Il suolo rappresenta il substrato naturale per la crescita e la produttività  degli organismi vegetali che da esso traggono i nutrienti indispensabili al loro sviluppo. Non bisogna dimenticare, perà², che il suolo ਠuna risorsa limitata e non rinnovabile; pertanto, ਠdi fondamentale importanza preservare tale risorsa valutandone la qualità , lo stato di salute e proponendo sistemi di protezione e riqualificazione. Allo stato attuale, lo sfruttamento agricolo modifica questi rapporti, le pratiche agronomiche ad esempio accelerano le trasformazioni cicliche. Questa maggiore dinamicità  fa si che il terreno agrario abbia rispetto al terreno naturale un minor grado di stabilità ; ciಠa lungo andare comporta una riduzione della biodiversità  agricola, che inesorabilmente si ripercuoterà  su quella alimentare. I processi del metabolismo del suolo, intesi come trasformazioni di materiali ed energetiche, sono fondamentalmente connessi al turnover microbico sotto l'azione di fattori limitanti sia abiologici che di coazione biologica (Sequi et al., 2003). La moderna agricoltura dovrebbe infatti prefiggersi lo scopo di raggiungere la massima produttività  consentita dalle condizioni edafiche, mantenendo elevato non solo il livello della fertilità  chimica, ma anche quello della fertilità  biologica.Il progetto di ricerca di questi anni di Dottorato si à¨, proposto di mettere in relazione: le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del suolo, sotto diverse cultivar di Olea europaea L. per stimare fertilità  e qualità  degli stessi; le caratteristiche funzionali fogliari, le caratteristiche chimico-fisiche dei frutti e quelle qualitative dei rispettivi oli estratti sperimentalmente. àˆ infatti noto dalla letteratura che a ciascuna cultivar sono generalmente associati tratti fogliari funzionali, e di fruttificazione, che riflettono bene la capacità  di adattamento della pianta nel suo luogo di crescita e la sua capacità  di risposta agli stimoli ambientali (Loussert, 1978). Le foglie possono essere considerate i "primi recettori" delle risorse abiotiche, per cui, piante con una buona struttura fogliare sono sintomo di qualità  dell'olivo, ed espressione di una efficiente capacità  della pianta di acquisire e di utilizzare le risorse ambientali (luce, acqua e nutrienti) (Poorter et al., 2006). Le variazioni delle caratteristiche del frutto inoltre, possono dare utili informazioni sulla qualità  degli oli prodotti dalle diverse cultivar cosi come la possibilità  di effettuare prelievi in siti diversi per la stessa cultivar consente, di evidenziare effetti non pi๠legati alla varietà  della pianta, ma al tipo di suolo, alle condizioni climatiche e le risposte a specifici fattori di disturbo della pianta e dei suoi prodotti (Di Vaio et al., 2013). Cercare di comprendere la relazione esistente tra la qualità  dei suoli, dell'intera pianta con la qualità  degli oli prodotti da diverse varietà  genetiche e soprattutto cercare di verificare se questa relazione tra le quattro matrici di studio (suoli, foglie, frutti e oli) fosse legata a problematiche ambientali (luce, temperatura, precipitazioni, localizzazioni geografica) o varietali (cultivar) ਠstato quindi l'obiettivo di tale ricerca. Le cultivar di Olea europaea L., prese in esame in questo lavoro di tesi di dottorato ricadono in specifiche aree produttive dell'Italia centro-meridionale; in particolare, sono autoctone della Regione Campania (Pisciottana, Ravece, Ortice) e della Regione Umbria (Frantoio e Moraiolo). In questo modo ਠstato possibile effettuare un confronto inter-regionale. Inoltre, in tutti i casi sono stati scelti siti qualificanti alcuni ambienti e situazioni gestionali specifiche. Le aree di campionamento scelte sono le seguenti: Pisciotta (Sa) per la cultivar Pisciottana; Avellino per la varietà  Ravece; Benevento la cultivar Ortice ed infine, Frantoio e Moraiolo provenienti da Perugia. Al fine di andare a valutare come la stessa varietà  genetica campionata in due siti diversi consente di evidenziare effetti del suolo, delle condizioni climatiche e di eventuali fattori di disturbo sulle olive e sugli oli, le cultivar Frantoio e Moraiolo sono state campionate a Perugia, in uliveti puri, e ad Assisi in un uliveto misto mentre la varietà  Pisciottana ਠstata campionata nei territori di Pisciotta e Licosa (SA). Inoltre, la possibilità  di effettuare prelievi in siti diversi per la stessa cultivar ha permesso anche di valutare, proprio nell'area di Licosa, gli effetti che le cosiddette "arature" del cinghiale (Sus scrofa L.) possono avere sulle proprietà  chimico-fisiche del suolo e di conseguenza sulla produttività  delle specie vegetali di interesse colturale che albergano sui suoli sottoposti a "grufolaggio".

Relazione tra qualità  del suolo, caratteristiche fogliari e qualità  dell'olio in differenti cultivar di Olea europaea L.

2015

Abstract

Il suolo rappresenta il substrato naturale per la crescita e la produttività  degli organismi vegetali che da esso traggono i nutrienti indispensabili al loro sviluppo. Non bisogna dimenticare, perà², che il suolo ਠuna risorsa limitata e non rinnovabile; pertanto, ਠdi fondamentale importanza preservare tale risorsa valutandone la qualità , lo stato di salute e proponendo sistemi di protezione e riqualificazione. Allo stato attuale, lo sfruttamento agricolo modifica questi rapporti, le pratiche agronomiche ad esempio accelerano le trasformazioni cicliche. Questa maggiore dinamicità  fa si che il terreno agrario abbia rispetto al terreno naturale un minor grado di stabilità ; ciಠa lungo andare comporta una riduzione della biodiversità  agricola, che inesorabilmente si ripercuoterà  su quella alimentare. I processi del metabolismo del suolo, intesi come trasformazioni di materiali ed energetiche, sono fondamentalmente connessi al turnover microbico sotto l'azione di fattori limitanti sia abiologici che di coazione biologica (Sequi et al., 2003). La moderna agricoltura dovrebbe infatti prefiggersi lo scopo di raggiungere la massima produttività  consentita dalle condizioni edafiche, mantenendo elevato non solo il livello della fertilità  chimica, ma anche quello della fertilità  biologica.Il progetto di ricerca di questi anni di Dottorato si à¨, proposto di mettere in relazione: le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del suolo, sotto diverse cultivar di Olea europaea L. per stimare fertilità  e qualità  degli stessi; le caratteristiche funzionali fogliari, le caratteristiche chimico-fisiche dei frutti e quelle qualitative dei rispettivi oli estratti sperimentalmente. àˆ infatti noto dalla letteratura che a ciascuna cultivar sono generalmente associati tratti fogliari funzionali, e di fruttificazione, che riflettono bene la capacità  di adattamento della pianta nel suo luogo di crescita e la sua capacità  di risposta agli stimoli ambientali (Loussert, 1978). Le foglie possono essere considerate i "primi recettori" delle risorse abiotiche, per cui, piante con una buona struttura fogliare sono sintomo di qualità  dell'olivo, ed espressione di una efficiente capacità  della pianta di acquisire e di utilizzare le risorse ambientali (luce, acqua e nutrienti) (Poorter et al., 2006). Le variazioni delle caratteristiche del frutto inoltre, possono dare utili informazioni sulla qualità  degli oli prodotti dalle diverse cultivar cosi come la possibilità  di effettuare prelievi in siti diversi per la stessa cultivar consente, di evidenziare effetti non pi๠legati alla varietà  della pianta, ma al tipo di suolo, alle condizioni climatiche e le risposte a specifici fattori di disturbo della pianta e dei suoi prodotti (Di Vaio et al., 2013). Cercare di comprendere la relazione esistente tra la qualità  dei suoli, dell'intera pianta con la qualità  degli oli prodotti da diverse varietà  genetiche e soprattutto cercare di verificare se questa relazione tra le quattro matrici di studio (suoli, foglie, frutti e oli) fosse legata a problematiche ambientali (luce, temperatura, precipitazioni, localizzazioni geografica) o varietali (cultivar) ਠstato quindi l'obiettivo di tale ricerca. Le cultivar di Olea europaea L., prese in esame in questo lavoro di tesi di dottorato ricadono in specifiche aree produttive dell'Italia centro-meridionale; in particolare, sono autoctone della Regione Campania (Pisciottana, Ravece, Ortice) e della Regione Umbria (Frantoio e Moraiolo). In questo modo ਠstato possibile effettuare un confronto inter-regionale. Inoltre, in tutti i casi sono stati scelti siti qualificanti alcuni ambienti e situazioni gestionali specifiche. Le aree di campionamento scelte sono le seguenti: Pisciotta (Sa) per la cultivar Pisciottana; Avellino per la varietà  Ravece; Benevento la cultivar Ortice ed infine, Frantoio e Moraiolo provenienti da Perugia. Al fine di andare a valutare come la stessa varietà  genetica campionata in due siti diversi consente di evidenziare effetti del suolo, delle condizioni climatiche e di eventuali fattori di disturbo sulle olive e sugli oli, le cultivar Frantoio e Moraiolo sono state campionate a Perugia, in uliveti puri, e ad Assisi in un uliveto misto mentre la varietà  Pisciottana ਠstata campionata nei territori di Pisciotta e Licosa (SA). Inoltre, la possibilità  di effettuare prelievi in siti diversi per la stessa cultivar ha permesso anche di valutare, proprio nell'area di Licosa, gli effetti che le cosiddette "arature" del cinghiale (Sus scrofa L.) possono avere sulle proprietà  chimico-fisiche del suolo e di conseguenza sulla produttività  delle specie vegetali di interesse colturale che albergano sui suoli sottoposti a "grufolaggio".
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