INTRODUZIONE: Il termine Awareness viene utilizzato per spiegare la fenomenologia del "risveglio intraoperatorio", ovvero la rievocazione e memorizzazione di alcuni ricordi correlati all'intervento chirurgico e che la mente ਠin grado di registrare. Alcuni studi affermano che il fenomeno occorre 1-2 casi ogni 1000 e che negli USA si stimino circa 30-40000 casi l'anno. Il nostro studio si propone di valutare la profondità  dell'anestesia, nelle diverse tecniche anestesiologiche, monitorando il paziente attraverso i potenziali uditivi acustici (AEP), espressione delle risposte ettrofisiologiche del Sistema Nervoso ad un determinato stimolo uditivo, che si trasmette dalla coclea alla corteccia cerebrale. MATERIALI E METODI: Allo scopo di valutare la profondità  dell'anestesia abbiamo valutato il trend degli AEP in 30 pazienti classe ASA III sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore e suddivisi in 3 gruppi di 10 pazienti a seconda della tecnica estesiologica utilizzata: GRUPPO A (anestesia bilanciata); GRUPPO B (TIVA in TCI); GRUPPO C (anestesia blended); E' stato valutato l'andamento dell'indice AAI, utilizzando il monitor Alaris AEP. Inoltre ਠstato confrontato l'indice AAI con un indice clinico di riferimento, variabile da 0 a 10, composto dall'analisi dei seguenti segni clinici, in risposta alle stimolazioni chirurgiche: -Variazioni pressorie -Variazioni frequenza cardiaca -Sudorazione -Lacrimazione -Reattività  pupillare Sono state definite instabili le anestesie nelle quali si sono verificati pi๠di un episodio di indice di AAI >30 e/o indice clinico >3. RISULTATI I tutti i partecipanti allo studio si ਠosservata una buona corrispondenza tra indice AAI ed indice clinico. In particolare, tutti i pazienti del gruppo A hanno dimostrato sempre stabilità . Nel gruppo B sono risultati instabili solo 2 pazienti, mentre soltanto 1 nel gruppo C. Tuttavia da un punto di vista statistico le differenze calcolate con il test del chi quadro non sono state significative. CONCLUSIONI: Paradossalmente ci saremmo aspettati pi๠casi di instabilità  nella blended, per l'impiego corrente di ipnotici a dosi relativamente basse, cosa che non si ਠverificata. Tuttavia i risultati ottenuti con l'osservazione dell'indice AAI, hanno dimostrato che attraverso il blocco sensoriale, praticato con la peridurale, la profondità  dell'anestesia ਠstata controllata per tutto l'intervento chirurgico, evidentemente perchà© la componente ipnotica, pur essendo sottodosata, ਠpotenziata dall'associazione in peridurale di l-bupivacaina ed oppioidi maggiori (sufentanil).

POTENZIALI ACUSTICI EVOCATI (AEP): VALUTAZIONE DELLA PROFONDITA' DELL'ANESTESIA NELLE DIVERSE TECNICHE ANESTESIOLOGICHE

2014

Abstract

INTRODUZIONE: Il termine Awareness viene utilizzato per spiegare la fenomenologia del "risveglio intraoperatorio", ovvero la rievocazione e memorizzazione di alcuni ricordi correlati all'intervento chirurgico e che la mente ਠin grado di registrare. Alcuni studi affermano che il fenomeno occorre 1-2 casi ogni 1000 e che negli USA si stimino circa 30-40000 casi l'anno. Il nostro studio si propone di valutare la profondità  dell'anestesia, nelle diverse tecniche anestesiologiche, monitorando il paziente attraverso i potenziali uditivi acustici (AEP), espressione delle risposte ettrofisiologiche del Sistema Nervoso ad un determinato stimolo uditivo, che si trasmette dalla coclea alla corteccia cerebrale. MATERIALI E METODI: Allo scopo di valutare la profondità  dell'anestesia abbiamo valutato il trend degli AEP in 30 pazienti classe ASA III sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore e suddivisi in 3 gruppi di 10 pazienti a seconda della tecnica estesiologica utilizzata: GRUPPO A (anestesia bilanciata); GRUPPO B (TIVA in TCI); GRUPPO C (anestesia blended); E' stato valutato l'andamento dell'indice AAI, utilizzando il monitor Alaris AEP. Inoltre ਠstato confrontato l'indice AAI con un indice clinico di riferimento, variabile da 0 a 10, composto dall'analisi dei seguenti segni clinici, in risposta alle stimolazioni chirurgiche: -Variazioni pressorie -Variazioni frequenza cardiaca -Sudorazione -Lacrimazione -Reattività  pupillare Sono state definite instabili le anestesie nelle quali si sono verificati pi๠di un episodio di indice di AAI >30 e/o indice clinico >3. RISULTATI I tutti i partecipanti allo studio si ਠosservata una buona corrispondenza tra indice AAI ed indice clinico. In particolare, tutti i pazienti del gruppo A hanno dimostrato sempre stabilità . Nel gruppo B sono risultati instabili solo 2 pazienti, mentre soltanto 1 nel gruppo C. Tuttavia da un punto di vista statistico le differenze calcolate con il test del chi quadro non sono state significative. CONCLUSIONI: Paradossalmente ci saremmo aspettati pi๠casi di instabilità  nella blended, per l'impiego corrente di ipnotici a dosi relativamente basse, cosa che non si ਠverificata. Tuttavia i risultati ottenuti con l'osservazione dell'indice AAI, hanno dimostrato che attraverso il blocco sensoriale, praticato con la peridurale, la profondità  dell'anestesia ਠstata controllata per tutto l'intervento chirurgico, evidentemente perchà© la componente ipnotica, pur essendo sottodosata, ਠpotenziata dall'associazione in peridurale di l-bupivacaina ed oppioidi maggiori (sufentanil).
2014
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