L'osservazione degli effetti dei terremoti in Italia ha pi๠volte evidenziato che il fattore determinante delle conseguenze prodotte in termini di vittime e di danni, pi๠che la severità  degli stessi sismi, ਠl'elevata vulnerabilità  di gran parte del patrimonio edilizio e soprattutto quello dei centri storici. I centri storici sono costituiti per la maggior parte da edifici in muratura, ma vi ਠda dire che il contesto nel quale essi si trovano, sia sotto il profilo storico-architettonico (valore del tessuto urbano, come patrimonio da conservare) che strutturale (interazione tra gli edifici che costituiscono un aggregato durante l'evento sismico), rendono necessario un approccio non solo puntuale sul singolo manufatto ma complessivo. Infatti in tutti i centri storici ਠpresente un interessante “tessuto urbano” che contribuisce in maniera significativa alla caratterizzazione degli insediamenti e disegna la morfologia del paesaggio. Inoltre esso rappresenta, nell'insieme, un “bene monumentale” inteso come sommatoria di episodi costruttivi, di valori storico ambientali, sociali ed economici, che va interamente tutelato. Pertanto la sua conservazione assume una importanza fondamentale non solo per il suo intrinseco valore simbolico e culturale, ma anche per la sua irriproducibilità , per la sua capacità  di stimolare senso di identità , per la sua testimonianza storica. In tali ambiti, percià², detto patrimonio dovrà  essere anche salvaguardato da possibili eventi sismici che lo porterebbero o alla distruzione o a modificazioni permanenti. E' noto che una delle strategie di difesa dai sismi ਠquella di migliorare la qualità  del costruito, riducendo la sua danneggiabilità  a livelli accettabili. Per le nuove costruzioni il raggiungimento di tale livello dovrebbe essere implicitamente ottenuto con l'osservanza delle norme antisismiche. Altro discorso invece ਠquello riguardante gli edifici esistenti costruiti in epoche passate in assenza di normative antisismiche e con caratteristiche tipologiche e strutturali diverse. Questi infatti necessitano di una valutazione della loro attuale predisposizione al danneggiamento dovuto alle conseguenze delle azioni dovute agli eventi sismici, al fine di per poter definire future scelte di interventi da adottare. La ricerca, privilegiando un indirizzo di studio a grande scala, vuole contribuire allo sviluppo di un processo metodologico che abbia per finalità  la valutazione della vulnerabilità  di edifici in muratura dei centri antichi al fine di conseguire risultati trasferibili ad altre realtà  costruttive. In questo contesto lo studio di metodi per la valutazione e riduzione del rischio sismico, riferito sia a singole costruzioni che a loro insiemi, ਠparte integrante dell'attività  conoscitiva sulle problematiche connesse al fenomeno terremoto. Pertanto si fa riferimento alla definizione pi๠generale di rischio sismico, per la cui valutazione concorrono le informazioni relative a tre importanti parametri che sono la pericolosità , la vulnerabilità  e l'esposizione. La determinazione di tali parametri viene affrontata nella prima parte della ricerca; la seconda, invece, ਠincentrata sullo studio fatto sul Borgo Antico di Laino Castello (CS), completamente disabitato dal 1985 per problemi geologici e sismici, dove sono stati applicati le conoscenze acquisite nella prima parte della ricerca. L'obiettivo finale ਠstato quello di valutare una stima del rischio sismico per tale borgo al fine di permettere l'individuazione di una possibile strategia di conservazione e valorizzazione del Borgo stesso in quanto realtà  ricca di valenze culturali ed ambientali. La pericolosità  à¨ stata valutata col metodo di Cornell facendo di fatto riferimento alla zonazione sismogenetica ZS.4 ed al catalogo NT4.1. La vulnerabilità  del patrimonio edilizio abitativo ਠstata stimata ripartendo le abitazioni in tre classi sulla base di indicatori, relativi alla tipologia alla qualità  muraria e all'epoca di costruzione, ricavati in funzione dei vari sopralluoghi, dei dati censiti con le schede di rilevamento (GNDT), da notizie acquisite dall'ufficio tecnico comunale preposto, nonchà© dall'ultimo censimento ISTAT del 2001. La correlazione intensità -vulnerabilità -danno ਠstata computata utilizzando sia il metodo delle matrici di probabilità  che quello dell'indice di vulnerabilità . L'esposizione ਠstata valutata facendo ricorso ai soli dati sugli edifici, al fine di poter stimare l'ordine di grandezza del possibile volume perso di abitazioni (crolli) in un prefissato periodo di tempo. I risultati sono da considerarsi, come già  detto, preliminari e forniscono solo una stima degli ordini di grandezza, riferiti appunto, alla valutazione del rischio sismico per il patrimonio architettonico e storico nei centri antichi.

Problemi connessi alla valutazione del rischio sismico per il patrimonio architettonico e storico nei centri antichi. Il caso di Laino Castello

2006

Abstract

L'osservazione degli effetti dei terremoti in Italia ha pi๠volte evidenziato che il fattore determinante delle conseguenze prodotte in termini di vittime e di danni, pi๠che la severità  degli stessi sismi, ਠl'elevata vulnerabilità  di gran parte del patrimonio edilizio e soprattutto quello dei centri storici. I centri storici sono costituiti per la maggior parte da edifici in muratura, ma vi ਠda dire che il contesto nel quale essi si trovano, sia sotto il profilo storico-architettonico (valore del tessuto urbano, come patrimonio da conservare) che strutturale (interazione tra gli edifici che costituiscono un aggregato durante l'evento sismico), rendono necessario un approccio non solo puntuale sul singolo manufatto ma complessivo. Infatti in tutti i centri storici ਠpresente un interessante “tessuto urbano” che contribuisce in maniera significativa alla caratterizzazione degli insediamenti e disegna la morfologia del paesaggio. Inoltre esso rappresenta, nell'insieme, un “bene monumentale” inteso come sommatoria di episodi costruttivi, di valori storico ambientali, sociali ed economici, che va interamente tutelato. Pertanto la sua conservazione assume una importanza fondamentale non solo per il suo intrinseco valore simbolico e culturale, ma anche per la sua irriproducibilità , per la sua capacità  di stimolare senso di identità , per la sua testimonianza storica. In tali ambiti, percià², detto patrimonio dovrà  essere anche salvaguardato da possibili eventi sismici che lo porterebbero o alla distruzione o a modificazioni permanenti. E' noto che una delle strategie di difesa dai sismi ਠquella di migliorare la qualità  del costruito, riducendo la sua danneggiabilità  a livelli accettabili. Per le nuove costruzioni il raggiungimento di tale livello dovrebbe essere implicitamente ottenuto con l'osservanza delle norme antisismiche. Altro discorso invece ਠquello riguardante gli edifici esistenti costruiti in epoche passate in assenza di normative antisismiche e con caratteristiche tipologiche e strutturali diverse. Questi infatti necessitano di una valutazione della loro attuale predisposizione al danneggiamento dovuto alle conseguenze delle azioni dovute agli eventi sismici, al fine di per poter definire future scelte di interventi da adottare. La ricerca, privilegiando un indirizzo di studio a grande scala, vuole contribuire allo sviluppo di un processo metodologico che abbia per finalità  la valutazione della vulnerabilità  di edifici in muratura dei centri antichi al fine di conseguire risultati trasferibili ad altre realtà  costruttive. In questo contesto lo studio di metodi per la valutazione e riduzione del rischio sismico, riferito sia a singole costruzioni che a loro insiemi, ਠparte integrante dell'attività  conoscitiva sulle problematiche connesse al fenomeno terremoto. Pertanto si fa riferimento alla definizione pi๠generale di rischio sismico, per la cui valutazione concorrono le informazioni relative a tre importanti parametri che sono la pericolosità , la vulnerabilità  e l'esposizione. La determinazione di tali parametri viene affrontata nella prima parte della ricerca; la seconda, invece, ਠincentrata sullo studio fatto sul Borgo Antico di Laino Castello (CS), completamente disabitato dal 1985 per problemi geologici e sismici, dove sono stati applicati le conoscenze acquisite nella prima parte della ricerca. L'obiettivo finale ਠstato quello di valutare una stima del rischio sismico per tale borgo al fine di permettere l'individuazione di una possibile strategia di conservazione e valorizzazione del Borgo stesso in quanto realtà  ricca di valenze culturali ed ambientali. La pericolosità  à¨ stata valutata col metodo di Cornell facendo di fatto riferimento alla zonazione sismogenetica ZS.4 ed al catalogo NT4.1. La vulnerabilità  del patrimonio edilizio abitativo ਠstata stimata ripartendo le abitazioni in tre classi sulla base di indicatori, relativi alla tipologia alla qualità  muraria e all'epoca di costruzione, ricavati in funzione dei vari sopralluoghi, dei dati censiti con le schede di rilevamento (GNDT), da notizie acquisite dall'ufficio tecnico comunale preposto, nonchà© dall'ultimo censimento ISTAT del 2001. La correlazione intensità -vulnerabilità -danno ਠstata computata utilizzando sia il metodo delle matrici di probabilità  che quello dell'indice di vulnerabilità . L'esposizione ਠstata valutata facendo ricorso ai soli dati sugli edifici, al fine di poter stimare l'ordine di grandezza del possibile volume perso di abitazioni (crolli) in un prefissato periodo di tempo. I risultati sono da considerarsi, come già  detto, preliminari e forniscono solo una stima degli ordini di grandezza, riferiti appunto, alla valutazione del rischio sismico per il patrimonio architettonico e storico nei centri antichi.
2006
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