Il presente lavoro cerca di restituire una visione delle lingue dei Segni, in particolare dell'iconicità  che caratterizza questi linguaggi, mediante un approccio semiotico e insieme filosofico che si distacca dall'impostazione che la tradizione linguistica ha costruito su di essi. Attraverso l'atteggiamento assunto si intende anzitutto analizzare le peculiarità  di questi sistemi senza ricondurle forzatamente a un modello verbale costituito sulle lingue parlate. Partendo da analisi sviluppate da autori come Tommaso Russo e Frederik Stjernfelt, le caratteristiche espressive di queste lingue verranno descritte facendo leva sul carattere operazionale della nozione di icona proposta da Peirce, presentando in questo modo l'iconicità  che le contraddistingue come uno strumento linguistico funzionale e perfettamente integrato con la loro arbitrarietà . Sulla base di queste premesse, il lavoro intende collocare pi๠correttamente queste lingue all'interno del dibattito, oggigiorno al centro delle Humanities, sul rapporto stesso tra linguaggio, pensiero ed esperienza. Rispetto a esso, ci si posizionerà  cercando di abbandonare antichi dualismi e visioni riduzionistiche, descrivendo tale rapporto nei termini di una relazione dinamica e circolare tra i meccanismi di significazione e l'essere-in-situazione da cui essi emergono. Per queste ragioni, la tesi approfondisce pi๠specificatamente le proprietà  di quella che la recente letteratura ha definito come action-based iconicity. Tramite essa il segnante articola una raffigurazione della realtà  esplicitando le azioni che compie su di essa, rimettendo per cosଠdire in atto, sul piano della rappresentazione linguistica, gli abiti di azione che lo relazionano a un oggetto. Una fondamentale nozione, questa, appartenente alla semiotica e al pragmatismo di Peirce, che come si sosterrà  offrono un utile frame teorico in grado non solo di descrivere le caratteristiche di questo fenomeno, ma di rendere conto della corrente necessità  degli studi di riconfigurare il ruolo dell'azione, dei suoi prodotti e del contesto in cui essa si realizza.

Un linguaggio in azione. Una riflessione semiotica sull'iconicità  nelle lingue dei segni

2017

Abstract

Il presente lavoro cerca di restituire una visione delle lingue dei Segni, in particolare dell'iconicità  che caratterizza questi linguaggi, mediante un approccio semiotico e insieme filosofico che si distacca dall'impostazione che la tradizione linguistica ha costruito su di essi. Attraverso l'atteggiamento assunto si intende anzitutto analizzare le peculiarità  di questi sistemi senza ricondurle forzatamente a un modello verbale costituito sulle lingue parlate. Partendo da analisi sviluppate da autori come Tommaso Russo e Frederik Stjernfelt, le caratteristiche espressive di queste lingue verranno descritte facendo leva sul carattere operazionale della nozione di icona proposta da Peirce, presentando in questo modo l'iconicità  che le contraddistingue come uno strumento linguistico funzionale e perfettamente integrato con la loro arbitrarietà . Sulla base di queste premesse, il lavoro intende collocare pi๠correttamente queste lingue all'interno del dibattito, oggigiorno al centro delle Humanities, sul rapporto stesso tra linguaggio, pensiero ed esperienza. Rispetto a esso, ci si posizionerà  cercando di abbandonare antichi dualismi e visioni riduzionistiche, descrivendo tale rapporto nei termini di una relazione dinamica e circolare tra i meccanismi di significazione e l'essere-in-situazione da cui essi emergono. Per queste ragioni, la tesi approfondisce pi๠specificatamente le proprietà  di quella che la recente letteratura ha definito come action-based iconicity. Tramite essa il segnante articola una raffigurazione della realtà  esplicitando le azioni che compie su di essa, rimettendo per cosଠdire in atto, sul piano della rappresentazione linguistica, gli abiti di azione che lo relazionano a un oggetto. Una fondamentale nozione, questa, appartenente alla semiotica e al pragmatismo di Peirce, che come si sosterrà  offrono un utile frame teorico in grado non solo di descrivere le caratteristiche di questo fenomeno, ma di rendere conto della corrente necessità  degli studi di riconfigurare il ruolo dell'azione, dei suoi prodotti e del contesto in cui essa si realizza.
2017
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