àƒ¨ analizzato la teoria che riconosce rilevanza all'interesse non patrimoniale sotteso nel contratto, ricorrendo alla teoria della ࢠcausa in concretoࢠ, il cui ricorso permette unࢠincorporazione dellࢠinteresse non patrimoniale del debitore allࢠadempimento della prestazione che puàƒ², tuttavia, mantenere il carattere economico. Si àƒ¨ analizzata la problematica della prevedibilitàƒ del danno non patrimoniale da inadempimento. Si passano, infine, in breve rassegna tutte le piàƒ¹ importanti e diffuse ipotesi contrattuali in cui la giurisprudenza individua la ricorrenza di danni non patrimoniali risarcibili, alla luce dei piàƒ¹ recenti approdi normativi; in particolare si analizza il danno non patrimoniale da inadempimento nel contratto di lavoro, in caso di mobbing, di demansionamento e dequalificazione professionale; il danno non patrimoniale da inadempimento nel settore sanitario, previamente analizzando, seppur brevemente, le diverse teorie elaborate dalla dottrina e dalla giurisprudenza circa la natura della responsabilitàƒ medica. Responsabilitàƒ contrattuale del medico per danni non patrimoniali, responsabilitàƒ per omessa informazione e il danno da nascita indesiderata, alla luce dei recenti approdi giurisprudenziali che riconoscono unࢠaspettativa di diritto direttamente al concepito in caso di omessa diagnosi di malformazioni del feto. Altri brevi esempi riferiti alla responsabilitàƒ degli insegnanti per i danni dellࢠalunno cagionati a se stesso e differenza rispetto a quelli che lࢠalunno cagiona a terzi, durante lࢠorario scolastico. Infine, lࢠautrice compone brevi riflessioni sul tema del risarcimento del danno non patrimoniale da inadempimento, condividendone la legittimazione alla risarcibilitàƒ , nonchàƒ© il contenimento della risarcibilitàƒ entro l'ambito della lesione di diritti fondamentali, affermato dalle Sezioni Unite, condividendo, altresàƒ¬ le perplessitàƒ che implicano l'esistenza di limiti mai ipotizzati allࢠautonomia contrattuale; detti limiti sembrano troppo fugaci e inidonei a garantire la certezza del diritto anche perchàƒ© sembrano orientarsi in base alla considerazione sociale del momento. Lࢠautrice manifesta le proprie considerazioni in ordine alla giurisprudenza di legittimitàƒ , la quale sembra, tuttora, non aver apprestato la giusta attenzione ai reali limiti (e dunque dalla concreta gestione delle controversie in sede giudiziale) operanti in tema di risarcimento del danno non patrimoniale da inadempimento: nesso causale, prevedibilitàƒ e concorso del danneggiato.
DANNO NON PATRIMONIALE DA INADEMPIMENTO
2013
Abstract
risarcimento del danno non patrimoniale derivante da responsabilitàƒ contrattuale; la individuazione della sua matrice giuridica e la sua configurabilitàƒ nellࢠambito dello schema normativo dellࢠart. 2059 c.c., oppure degli artt. 1218 e 1223 c.c.. La tesi favorevole alla risarcibilitàƒ del danno non patrimoniale da inadempimento, alla luce di una rilettura ࢠcostituzionalizzataࢠdellࢠart. 1174 c.c.; la tesi contraria: il contratto come strumento di tutela di interessi esclusivamente patrimoniali in base ad una lettura testuale dell'art. 1321 c.c.; il superamento della tesi contraria alla risarcibilitàƒ del danno non patrimoniale da inadempimento alla luce delle spinte comunitarie, internazionali e dei principi Unidroit, nonchàƒ© alla luce della giurisprudenza di legittimitàƒ e di merito. In particolare, si àƒ¨ analizzato lࢠorientamento giurisprudenziale di matrice penalistica che avalla la prevalente concezione sanzionatoria, e la giurisprudenza civilistica che, invece, definitivamente supera la concezione sanzionatoria e sposa quella riparatoria del risarcimento dei danni non patrimoniali da inadempimento contrattuale. La teoria del cumulo di responsabilitàƒ , o meglio, del concorso di azioni extracontrattuale e contrattuale e suo superamento. Al secondo capitolo, invece, ci si àƒ¨ soffermati sullࢠanalisi degli indirizzi elaborati e seguiti dalla giurisprudenza di merito e di legittimitàƒ a seguito della sentenza della Corte di Giustizia nà,°168 del 2002, che ha aperto la strada verso il risarcimento del danno cd. da vacanza rovinata, seguita dalla creazione legislativa di tale figura di danno, avvenuta ad opera della legge 27 dicembre 1977 n. 1084, di esecuzione della Convenzione di Bruxelles del 23 aprile 1970 alla quale fa espresso rinvio lࢠart.15 del D.lgs. 111/1995, attuativo della Direttiva n. 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti ࢠtutto compresoࢠ, le cui disposizioni sono poi confluite nel Codice del Consumo, D.lgs. 206/2005, infine, trasfuso nel D. Lgs. 23 maggio 2011, n. 79, entrato in vigore, a far data dal 21 giugno 2011, con il cd. nuovo Codice del Turismo. Pertanto, si àƒ¨ analizzato il danno non patrimoniale da inadempimento alla luce dellࢠorientamento seguito dalla giurisprudenza italiana, e da quella comunitaria, prima e dopo lࢠimportante decisione delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione del 2008, che ha rivalutato la risarcibilitàƒ del danno non patrimoniale, riconoscendone la piena cittadinanza anche a quello da inadempimento contrattuale, in ossequio alla tutela apprestata agli interessi costituzionalmente protetti e lesi da ࢠunࢠingiustizia graveࢠ. Ci si àƒ¨ soffermati, inoltre, sui rilievi in ordine allࢠinterpretazione costituzionalmente orientata dellࢠart.2059 c.c. e degli artt.1218 e s.s. c.c., esaminando le due diverse prospettive ermeneutiche alla luce della giurisprudenza successiva alla pronuncia delle Sezioni Unite, che segnano anche importanti ࢠdictaࢠsulla rilevanza, quantificazione e sullࢠonere probatorio del danno non patrimoniale da inadempimento; in particolare, si àƒ¨ analizzato la teoria che riconosce rilevanza all'interesse non patrimoniale sotteso nel contratto, ricorrendo alla teoria della ࢠcausa in concretoࢠ, il cui ricorso permette unࢠincorporazione dellࢠinteresse non patrimoniale del debitore allࢠadempimento della prestazione che puàƒ², tuttavia, mantenere il carattere economico. Si àƒ¨ analizzata la problematica della prevedibilitàƒ del danno non patrimoniale da inadempimento. Si passano, infine, in breve rassegna tutte le piàƒ¹ importanti e diffuse ipotesi contrattuali in cui la giurisprudenza individua la ricorrenza di danni non patrimoniali risarcibili, alla luce dei piàƒ¹ recenti approdi normativi; in particolare si analizza il danno non patrimoniale da inadempimento nel contratto di lavoro, in caso di mobbing, di demansionamento e dequalificazione professionale; il danno non patrimoniale da inadempimento nel settore sanitario, previamente analizzando, seppur brevemente, le diverse teorie elaborate dalla dottrina e dalla giurisprudenza circa la natura della responsabilitàƒ medica. Responsabilitàƒ contrattuale del medico per danni non patrimoniali, responsabilitàƒ per omessa informazione e il danno da nascita indesiderata, alla luce dei recenti approdi giurisprudenziali che riconoscono unࢠaspettativa di diritto direttamente al concepito in caso di omessa diagnosi di malformazioni del feto. Altri brevi esempi riferiti alla responsabilitàƒ degli insegnanti per i danni dellࢠalunno cagionati a se stesso e differenza rispetto a quelli che lࢠalunno cagiona a terzi, durante lࢠorario scolastico. Infine, lࢠautrice compone brevi riflessioni sul tema del risarcimento del danno non patrimoniale da inadempimento, condividendone la legittimazione alla risarcibilitàƒ , nonchàƒ© il contenimento della risarcibilitàƒ entro l'ambito della lesione di diritti fondamentali, affermato dalle Sezioni Unite, condividendo, altresàƒ¬ le perplessitàƒ che implicano l'esistenza di limiti mai ipotizzati allࢠautonomia contrattuale; detti limiti sembrano troppo fugaci e inidonei a garantire la certezza del diritto anche perchàƒ© sembrano orientarsi in base alla considerazione sociale del momento. Lࢠautrice manifesta le proprie considerazioni in ordine alla giurisprudenza di legittimitàƒ , la quale sembra, tuttora, non aver apprestato la giusta attenzione ai reali limiti (e dunque dalla concreta gestione delle controversie in sede giudiziale) operanti in tema di risarcimento del danno non patrimoniale da inadempimento: nesso causale, prevedibilitàƒ e concorso del danneggiato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/340997
URN:NBN:IT:BNCF-340997