La tesi presenta un quadro sistematico dell'evoluzione normativa concernente il contrasto al reato di terrorismo -con particolare attenzione al terrorismo internazionale- nel diritto dell'Unione europea e nel diritto interno. L'analisi, che trae origine dal tentativo di categorizzazione rispetto ad altri reati di criminalità  organizzata transnazionale, affronta alcune criticità  come quelle di individuare una definizione universalmente condivisa del terrorismo internazionale e di garantire una tutela pi๠effettiva dei diritti delle vittime di reato. La classificazione ਠstata realizzata grazie all'esame di numerosi atti e Convenzioni europee dalle quali emergono le principali caratteristiche che accomunano i vari attentati realizzati a partire dall'11 settembre 2001 e che coincidono da un lato con quelle del terrorismo postmoderno, dall'altro con quelle del c.d. "homegrown terrorism", in costante espansione come dimostrato da statistiche giudiziarie sull'aumento dei reati commessi in Europa nell'ultimo decennio. Da una valutazione iniziale emerge l'inadeguatezza persino dei pi๠recenti atti europei in tema di anti-terrorismo †"focalizzati sugli strumenti militari e di law enforcement piuttosto che sugli aspetti di prevenzione e di contrasto - a disciplinare in maniera esaustiva la complessità  delle nuove caratteristiche del terrorismo internazionale, resasi particolarmente evidente a seguito del verificarsi dei recenti attentati di Parigi. Il focus sulla necessità  di una nuova codificazione dei principi vigenti in materia concerne altresଠil difficile equilibrio tra la tutela della sicurezza internazionale e dei diritti fondamentali dell'individuo, già  emergente dal raffronto tra i controversi casi Segi e Gestoras Pro Amnistà¬a, Kadi e Abu Omar, sui quali le Corti GUE e EDU si sono pi๠volte pronunciate. Sulla base di tali considerazioni, lo studio propende in definitiva verso la necessità  della riformulazione degli obiettivi originari dell'Unione europea nel contrasto al terrorismo internazionale attraverso una risposta normativa da parte delle Istituzioni europee e italiane alla luce dell'evoluzione del terrorismo jihadista e quaedista nell'ultimo decennio e alle ripercussioni degli attentati sulla società  civile. La tesi esamina a questo proposito gli strumenti normativi nazionali ed europei che mirano a garantire una tutela effettiva dei diritti delle vittime e delle loro famiglie, mettendo allo stesso tempo in evidenza le analogie e le differenze tra le vittime di reato, vittime di terrorismo e vittime del terrorismo internazionale ed evidenziando anche sotto questo profilo alcune criticità : da un lato la mancanza di disponibilità  finanziaria rilevata dal Governo italiano insieme al ritardo e alle lacune dell'adattamento del diritto interno agli atti europei sul tema, che rendono difficoltosa l'attuazione di molti di questi ultimi in Italia; dall'altro una disciplina non totalmente esaustiva degli strumenti di garanzia in confronto al diritto internazionale e in particolare ai contenuti degli ultimi Reports annuali del Rappresentante Speciale del Consiglio ONU dei Diritti Umani sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà  fondamentali nella lotta al terrorismo. L'analisi del sistema normativo europeo e di quello italiano (che rimette la disciplina del reato ai soli artt. 270 bis ss c.p.) permette in conclusione di rilevare il carattere scarsamente effettivo di entrambi ad affrontare il contrasto al reato di terrorismo internazionale alla luce delle sue moderne manifestazioni. Tale criticità  à¨ tuttavia compensata almeno sul piano programmatico dall'emanazione delle pi๠recenti proposte normative: la proposta di risoluzione comune 2015/2573(RSP) sulle relazioni fra l'UE e la Lega degli Stati arabi e la cooperazione nella lotta al terrorismo e il d.l. n. 7/2015, rappresentando entrambi una possibile risposta alla necessità  sempre pi๠impellente della rielaborazione e dell'aggiornamento delle norme per il contrasto del terrorismo internazionale già  esistenti e della formulazione di nuovi strumenti normativi e contemporaneamente aprendo nuovi scenari di sviluppo nell'Unione e in Italia.

Gli strumenti normativi per il contrasto al terrorismo internazionale tra diritto dell'Unione e diritto interno.

2015

Abstract

La tesi presenta un quadro sistematico dell'evoluzione normativa concernente il contrasto al reato di terrorismo -con particolare attenzione al terrorismo internazionale- nel diritto dell'Unione europea e nel diritto interno. L'analisi, che trae origine dal tentativo di categorizzazione rispetto ad altri reati di criminalità  organizzata transnazionale, affronta alcune criticità  come quelle di individuare una definizione universalmente condivisa del terrorismo internazionale e di garantire una tutela pi๠effettiva dei diritti delle vittime di reato. La classificazione ਠstata realizzata grazie all'esame di numerosi atti e Convenzioni europee dalle quali emergono le principali caratteristiche che accomunano i vari attentati realizzati a partire dall'11 settembre 2001 e che coincidono da un lato con quelle del terrorismo postmoderno, dall'altro con quelle del c.d. "homegrown terrorism", in costante espansione come dimostrato da statistiche giudiziarie sull'aumento dei reati commessi in Europa nell'ultimo decennio. Da una valutazione iniziale emerge l'inadeguatezza persino dei pi๠recenti atti europei in tema di anti-terrorismo †"focalizzati sugli strumenti militari e di law enforcement piuttosto che sugli aspetti di prevenzione e di contrasto - a disciplinare in maniera esaustiva la complessità  delle nuove caratteristiche del terrorismo internazionale, resasi particolarmente evidente a seguito del verificarsi dei recenti attentati di Parigi. Il focus sulla necessità  di una nuova codificazione dei principi vigenti in materia concerne altresଠil difficile equilibrio tra la tutela della sicurezza internazionale e dei diritti fondamentali dell'individuo, già  emergente dal raffronto tra i controversi casi Segi e Gestoras Pro Amnistà¬a, Kadi e Abu Omar, sui quali le Corti GUE e EDU si sono pi๠volte pronunciate. Sulla base di tali considerazioni, lo studio propende in definitiva verso la necessità  della riformulazione degli obiettivi originari dell'Unione europea nel contrasto al terrorismo internazionale attraverso una risposta normativa da parte delle Istituzioni europee e italiane alla luce dell'evoluzione del terrorismo jihadista e quaedista nell'ultimo decennio e alle ripercussioni degli attentati sulla società  civile. La tesi esamina a questo proposito gli strumenti normativi nazionali ed europei che mirano a garantire una tutela effettiva dei diritti delle vittime e delle loro famiglie, mettendo allo stesso tempo in evidenza le analogie e le differenze tra le vittime di reato, vittime di terrorismo e vittime del terrorismo internazionale ed evidenziando anche sotto questo profilo alcune criticità : da un lato la mancanza di disponibilità  finanziaria rilevata dal Governo italiano insieme al ritardo e alle lacune dell'adattamento del diritto interno agli atti europei sul tema, che rendono difficoltosa l'attuazione di molti di questi ultimi in Italia; dall'altro una disciplina non totalmente esaustiva degli strumenti di garanzia in confronto al diritto internazionale e in particolare ai contenuti degli ultimi Reports annuali del Rappresentante Speciale del Consiglio ONU dei Diritti Umani sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà  fondamentali nella lotta al terrorismo. L'analisi del sistema normativo europeo e di quello italiano (che rimette la disciplina del reato ai soli artt. 270 bis ss c.p.) permette in conclusione di rilevare il carattere scarsamente effettivo di entrambi ad affrontare il contrasto al reato di terrorismo internazionale alla luce delle sue moderne manifestazioni. Tale criticità  à¨ tuttavia compensata almeno sul piano programmatico dall'emanazione delle pi๠recenti proposte normative: la proposta di risoluzione comune 2015/2573(RSP) sulle relazioni fra l'UE e la Lega degli Stati arabi e la cooperazione nella lotta al terrorismo e il d.l. n. 7/2015, rappresentando entrambi una possibile risposta alla necessità  sempre pi๠impellente della rielaborazione e dell'aggiornamento delle norme per il contrasto del terrorismo internazionale già  esistenti e della formulazione di nuovi strumenti normativi e contemporaneamente aprendo nuovi scenari di sviluppo nell'Unione e in Italia.
2015
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-344782