La tesi ਠredatta adottando il metodo dell'analisi funzionale del diritto, utilizzato dall'Autore per decodificare la nozione di rappresentatività e le sue tecniche di accertamento e misurazione. Seguendo tale impostazione metodologica l'A. arriva a concepire la rappresentatività sindacale come tecnica selettiva impiegata dall'ordinamento, al fine di individuare i sindacati chiamati a realizzare peculiari funzioni progressivamente emergenti nell'ordinamento nazionale e sovranazionale. Ciಠcomporta che i criteri di misurazione e verifica della rappresentatività variano a seconda delle funzioni, degli ambiti in cui deve essere applicata ed in base al modello sindacale prodotto dall'ordinamento, pertanto modelli, funzioni ed ambiti sono inevitabilmente destinati ad intrecciarsi, combinarsi e variare nel tempo. Tale premessa ਠindispensabile per stabilire, ad ogni nuovo assestamento dell'ordinamento intersindacale, se sussista o meno, e quale sia, l'equilibrio instauratosi fra la zona di "privilegio" assicurata alle organizzazioni sindacali e datoriali dotate di un certo grado di rappresentatività , e quella nella quale operano le altre organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro mediante il riconoscimento della libertà sindacale di cui all'art. 39 Cost. L'obiettivo dell'indagine ਠduplice e comprende, da un lato, la verifica della tenuta sistemica delle regole sulla misurazione della rappresentatività sindacale prodotte del trittico di accordi interconfederali 2011-2014 e della loro idoneità alla definizione della formula di «sindacato dei lavoratori comparativamente pi๠rappresentativo» caratterizzante la legislazione di rinvio alla contrattazione; dall'altro, la decodificazione dell'emergente nozione di «associazione dei datori di lavoro comparativamente pi๠rappresentativa sul piano nazionale», verificando la possibilità di elaborare in via ermeneutica e ricorrendo all'analisi comparata, indici di maggiore rappresentatività delle associazioni datoriali. Sullo sfondo riemerge il dibattito sull'opportunità o meno di un intervento eteronomo in grado di dare nuova linfa agli attori sindacali ed arginare la tendenza disgregatrice del sistema di relazioni industriali.
La misurazione della rappresentatività delle associazioni sindacali: funzioni, problemi, metodi
2017
Abstract
La tesi ਠredatta adottando il metodo dell'analisi funzionale del diritto, utilizzato dall'Autore per decodificare la nozione di rappresentatività e le sue tecniche di accertamento e misurazione. Seguendo tale impostazione metodologica l'A. arriva a concepire la rappresentatività sindacale come tecnica selettiva impiegata dall'ordinamento, al fine di individuare i sindacati chiamati a realizzare peculiari funzioni progressivamente emergenti nell'ordinamento nazionale e sovranazionale. Ciಠcomporta che i criteri di misurazione e verifica della rappresentatività variano a seconda delle funzioni, degli ambiti in cui deve essere applicata ed in base al modello sindacale prodotto dall'ordinamento, pertanto modelli, funzioni ed ambiti sono inevitabilmente destinati ad intrecciarsi, combinarsi e variare nel tempo. Tale premessa ਠindispensabile per stabilire, ad ogni nuovo assestamento dell'ordinamento intersindacale, se sussista o meno, e quale sia, l'equilibrio instauratosi fra la zona di "privilegio" assicurata alle organizzazioni sindacali e datoriali dotate di un certo grado di rappresentatività , e quella nella quale operano le altre organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro mediante il riconoscimento della libertà sindacale di cui all'art. 39 Cost. L'obiettivo dell'indagine ਠduplice e comprende, da un lato, la verifica della tenuta sistemica delle regole sulla misurazione della rappresentatività sindacale prodotte del trittico di accordi interconfederali 2011-2014 e della loro idoneità alla definizione della formula di «sindacato dei lavoratori comparativamente pi๠rappresentativo» caratterizzante la legislazione di rinvio alla contrattazione; dall'altro, la decodificazione dell'emergente nozione di «associazione dei datori di lavoro comparativamente pi๠rappresentativa sul piano nazionale», verificando la possibilità di elaborare in via ermeneutica e ricorrendo all'analisi comparata, indici di maggiore rappresentatività delle associazioni datoriali. Sullo sfondo riemerge il dibattito sull'opportunità o meno di un intervento eteronomo in grado di dare nuova linfa agli attori sindacali ed arginare la tendenza disgregatrice del sistema di relazioni industriali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/346982
URN:NBN:IT:BNCF-346982