Il tema della ricerca àƒ¨ il rapporto tra composizione architettonica e natura nella contemporaneitàƒÂ . In sintesi, partendo dallࢠanalisi degli aspetti del biomorfismo e del geomorfismo in architettura si prenderàƒÂ in esame quella casistica di progetti e realizzazioni degli ultimi 25 anni in cui le valenze espressive delle componenti, la modellazione degli spazi e la morfologia strutturale, riflettono principi desunti dal mondo organico, senza limitarsi alla semplice replica di analogie superficiali, ma implicando un effettivo arricchimento linguistico rispetto alla consuetudinaria sintassi architettonica ed un arricchimento del comportamento energetico dell'edificio stesso nei confronti dell'ambiente circostante. La ricerca prenderàƒÂ dunque in esame gli aspetti di questo approccio progettuale sotto il punto di vista compositivo, sistemando tali materiali in tre capitoli separati : la forma segue lࢠenergia, la forma segue il paesaggio e la forma viva , cercando di ipotizzare la possibilitàƒÂ di un metodo applicabile a nuove esperienze progettuali. Da una ricognizione del fenomeno del biomorfismo in architettura non si delineeràƒÂ un compendio di regole nàƒ© tantomeno una manualistica, ma si porranno riflessioni per una ricerca alternativa circa la declinazione del rapporto forma/efficienza. Il biomorfismo, ed i processi di form finding intesi come sublimazione linguistica e trasposizione in ambito architettonico di forme, strutture e comportamenti naturali potranno forse rivelarsi un criterio perseguibile per restituire allࢠarchitettura il suo ruolo comunicativo, indispensabile per ripristinare quellࢠinsieme di rapporti che la correlano alla natura. Tale esigenza diviene sempre piàƒ¹ perentoria, soprattutto nellࢠattuale condizione in cui lࢠambiente urbano (che ha da tempo perduto il suo carattere di tessuto omogeneo) si espande in disordinate conurbazioni; tanto che i trascorsi equilibri tra la dominante natura e la puntiforme ed artificiale cittàƒÂ sono pressochàƒ© sovvertiti, ed il paesaggio odierno ridotto a scampoli insignificanti, lacerato ed incalzato dallࢠaccelerato moltiplicarsi di massificate manifestazioni edilizie di sempre minor pregio, appare paradossalmente circoscritto in piccole, isolate unitàƒÂ . Beninteso, lࢠutilizzo esclusivo di figure compositive di carattere biomorfico non deve dare lࢠillusoria garanzia di un risultato estetico, nàƒ© puàƒ² essere considerato criterio da applicare universalmente ed univocamente, escludendo qualsiasi altra scelta linguistica; ma sembra, piuttosto, di poter individuare, nelle possibilitàƒÂ di interazione con altre e diverse forme di pensiero progettuale complesso, un plausibile paradigma di ricerca per ampliare gli orizzonti della cultura del progettare, soprattutto nel difficile rapporto che questࢠultima deve intessere con lࢠinderogabile questione dellࢠidentitàƒÂ del paesaggio sia naturale che costruito.
L'architettura nell' antropocene; il rapporto tra le forme della natura, le forme dell'architettura e l'efficienza energetica
2016
Abstract
Il tema della ricerca àƒ¨ il rapporto tra composizione architettonica e natura nella contemporaneitàƒÂ . In sintesi, partendo dallࢠanalisi degli aspetti del biomorfismo e del geomorfismo in architettura si prenderàƒÂ in esame quella casistica di progetti e realizzazioni degli ultimi 25 anni in cui le valenze espressive delle componenti, la modellazione degli spazi e la morfologia strutturale, riflettono principi desunti dal mondo organico, senza limitarsi alla semplice replica di analogie superficiali, ma implicando un effettivo arricchimento linguistico rispetto alla consuetudinaria sintassi architettonica ed un arricchimento del comportamento energetico dell'edificio stesso nei confronti dell'ambiente circostante. La ricerca prenderàƒÂ dunque in esame gli aspetti di questo approccio progettuale sotto il punto di vista compositivo, sistemando tali materiali in tre capitoli separati : la forma segue lࢠenergia, la forma segue il paesaggio e la forma viva , cercando di ipotizzare la possibilitàƒÂ di un metodo applicabile a nuove esperienze progettuali. Da una ricognizione del fenomeno del biomorfismo in architettura non si delineeràƒÂ un compendio di regole nàƒ© tantomeno una manualistica, ma si porranno riflessioni per una ricerca alternativa circa la declinazione del rapporto forma/efficienza. Il biomorfismo, ed i processi di form finding intesi come sublimazione linguistica e trasposizione in ambito architettonico di forme, strutture e comportamenti naturali potranno forse rivelarsi un criterio perseguibile per restituire allࢠarchitettura il suo ruolo comunicativo, indispensabile per ripristinare quellࢠinsieme di rapporti che la correlano alla natura. Tale esigenza diviene sempre piàƒ¹ perentoria, soprattutto nellࢠattuale condizione in cui lࢠambiente urbano (che ha da tempo perduto il suo carattere di tessuto omogeneo) si espande in disordinate conurbazioni; tanto che i trascorsi equilibri tra la dominante natura e la puntiforme ed artificiale cittàƒÂ sono pressochàƒ© sovvertiti, ed il paesaggio odierno ridotto a scampoli insignificanti, lacerato ed incalzato dallࢠaccelerato moltiplicarsi di massificate manifestazioni edilizie di sempre minor pregio, appare paradossalmente circoscritto in piccole, isolate unitàƒÂ . Beninteso, lࢠutilizzo esclusivo di figure compositive di carattere biomorfico non deve dare lࢠillusoria garanzia di un risultato estetico, nàƒ© puàƒ² essere considerato criterio da applicare universalmente ed univocamente, escludendo qualsiasi altra scelta linguistica; ma sembra, piuttosto, di poter individuare, nelle possibilitàƒÂ di interazione con altre e diverse forme di pensiero progettuale complesso, un plausibile paradigma di ricerca per ampliare gli orizzonti della cultura del progettare, soprattutto nel difficile rapporto che questࢠultima deve intessere con lࢠinderogabile questione dellࢠidentitàƒÂ del paesaggio sia naturale che costruito.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/344988
URN:NBN:IT:BNCF-344988