Lo scopo del lavoro consiste nella determinazione del costo delle diverse forme di raccolta di capitale da parte dell'azienda nell'ottica della normativa antiusura. Partendo da una tematica classica dell'economia aziendale, le teorie sul costo delle fonti di finanziamento, il lavoro ha lo scopo di mostrare come gli strumenti concettuali dell'economia aziendale vadano letti anche nell'ottica dei vincoli che la normativa e la giurisprudenza impongono in tema di usura. D'altro canto la stessa tematica sull'usura ਠancora oggi alquanto controversa, e questo a causa di una giurisprudenza non sempre concorde con la dottrina e la normativa, ed ਠproprio la non chiara definizione in termini operativi di questa problematica che comporta, sia per gli intermediari finanziari, sia per le imprese, consistenti danni economici oltre a dar luogo a numerosi contenziosi tra gli stessi. Il contesto sopra delineato richiede, dunque, un contributo aziendalistico alle problematiche concrete provenienti da metodologie di calcolo e formule dettate, spesso avventatamente, da norme e sentenze poco chiare e, a volte, addirittura contraddittorie. Il lavoro pertanto muove dalla convinzione per cui l'aziendalista non possa sottrarsi nel fornire la propria concezione di come vada inteso il costo di una fonte di finanziamento; oppure, da altro punto di vista, dalla necessità  che l'aziendalista fornisca il proprio contributo alla soluzioni di problematiche concrete nascenti dalla applicazioni di concetti e principi che non possono non basarsi su tecniche e strumenti propri delle discipline aziendali. Il lavoro ਠstato articolato nelle parti di seguito illustrate. La prima parte ha proposto una sintetica rassegna storica dell'evoluzione della teoria della finanza aziendale, in particolare degli studi dell'impatto che la struttura finanziaria esercita sulla performance aziendale e sul valore dell'azienda. Nella seconda parte sono state analizzate le modalità  tecniche di raccolta del capitale di credito per un'azienda. Ad ogni diversa fonte di finanziamento corrispondono, infatti, diverse modalità  di rimborso e diverse forme di costo e dalla combinazione del diverso atteggiarsi di queste variabili dipende il costo effettivo dell'operazione di prestito per l'impresa e quindi possono portare a diverse valutazioni circa la convenienza economica per l'impresa stessa. Nella terza parte ਠstato esaminato il quadro normativo di riferimento in tema di usura, con particolare riguardo alla giurisprudenza di merito e di legittimità  e alle indicazioni riportate nelle Istruzioni dell'Organo di vigilanza e finalizzate a fornire le modalità  operative ai fini della determinazione del tasso effettivo in concreto applicato alle operazioni di finanziamento. Nella quarta parte si ਠproceduto, per talune operazioni di finanziamento, in particolare per quelle pi๠comuni cui fanno ricorso le imprese (aperture di credito e mutui) a individuare il costo da considerare ai fini della determinazione del tasso effettivo che deve essere confrontato con le soglie di legge nel rispetto della normativa antiusura. Infine, si ਠtentato, nelle conclusioni, di svolgere considerazioni critiche, dalla prospettiva aziendale, sulla validità  degli odierni strumenti normativi per la determinazione dell'eventuale comportamento usurario delle banche suggerendo al contempo le modalità  per migliorare l'applicazione, dal punto di vista tecnico, delle metodologie proposte dalla normativa e dalla giurisprudenza per determinare il costo delle fonti. Sono state formulate anche ipotesi circa le possibili modalità  per affinare le diverse metodologie esistenti per la determinazione del costo delle fonti, allo scopo di ridurre non solo le controversie in tema di usura, ma anche di affinare il calcolo del costo del debito di particolari forme tecniche di finanziamento e allo scopo di permettere una corretta definizione del costo medio ponderato del capitale e di conseguenza dei diversi strumenti di misurazione della performance d'impresa.

Il costo delle fonti di finanziamento nell'ottica della normativa antiusura

2015

Abstract

Lo scopo del lavoro consiste nella determinazione del costo delle diverse forme di raccolta di capitale da parte dell'azienda nell'ottica della normativa antiusura. Partendo da una tematica classica dell'economia aziendale, le teorie sul costo delle fonti di finanziamento, il lavoro ha lo scopo di mostrare come gli strumenti concettuali dell'economia aziendale vadano letti anche nell'ottica dei vincoli che la normativa e la giurisprudenza impongono in tema di usura. D'altro canto la stessa tematica sull'usura ਠancora oggi alquanto controversa, e questo a causa di una giurisprudenza non sempre concorde con la dottrina e la normativa, ed ਠproprio la non chiara definizione in termini operativi di questa problematica che comporta, sia per gli intermediari finanziari, sia per le imprese, consistenti danni economici oltre a dar luogo a numerosi contenziosi tra gli stessi. Il contesto sopra delineato richiede, dunque, un contributo aziendalistico alle problematiche concrete provenienti da metodologie di calcolo e formule dettate, spesso avventatamente, da norme e sentenze poco chiare e, a volte, addirittura contraddittorie. Il lavoro pertanto muove dalla convinzione per cui l'aziendalista non possa sottrarsi nel fornire la propria concezione di come vada inteso il costo di una fonte di finanziamento; oppure, da altro punto di vista, dalla necessità  che l'aziendalista fornisca il proprio contributo alla soluzioni di problematiche concrete nascenti dalla applicazioni di concetti e principi che non possono non basarsi su tecniche e strumenti propri delle discipline aziendali. Il lavoro ਠstato articolato nelle parti di seguito illustrate. La prima parte ha proposto una sintetica rassegna storica dell'evoluzione della teoria della finanza aziendale, in particolare degli studi dell'impatto che la struttura finanziaria esercita sulla performance aziendale e sul valore dell'azienda. Nella seconda parte sono state analizzate le modalità  tecniche di raccolta del capitale di credito per un'azienda. Ad ogni diversa fonte di finanziamento corrispondono, infatti, diverse modalità  di rimborso e diverse forme di costo e dalla combinazione del diverso atteggiarsi di queste variabili dipende il costo effettivo dell'operazione di prestito per l'impresa e quindi possono portare a diverse valutazioni circa la convenienza economica per l'impresa stessa. Nella terza parte ਠstato esaminato il quadro normativo di riferimento in tema di usura, con particolare riguardo alla giurisprudenza di merito e di legittimità  e alle indicazioni riportate nelle Istruzioni dell'Organo di vigilanza e finalizzate a fornire le modalità  operative ai fini della determinazione del tasso effettivo in concreto applicato alle operazioni di finanziamento. Nella quarta parte si ਠproceduto, per talune operazioni di finanziamento, in particolare per quelle pi๠comuni cui fanno ricorso le imprese (aperture di credito e mutui) a individuare il costo da considerare ai fini della determinazione del tasso effettivo che deve essere confrontato con le soglie di legge nel rispetto della normativa antiusura. Infine, si ਠtentato, nelle conclusioni, di svolgere considerazioni critiche, dalla prospettiva aziendale, sulla validità  degli odierni strumenti normativi per la determinazione dell'eventuale comportamento usurario delle banche suggerendo al contempo le modalità  per migliorare l'applicazione, dal punto di vista tecnico, delle metodologie proposte dalla normativa e dalla giurisprudenza per determinare il costo delle fonti. Sono state formulate anche ipotesi circa le possibili modalità  per affinare le diverse metodologie esistenti per la determinazione del costo delle fonti, allo scopo di ridurre non solo le controversie in tema di usura, ma anche di affinare il calcolo del costo del debito di particolari forme tecniche di finanziamento e allo scopo di permettere una corretta definizione del costo medio ponderato del capitale e di conseguenza dei diversi strumenti di misurazione della performance d'impresa.
2015
it
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