La tesi à© il risultato di un lavoro che tenta di offrire un quadro sistematico e completo del complesso ruolo svolto dalla Ley organica nell'ordinamento spagnolo. La non linearità dell'analisi ha imposto un'indagine che, pur partendo dal mero dato normativo (art. 81 CE), si ਠpoi occupata di verificare quale ne fossero le applicazioni concrete, alla luce del dettato costituzionale. Sotto il profilo metodologico, durante l'elaborazione della tesi si sono intesi seguire una serie di punti (di seguito riportati) che rappresentano, e sintetizzano, l'essenza stessa del lavoro. In quest'ottica, a) importanza/attualità del tema; b) definizione degli obiettivi; c) uso delle fonti bibliografiche, normative, dottrinali e giurisprudenziali; d) analisi logico-giuridica delle problematiche esaminate, sono stati i profili attraverso cui si ਠsnodata l'elaborazione del lavoro. Individuate, cosà¬, le lenti con cui guardare al fenomeno, si ਠtentato di dare conto, del complesso comporsi delle argomentazioni della dottrina e della giurisprudenza. Se ਠvero che il tema delle fonti (cui pure il tema della LO deve ricondursi) non ਠparticolarmente nuovo, per l'addensarsi di un dibattito dottrinale e giurisprudenziale che †" in Spagna †" si ਠsviluppato negli anni immediatamente successivi all'entrata in vigore della Costituzione del 1978, ਠanche vero che l'attualità del tema si coglie nella vivacità di un dibattito dottrinale che, in Spagna, si ਠconfrontata con il prismatico comporsi dello strumento de quo. Negli anni immediatamente successivi all'entrata in vigore della Costituzione, la Spagna ha infatti conosciuto un fiorire di opere sulle fonti, prodotto di una dottrina che, preoccupata di assicurare coerenza e certezza al proprio diritto, non si ਠcurata di guardare alle stesse in quella prospettiva unitaria dell'ordinamento che, sicuramente, avrebbe giovato ad una pi๠attenta analisi dei problemi. L'impostazione normativista della dottrina spagnola di questi anni sembra celare l'ansia di sviluppare un ragionamento coerente e privo di contraddizioni in merito alle fonti che legittimi, in modo ragionato, la scelta di sistema, risolvendo le eventuali antinomie in concordanza. Nà© poteva essere diversamente. L'entrata in vigore della Costituzione del 1978 e, dunque, di un testo dal valore non meramente programmatico, offriva la possibilità ad una dottrina, per lungo tempo “costretta” a contenere il raggio delle sue riflessioni, di confrontarsi con un nuovo testo normativo. La consapevolezza della centralità del dibattito sulle fonti, nell'edificazione di un nuovo ordine e la preoccupazione che il valore da preservare fosse quello della certezza del diritto, ha fatto sଠche la dottrina segnalasse immediatamente le “criticità ” di un testo costituzionale parso, sul problema delle fonti, piuttosto lacunoso. In questo contesto generale di riferimento, le diverse posizioni della dottrina sono apparse da subito ben delineate in materia di LO. Ad una lettura per dir cosଠ“gerarchica” di questo tipo di fonte (in rapporto alla legge ordinaria) se ne à¨, infatti, affiancata, una volta a mettere in luce il profilo della “competenza”. Il dibattito, interno alla dottrina, sui compositi, controversi, e non definiti, rapporti fra gerarchia e competenza che l'analisi dell'art. 81 CE ha attivato, ਠindicativo di quanto la supremazia del criterio gerarchico fosse già stata “sfidata” dal Costituente del 1978. In questo contesto, non si ਠinteso andare alla ricerca di quale costruzione ideologica sia stata prediletta dal costituente spagnolo, ma indagare, piuttosto, le ragioni che hanno condotto †" attraverso un lungo processo di maturazione †" ad eleggere a sistema (qui delle fonti) un certo tipo di formula ritenuta idonea a “gestire” i rapporti fondamentali tra potere politico e società civile, altresଠdeterminando una ben precisa distribuzione di competenze all'interno del potere politico stesso. La LO di cui all'art. 81 CE sembra cosଠportare a compimento la costruzione di uno strumento normativo del tutto originale nel sistema spagnolo delle fonti, che combina i criteri della gerarchia e della competenza e, ad essi, affianca un importante momento procedimentale. La sua previsione denuncia, ma anche anticipa, la scoperta di una dimensione pluralista delle fonti, presentandosi quale strumento in grado di offrire risposta al magmatico comporsi degli interessi di una realtà politica e sociale tanto complessa quanto quella spagnola. In questo senso le cause culturali, economiche, sociali che hanno contribuito alla definizione dell'attuale assetto delle fonti hanno imposto di andare alla ricerca di una razionalità che, pur tentando di offrire una lettura ragionata dello strumento della Ley Organica, denuncia perಠal tempo stesso la propria incapacità ad essere fondativa, e cioਠa porsi in maniera esauriente e definitiva. Ed ਠqui che il ricorso all'indagine comparatistica sembra offrire spunti di particolare rilievo. Se infatti ਠvero che la “falta de originalidad” della Costituzione spagnola del 1978 ਠla conseguenza di una dottrina “incapace” di dar vita ad un modello originale perchà© abituata, in qualche modo, a ragionare su tematiche di teoria generale, e se ਠvero che quello francese ha offerto un valido riferimento per l'introduzione della LO, ਠanche vero che l'imitazione non ਠavvenuta senza che l'istituto fosse poi adattato alle esigenze dell'ordinamento imitante. A testimoniare della attualità del tema e del vigore che esso possiede, a dispetto del suo porsi come argomento classico nel sistema delle fonti, ਠla circostanza che altra parte della dottrina †" superando le pregresse impostazioni - giunge ad individuare, ora, nel momento procedimentale, ora in quello funzionale, la vera essenza del fenomeno indagato. Proprio in questi profili, si individuerebbe la peculiarità del fenomeno in esame; una peculiarità che ne fa strumento privilegiato per la disciplina di quelle materie di cui all'art. 81 CE e, comunque, per la tutela di diritti fondamentali, nonchà© per le la definizione degli Statuti di Autonomia. Dimostrazione ulteriore di questa complessità , al tempo stesso strutturale e funzionale, della LO si rinviene dall'analisi di quell'interessante filone giurisprudenziale che si ਠoriginato a seguito dell'approvazione degli statuti riformati catalano, valenziano, andaluso etc., e i cui epigoni si colgono nel dibattito che ne ਠderivato nella dottrina spagnola. Infine, si ਠtentato di verificare se, nell'ordinamento italiano, il modello della LO abbia avuto la possibilità di circolare e quali siano le ragioni che si frappongono al recepimento e/o alla diffusione di questo strumento. Il lavoro di ricerca si ਠedificato su un vasto materiale bibliografico (dottrinale e giurisprudenziale) che, pur non esaurendo tutte le fonti, consente perಠdi porre in evidenza lo sforzo di offrire un approccio critico e ragionato alla ricostruzione del tema della Ley Organica.
La Legge Organica nel sistema delle Fonti Spagnolo: Spunti per una Comparazione
2013
Abstract
La tesi à© il risultato di un lavoro che tenta di offrire un quadro sistematico e completo del complesso ruolo svolto dalla Ley organica nell'ordinamento spagnolo. La non linearità dell'analisi ha imposto un'indagine che, pur partendo dal mero dato normativo (art. 81 CE), si ਠpoi occupata di verificare quale ne fossero le applicazioni concrete, alla luce del dettato costituzionale. Sotto il profilo metodologico, durante l'elaborazione della tesi si sono intesi seguire una serie di punti (di seguito riportati) che rappresentano, e sintetizzano, l'essenza stessa del lavoro. In quest'ottica, a) importanza/attualità del tema; b) definizione degli obiettivi; c) uso delle fonti bibliografiche, normative, dottrinali e giurisprudenziali; d) analisi logico-giuridica delle problematiche esaminate, sono stati i profili attraverso cui si ਠsnodata l'elaborazione del lavoro. Individuate, cosà¬, le lenti con cui guardare al fenomeno, si ਠtentato di dare conto, del complesso comporsi delle argomentazioni della dottrina e della giurisprudenza. Se ਠvero che il tema delle fonti (cui pure il tema della LO deve ricondursi) non ਠparticolarmente nuovo, per l'addensarsi di un dibattito dottrinale e giurisprudenziale che †" in Spagna †" si ਠsviluppato negli anni immediatamente successivi all'entrata in vigore della Costituzione del 1978, ਠanche vero che l'attualità del tema si coglie nella vivacità di un dibattito dottrinale che, in Spagna, si ਠconfrontata con il prismatico comporsi dello strumento de quo. Negli anni immediatamente successivi all'entrata in vigore della Costituzione, la Spagna ha infatti conosciuto un fiorire di opere sulle fonti, prodotto di una dottrina che, preoccupata di assicurare coerenza e certezza al proprio diritto, non si ਠcurata di guardare alle stesse in quella prospettiva unitaria dell'ordinamento che, sicuramente, avrebbe giovato ad una pi๠attenta analisi dei problemi. L'impostazione normativista della dottrina spagnola di questi anni sembra celare l'ansia di sviluppare un ragionamento coerente e privo di contraddizioni in merito alle fonti che legittimi, in modo ragionato, la scelta di sistema, risolvendo le eventuali antinomie in concordanza. Nà© poteva essere diversamente. L'entrata in vigore della Costituzione del 1978 e, dunque, di un testo dal valore non meramente programmatico, offriva la possibilità ad una dottrina, per lungo tempo “costretta” a contenere il raggio delle sue riflessioni, di confrontarsi con un nuovo testo normativo. La consapevolezza della centralità del dibattito sulle fonti, nell'edificazione di un nuovo ordine e la preoccupazione che il valore da preservare fosse quello della certezza del diritto, ha fatto sଠche la dottrina segnalasse immediatamente le “criticità ” di un testo costituzionale parso, sul problema delle fonti, piuttosto lacunoso. In questo contesto generale di riferimento, le diverse posizioni della dottrina sono apparse da subito ben delineate in materia di LO. Ad una lettura per dir cosଠ“gerarchica” di questo tipo di fonte (in rapporto alla legge ordinaria) se ne à¨, infatti, affiancata, una volta a mettere in luce il profilo della “competenza”. Il dibattito, interno alla dottrina, sui compositi, controversi, e non definiti, rapporti fra gerarchia e competenza che l'analisi dell'art. 81 CE ha attivato, ਠindicativo di quanto la supremazia del criterio gerarchico fosse già stata “sfidata” dal Costituente del 1978. In questo contesto, non si ਠinteso andare alla ricerca di quale costruzione ideologica sia stata prediletta dal costituente spagnolo, ma indagare, piuttosto, le ragioni che hanno condotto †" attraverso un lungo processo di maturazione †" ad eleggere a sistema (qui delle fonti) un certo tipo di formula ritenuta idonea a “gestire” i rapporti fondamentali tra potere politico e società civile, altresଠdeterminando una ben precisa distribuzione di competenze all'interno del potere politico stesso. La LO di cui all'art. 81 CE sembra cosଠportare a compimento la costruzione di uno strumento normativo del tutto originale nel sistema spagnolo delle fonti, che combina i criteri della gerarchia e della competenza e, ad essi, affianca un importante momento procedimentale. La sua previsione denuncia, ma anche anticipa, la scoperta di una dimensione pluralista delle fonti, presentandosi quale strumento in grado di offrire risposta al magmatico comporsi degli interessi di una realtà politica e sociale tanto complessa quanto quella spagnola. In questo senso le cause culturali, economiche, sociali che hanno contribuito alla definizione dell'attuale assetto delle fonti hanno imposto di andare alla ricerca di una razionalità che, pur tentando di offrire una lettura ragionata dello strumento della Ley Organica, denuncia perಠal tempo stesso la propria incapacità ad essere fondativa, e cioਠa porsi in maniera esauriente e definitiva. Ed ਠqui che il ricorso all'indagine comparatistica sembra offrire spunti di particolare rilievo. Se infatti ਠvero che la “falta de originalidad” della Costituzione spagnola del 1978 ਠla conseguenza di una dottrina “incapace” di dar vita ad un modello originale perchà© abituata, in qualche modo, a ragionare su tematiche di teoria generale, e se ਠvero che quello francese ha offerto un valido riferimento per l'introduzione della LO, ਠanche vero che l'imitazione non ਠavvenuta senza che l'istituto fosse poi adattato alle esigenze dell'ordinamento imitante. A testimoniare della attualità del tema e del vigore che esso possiede, a dispetto del suo porsi come argomento classico nel sistema delle fonti, ਠla circostanza che altra parte della dottrina †" superando le pregresse impostazioni - giunge ad individuare, ora, nel momento procedimentale, ora in quello funzionale, la vera essenza del fenomeno indagato. Proprio in questi profili, si individuerebbe la peculiarità del fenomeno in esame; una peculiarità che ne fa strumento privilegiato per la disciplina di quelle materie di cui all'art. 81 CE e, comunque, per la tutela di diritti fondamentali, nonchà© per le la definizione degli Statuti di Autonomia. Dimostrazione ulteriore di questa complessità , al tempo stesso strutturale e funzionale, della LO si rinviene dall'analisi di quell'interessante filone giurisprudenziale che si ਠoriginato a seguito dell'approvazione degli statuti riformati catalano, valenziano, andaluso etc., e i cui epigoni si colgono nel dibattito che ne ਠderivato nella dottrina spagnola. Infine, si ਠtentato di verificare se, nell'ordinamento italiano, il modello della LO abbia avuto la possibilità di circolare e quali siano le ragioni che si frappongono al recepimento e/o alla diffusione di questo strumento. Il lavoro di ricerca si ਠedificato su un vasto materiale bibliografico (dottrinale e giurisprudenziale) che, pur non esaurendo tutte le fonti, consente perಠdi porre in evidenza lo sforzo di offrire un approccio critico e ragionato alla ricostruzione del tema della Ley Organica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/341196
URN:NBN:IT:BNCF-341196