Nel corso degli ultimi trent'anni, si ਠandata progressivamente imponendo una nuova e pi๠diffusa attenzione rispetto ai temi, sempre pi๠attuali e scottanti, dell'inquinamento ambientale e delle relative ripercussioni sulla salute umana. Le diossine sono considerate contaminanti globali, in quanto ubiquitarie e, sia pure in bassissime dosi, praticamente presenti ovunque. Il problema non à¨, perಠla loro presenza, ma la loro quantità . Le diossine non sono prodotti industriali, ma sottoprodotti indesiderati di altre reazioni chimiche (processi di combustione incontrollata quali incenerimento dei rifiuti delle attività  agricole, incendi di boschi e siti industriali, fuochi di caminetti). La formazione di diossine nella combustione incontrollata ਠagevolata in modo sensibile dalla presenza di certe sostanze chimiche contenenti cloro, i cosiddetti “precursori”. Si tratta di sostanze prodotte dall'uomo e, tra queste, si ricordano i policlorobifenili (PCB). I PCB sono tossici insidiosi, invisibili ed impercettibili; si accumulano nell'organismo soprattutto in situazioni di contaminazione cronica e di lungo periodo, producendo effetti dannosi a lunga scadenza difficilmente prevedibili. La maggior fonte di contaminazione umana riguarda la loro assunzione attraverso gli alimenti, anche se in alcuni casi l'inalazione e l'esposizione cutanea possono rappresentare delle importanti vie di contaminazione. Il nostro progetto di ricerca ਠstato suddiviso in due filoni. Prima linea di studio: analisi delle correlazione tra inquinanti ambientali e malformazioni fetali . In particolare sono stati presi in esame il Bisfenolo A e 10 tra i pi๠comuni PBC. Seconda linea di studio: correlazione tra cancro endometriale e concentrazioni ematiche dei principali PBC. In definitiva, non ਠancora possibile raggiungere una univocità  di interpretazione dalla ampia messe di dati ricavabili dai vari bracci del presente studio. Perà², per quanto i nostri risultati necessitino di un pi๠ampio inquadramento epidemiologico e laboratoristico di cui attualmente nemmeno la letteratura ਠin grado di fornire il necessario supporto, ਠpur vero che sussistono varie prove “parziali” che collegano l'inquinamento ambientale a ripercussioni sulla riproduzione animale ed umana. Ne deriva un severo monito ad inquadrare le singole evidenze sperimentali in un pi๠ampio contesto scientifico, che debba, perಠ, mantenere nella debita considerazione i molteplici fattori che interferiscono sulla riproduzione umana in concomitanza con gli effetti dell'inquinamento. Risulta comunque accertato che gli inquinanti ambientali rivestono in ogni caso la funzione di “endocrine disruptor” e cioਠdi fattori capaci di interagire a vari livelli ed in varie epoche sullo sviluppo umano.

Inquinamento ambientale e patologie ostetrico-ginecologiche

2014

Abstract

Nel corso degli ultimi trent'anni, si ਠandata progressivamente imponendo una nuova e pi๠diffusa attenzione rispetto ai temi, sempre pi๠attuali e scottanti, dell'inquinamento ambientale e delle relative ripercussioni sulla salute umana. Le diossine sono considerate contaminanti globali, in quanto ubiquitarie e, sia pure in bassissime dosi, praticamente presenti ovunque. Il problema non à¨, perಠla loro presenza, ma la loro quantità . Le diossine non sono prodotti industriali, ma sottoprodotti indesiderati di altre reazioni chimiche (processi di combustione incontrollata quali incenerimento dei rifiuti delle attività  agricole, incendi di boschi e siti industriali, fuochi di caminetti). La formazione di diossine nella combustione incontrollata ਠagevolata in modo sensibile dalla presenza di certe sostanze chimiche contenenti cloro, i cosiddetti “precursori”. Si tratta di sostanze prodotte dall'uomo e, tra queste, si ricordano i policlorobifenili (PCB). I PCB sono tossici insidiosi, invisibili ed impercettibili; si accumulano nell'organismo soprattutto in situazioni di contaminazione cronica e di lungo periodo, producendo effetti dannosi a lunga scadenza difficilmente prevedibili. La maggior fonte di contaminazione umana riguarda la loro assunzione attraverso gli alimenti, anche se in alcuni casi l'inalazione e l'esposizione cutanea possono rappresentare delle importanti vie di contaminazione. Il nostro progetto di ricerca ਠstato suddiviso in due filoni. Prima linea di studio: analisi delle correlazione tra inquinanti ambientali e malformazioni fetali . In particolare sono stati presi in esame il Bisfenolo A e 10 tra i pi๠comuni PBC. Seconda linea di studio: correlazione tra cancro endometriale e concentrazioni ematiche dei principali PBC. In definitiva, non ਠancora possibile raggiungere una univocità  di interpretazione dalla ampia messe di dati ricavabili dai vari bracci del presente studio. Perà², per quanto i nostri risultati necessitino di un pi๠ampio inquadramento epidemiologico e laboratoristico di cui attualmente nemmeno la letteratura ਠin grado di fornire il necessario supporto, ਠpur vero che sussistono varie prove “parziali” che collegano l'inquinamento ambientale a ripercussioni sulla riproduzione animale ed umana. Ne deriva un severo monito ad inquadrare le singole evidenze sperimentali in un pi๠ampio contesto scientifico, che debba, perಠ, mantenere nella debita considerazione i molteplici fattori che interferiscono sulla riproduzione umana in concomitanza con gli effetti dell'inquinamento. Risulta comunque accertato che gli inquinanti ambientali rivestono in ogni caso la funzione di “endocrine disruptor” e cioਠdi fattori capaci di interagire a vari livelli ed in varie epoche sullo sviluppo umano.
2014
it
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESI-DEFINITIVA%281%29.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 2.16 MB
Formato Adobe PDF
2.16 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/341648
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-341648