Il trapianto (LTx) bi-polmonare ਠoggi terapia accettata (4,7% del totale delle indicazioni) per l'Ipertensione Arteriosa Polmonare (PAH) severa dove le caratteristiche del paziente identificano un profilo prognostico peggiore nonostante terapia medica specifica massimale. La diagnosi di Ipertensione Arteriosa Polmonare Idiopatica (IPAH) rappresenta il maggiore fattore di rischio categorico per la mortalità a un anno ( rischio relativo [RR] 1,73 95% CI 1,28-2,34 , p<0,0003).Tuttavia, quando i riceventi con IPAH sopravvivono ad almeno un anno hanno una miglior sopravvivenza a lungo termine rispetto a quella dei pazienti con altre patologie polmonari. La disfunzione d'organo precoce (PGD) ਠresponsabile di un terzo dei decessi precoci la cui causa principale ਠnel danno da ischemia-riperfusione. Questo studio ਠteso ad analizzare la sicurezza ed efficacia dell'uso dell'ECMO prolungato dall'intra- al post-operatorio sulla funzionalità del graft nei riceventi trapianto bi-polmonare per PAH individuando i fattori che predispongono alla risposta da re-impianto. E' stata effettuata un'analisi retrospettiva e prospettica (RCT) di tutti i casi di PAH (secondo la definizione aggiornata Dana Point 2008) trattati con trapianto bi-polmonare nel nostro Istituto con e senza prolungamento del supporto ECMO. Dalla partenza del "programma ECMO" tutti i nuovi casi di PAH Classe III-IV WHO sottoposti a trapianto polmonare bilaterale sono stati registrati prospetticamente. I riceventi arruolati nello studio sono stati divisi in due gruppi : Gruppo A dove l'ECMO veniva interrotto al termine del trapianto e Gruppo B dove l'ECMO veniva continuato fino a che le condizioni cliniche ne permettessero lo svezzamento. La diagnosi di PAH ha rappresentato il principale fattore di rischio nello sviluppo di PGD(OR 3.4; 95% CI 1.8-6.9). I risultati dimostrano una mortalità ad un anno significativamente minore nel Gruppo B (12,6%) rispetto a quella dei pazienti dove l'ECMO ਠstato re-instaurato in ITU solo a fronte della comparsa di segni di PGD.
Trapianto polmonare (LTx) per ipertensione polmonare con ossigenazione trans-membrana arterovenosa (ECMO) e continuazione del supporto nel periodo post-operatorio al fine di prevenire la disfunzione precoce del graft (PGD)
2017
Abstract
Il trapianto (LTx) bi-polmonare ਠoggi terapia accettata (4,7% del totale delle indicazioni) per l'Ipertensione Arteriosa Polmonare (PAH) severa dove le caratteristiche del paziente identificano un profilo prognostico peggiore nonostante terapia medica specifica massimale. La diagnosi di Ipertensione Arteriosa Polmonare Idiopatica (IPAH) rappresenta il maggiore fattore di rischio categorico per la mortalità a un anno ( rischio relativo [RR] 1,73 95% CI 1,28-2,34 , p<0,0003).Tuttavia, quando i riceventi con IPAH sopravvivono ad almeno un anno hanno una miglior sopravvivenza a lungo termine rispetto a quella dei pazienti con altre patologie polmonari. La disfunzione d'organo precoce (PGD) ਠresponsabile di un terzo dei decessi precoci la cui causa principale ਠnel danno da ischemia-riperfusione. Questo studio ਠteso ad analizzare la sicurezza ed efficacia dell'uso dell'ECMO prolungato dall'intra- al post-operatorio sulla funzionalità del graft nei riceventi trapianto bi-polmonare per PAH individuando i fattori che predispongono alla risposta da re-impianto. E' stata effettuata un'analisi retrospettiva e prospettica (RCT) di tutti i casi di PAH (secondo la definizione aggiornata Dana Point 2008) trattati con trapianto bi-polmonare nel nostro Istituto con e senza prolungamento del supporto ECMO. Dalla partenza del "programma ECMO" tutti i nuovi casi di PAH Classe III-IV WHO sottoposti a trapianto polmonare bilaterale sono stati registrati prospetticamente. I riceventi arruolati nello studio sono stati divisi in due gruppi : Gruppo A dove l'ECMO veniva interrotto al termine del trapianto e Gruppo B dove l'ECMO veniva continuato fino a che le condizioni cliniche ne permettessero lo svezzamento. La diagnosi di PAH ha rappresentato il principale fattore di rischio nello sviluppo di PGD(OR 3.4; 95% CI 1.8-6.9). I risultati dimostrano una mortalità ad un anno significativamente minore nel Gruppo B (12,6%) rispetto a quella dei pazienti dove l'ECMO ਠstato re-instaurato in ITU solo a fronte della comparsa di segni di PGD.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
LUCIANO_GIULIA_TESI.pdf
accesso solo da BNCF e BNCR
Tipologia:
Altro materiale allegato
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
932.67 kB
Formato
Adobe PDF
|
932.67 kB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/346874
URN:NBN:IT:BNCF-346874