Questo lavoro di ricerca analizza il rapporto tra persone senza dimora e spazio pubblico, dedicando particolare attenzione alle recenti strategie di politica urbana mirate al disciplinamento dello spazio pubblico. Lo studio ਠdiviso in due sezioni. Nella prima sezione viene delineato il quadro generale che si profila a livello internazionale, sottolineando tre dimensioni centrali: 1) il ruolo essenziale dello spazio pubblico nella quotidianità dei senza dimora; 2) i cambiamenti che investono lo spazio pubblico sotto la spinta di processi di rinnovo urbano; e 3) il crescente controllo degli spazi pubblici che conduce all'esclusione dei senza dimora. Ad imbuto, la ricerca si concentra su due realtà territoriali europee, Bologna e Amsterdam. Basandosi su una metodologia qualitativa, che privilegia interviste in profondità , osservazione diretta dello spazio pubblico e le tecniche proprie della sociologia visuale, creando e usando le immagini come indicatori visuali dei processi in atto, accanto all'analisi delle politiche sia sociali che urbane, l'indagine individua gli spazi urbani significativi per i senza dimora, tracciando le pratiche d'uso dello spazio pubblico e le sue caratteristiche, e le risposte che la città fornisce rispetto alla visibilità di questa popolazione che, soprattutto nel centro storico rinnovato, pone problemi di ordine, di decoro e di riorganizzazione dell'arredo urbano. La ricerca, pur cogliendo il carattere contingente e condizionale dei processi di controllo, mette in luce che, di fatto, vengono creati spazi di esclusione all'interno del contesto urbano che frequentemente coincidono con gli spazi vitali per la popolazione senza dimora. Si conclude riflettendo sull'immagine di "città vetrina" sottesa a questi processi, una città a uso e consumo di pochi che, evidentemente, non potrà mai essere una "città per tutti", alimentandosi, al contrario, di esclusioni.
Persone senza dimora e spazio pubblico
2018
Abstract
Questo lavoro di ricerca analizza il rapporto tra persone senza dimora e spazio pubblico, dedicando particolare attenzione alle recenti strategie di politica urbana mirate al disciplinamento dello spazio pubblico. Lo studio ਠdiviso in due sezioni. Nella prima sezione viene delineato il quadro generale che si profila a livello internazionale, sottolineando tre dimensioni centrali: 1) il ruolo essenziale dello spazio pubblico nella quotidianità dei senza dimora; 2) i cambiamenti che investono lo spazio pubblico sotto la spinta di processi di rinnovo urbano; e 3) il crescente controllo degli spazi pubblici che conduce all'esclusione dei senza dimora. Ad imbuto, la ricerca si concentra su due realtà territoriali europee, Bologna e Amsterdam. Basandosi su una metodologia qualitativa, che privilegia interviste in profondità , osservazione diretta dello spazio pubblico e le tecniche proprie della sociologia visuale, creando e usando le immagini come indicatori visuali dei processi in atto, accanto all'analisi delle politiche sia sociali che urbane, l'indagine individua gli spazi urbani significativi per i senza dimora, tracciando le pratiche d'uso dello spazio pubblico e le sue caratteristiche, e le risposte che la città fornisce rispetto alla visibilità di questa popolazione che, soprattutto nel centro storico rinnovato, pone problemi di ordine, di decoro e di riorganizzazione dell'arredo urbano. La ricerca, pur cogliendo il carattere contingente e condizionale dei processi di controllo, mette in luce che, di fatto, vengono creati spazi di esclusione all'interno del contesto urbano che frequentemente coincidono con gli spazi vitali per la popolazione senza dimora. Si conclude riflettendo sull'immagine di "città vetrina" sottesa a questi processi, una città a uso e consumo di pochi che, evidentemente, non potrà mai essere una "città per tutti", alimentandosi, al contrario, di esclusioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/347011
URN:NBN:IT:BNCF-347011