Questo lavoro nasce con l'intento di stimolare una riflessione sugli effetti a lungo termine della critica positiva che Feuerbach muove alla religione. L'idea di fondo ਠche tale critica possa ancora oggi avere delle ricadute sui dibattiti relativi al rapporto tra religione e ateismo. Il lavoro si articola in quattro capitoli. Nel primo analizzo il processo che ha indotto Feuerbach, nel passaggio dal periodo hegeliano a quello antihegeliano, a maturare un approccio sempre pi๠positivo nei confronti dell'esperienza religiosa, le ragioni che lo hanno spinto in questa direzione e infine le conseguenze che ne sono derivate sul piano etico-antropologico. Il secondo capitolo nasce dal tentativo di spiegare in che senso l'umanizzazione del divino cui approda l'antropologia feuerbachiana non annulli il bisogno tipicamente umano di rapportarsi a un essere altro, che lo integri e lo completi. Da ciಠla necessità di analizzare la differenza di fondo che sussiste tra trascendenza e alterità e la peculiarità del concetto feuerbachiano di Genere umano, inteso come un trascendente immanentizzato. Nel terzo capitolo viene individuato nel desiderio di felicità , fondamento comune a religione e morale, la vera origine del dio sovrannaturale. Quindi vengono illustrate le caratteristiche di tale desiderio, la sua connessione alla corporeità e ai sensi, le contraddizioni insite in esso, nonchà© il suo rimando al bisogno religioso di beatitudine eterna, nel quale affonderebbe le sue radici. L'ultimo capitolo ਠvolto a mostrare come l'atteggiamento sacrale-religioso, anche in una cornice immanente, come quella feuerbachiana in cui Dio ha del tutto perso il suo primato, trovi comunque una strada per manifestarsi. L'esito cui perviene il presente lavoro ਠla constatazione che la riflessione di Feuerbach avrebbe gettato le basi per una relazione originale tra sacro e secolare, dove ciascun termine non esclude, bensଠimplica l'altro. Questo stretto legame gli consente di dialogare anche con autori che, sebbene distanti tanto temporalmente quanto strutturalmente dal suo pensiero, condividono con lui l'idea di questa interdipendenza tra temporale e religioso e la convinzione che la religione sia qualcosa di pi๠profondo della fede in un dio trascendente.
Umanesimo ateo e religione antropologica in Ludwig Feuerbach. Un'alternativa al dualismo tra fede e non-credenza
2017
Abstract
Questo lavoro nasce con l'intento di stimolare una riflessione sugli effetti a lungo termine della critica positiva che Feuerbach muove alla religione. L'idea di fondo ਠche tale critica possa ancora oggi avere delle ricadute sui dibattiti relativi al rapporto tra religione e ateismo. Il lavoro si articola in quattro capitoli. Nel primo analizzo il processo che ha indotto Feuerbach, nel passaggio dal periodo hegeliano a quello antihegeliano, a maturare un approccio sempre pi๠positivo nei confronti dell'esperienza religiosa, le ragioni che lo hanno spinto in questa direzione e infine le conseguenze che ne sono derivate sul piano etico-antropologico. Il secondo capitolo nasce dal tentativo di spiegare in che senso l'umanizzazione del divino cui approda l'antropologia feuerbachiana non annulli il bisogno tipicamente umano di rapportarsi a un essere altro, che lo integri e lo completi. Da ciಠla necessità di analizzare la differenza di fondo che sussiste tra trascendenza e alterità e la peculiarità del concetto feuerbachiano di Genere umano, inteso come un trascendente immanentizzato. Nel terzo capitolo viene individuato nel desiderio di felicità , fondamento comune a religione e morale, la vera origine del dio sovrannaturale. Quindi vengono illustrate le caratteristiche di tale desiderio, la sua connessione alla corporeità e ai sensi, le contraddizioni insite in esso, nonchà© il suo rimando al bisogno religioso di beatitudine eterna, nel quale affonderebbe le sue radici. L'ultimo capitolo ਠvolto a mostrare come l'atteggiamento sacrale-religioso, anche in una cornice immanente, come quella feuerbachiana in cui Dio ha del tutto perso il suo primato, trovi comunque una strada per manifestarsi. L'esito cui perviene il presente lavoro ਠla constatazione che la riflessione di Feuerbach avrebbe gettato le basi per una relazione originale tra sacro e secolare, dove ciascun termine non esclude, bensଠimplica l'altro. Questo stretto legame gli consente di dialogare anche con autori che, sebbene distanti tanto temporalmente quanto strutturalmente dal suo pensiero, condividono con lui l'idea di questa interdipendenza tra temporale e religioso e la convinzione che la religione sia qualcosa di pi๠profondo della fede in un dio trascendente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/345563
URN:NBN:IT:BNCF-345563